Murialdo, 19 Gennaio 2006
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Soprintendenza ai Beni Ambientali
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00186 ROMA
Sindaco di Canale Monterano
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00060 CANALE MONTERANO
Direzione Riserva Naturale Monterano
Piazza Tubigen
00060 CANALE MONTERANO
Oggetto. Riserva Naturale di Monterano. Riapertura di pista forestale.
La scrivente Associazione è venuta a conoscenza di una richiesta per la riapertura di una vecchia pista forestale nell’ambito della Riserva Naturale di Monterano, e scrive pertanto per esprimere la propria opposizione a tale iniziativa.
La Riserva Naturale di Monterano fu istituita per dare protezione ad un aspetto estremamente caratteristico del burrone dove scorre il fiume Mignone; una struttura e situazione morfologica abbastanza insolita, che racchiude, con caratteristiche squisitamente naturalistiche, anche delle particolarità antropiche e storiche di grande interesse e di un’unica scenicità, quali l’antico borgo di Monterano.
La pista in questione che si vorrebbe ripristinare attraverserebbe la località “Scalette”, a ridosso della Valle del Fiume Mignone, in un ambito che costituisce un corridoio biotico di collegamento tra l’area protetta ed i SIC “Fiume Mignone-Medio Corso” e “Mola di Oriolo”. Essa ci risulta essere stata abusivamente aperta molti anni fa e per tale ragione poi chiusa al traffico dei mezzi motorizzati, lasciandola al disfacimento naturale. I lavori per la sua riapertura comprenderebbero anche la messa in sicurezza di alcuni tratti particolarmente pericolosi in quanto sottostanti a rupi e scoscendimenti, che però apparterrebbero ad una zona di elevato valore geobotanico, costituente, in pratica, quella di maggiore valore della Riserva Naturale per il suo elevato grado di naturalità. Scopo di questa strada sembrerebbe essere solo quello di favorire lo sfruttamento agricolo da parte di un unico soggetto privato possedente un incluso nella Riserva Naturale.
E’ comprensibile il diritto poter accedere più comodamente ai propri terreni, ma la soluzione di alterare l’area protetta, e quindi i valori che essa preserva per conto di tutta la collettività, per garantire questo diritto, forse non è il modo giusto per soddisfarlo; forse la soluzione potrebbe essere diversa (a parte il fatto che esisterebbe già un collegamento stradale, seppure di più lungo percorso) e dipendente dal tipo di sfruttamento che i proprietari vorrebbero fare dei loro terreni; così come la soluzione potrebbe essere quella di cedere i terreni (in vendita, in affitto od in comodato d’uso) alla stessa Riserva Naturale per le sue finalità. O, ancora, di concedere loro (alla società proprietaria) una quota in danaro annua per l’aggravio d’uso cui sono soggetti.
Alla scrivente Associazione preme comunque far notare la grande valenza che i burroni del fiume Mignone hanno per la preservazione di “Valori Wilderness” in ambito già protetto a Riserva Naturale, un valore che pur presente in diversi burroni della Tuscia ed in genere nella campagna romana, solo nella Riserva Naturale di Monteranno godono, si fa per dire, di una qual protezione. Rendere accessibile a mezzi meccanici certi luoghi oggi percorribili solo a piedi o con cavalcature vorrà significare eliminare la loro selvaggità sia pur nella loro veste di “ritorno” o magari ad elevata, ma antichissima, manipolazione antropica. Verrebbero sviliti non solo i luoghi, e l’isolamento che oggi caratterizza l’antico borgo di Monterano, ma anche le esperienze che i visitatori possono venire a godere ritrovando questi antichi posti quali essi furono all’epoca in cui erano popolosi ed utilizzati per attività pastorali e agricole in genere.
Ripristinare l’antico sentiero che dava accesso al borgo di Monterano, dovrebbe essere lo scopo primario della Riserva Naturale, per rivalorizzare la zona dal punto di vista anche turistico; non già operare oggi in piena legalità ciò che in passato si è tentato con l’illegalità. Se la Riserva Naturale è stata istituita, oggi non se ne può svilire lo spirito ma anche e proprio la sua primaria finalità istituzionale per soddisfare un diritto che, pur sacrosanto, potrebbe essere soddisfatto diversamente.
Con distinti saluti
IL SEGRETARIO GENERALE
(Franco Zunino)