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ci sembra che ci sia un piano in più, e che le
tipologie settecentesche e liberty siano state sostituite
da uno stile "toscomaremmanmoresco", è un'impressione?
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abbiamo "rubato" il frutto di una ricerca svolta dai ragazzi della scuola Tittoni, ci sembra uno dei documenti più interessanti sulle Terme di Stigliano (in particolare il paragrafo sulla gestione e l'uso)
LE TERME DI STIGLIANO
I bagni di Stigliano anticamente venivano chiamate "Aquae
Apollinares". Lo testimonia un rutrovamento di una dedica al dio Apollo e di
una statua alla stessa divinità. L'importanza di queste terme è sottolineata
soprattutto dai Romani che le hanno collegate a Roma con una strada più
larga del solito.
Dopo la caduta dell'Impero Romano le terme vennero dimenticate; solo nel
700, grazie al Principe Alfieri che fece costruire un albergo, la zona
riprese un po' d'importanza, ma non abbastanza per via delle febbri
malariche che poi furono debellate.
Le sorgenti che alimentano le terme sono molte, la temperatura dell'acqua
variava dai 36 ai 94 gradi centigradi, venivano utilizzate soprattutto per
fanghi, docce e inalazioni.
LA STRUTTURA DELLE TERME
Lo schema di base prevedeva una successione di ambienti disposti lungo un unico asse, che formava il settore centrale dell'edificio, mentre gli altri formavano i settori laterali, tra loro identici. Il settore centrale comprendeva un ambiente coperto con la piscina (natatio), la piscina con acqua fredda (frigidarium), il tiepidarium ed il calidarium. In ognuno dei due settori laterali erala la sauna, la palestra ed una serie di sale riscaldate.

Pianta delle terme

La fontana nella piazzetta delle Terme di Stigliano
Per la realizzazione di questi edifici, i Romani
usarono le loro tecniche più avanzate, alcune delle quali furono prese da
altre civiltà. Riuscirono a costruire degli impianti nei quali si trovavano
ambienti grandi e piccoli alternati a spazi aperti. Naturalmente, delle
strutture così pesanti avevano bisogno di sostegni non indifferenti per non
crollare ed è per questo che venivano utilizzati speroni e torrette in
muratura pesante.
Naturalmente, i Romani pensarono anche all'estetica ed è per questo che
abbellirono le terme con decorazioni ed archi. Il soffitto dell'edificio
veniva decorato il più delle volte con rappresentazioni di pesci, in modo
che chi si faceva il bagno immaginasse di nuotare in un vero ambiente
marino. Le decorazioni delle vasche, invece, raffiguravano soprattutto
divinità o animali marini, mentre nelle palestre venivano raffigurati
atleti: erano inoltre presenti nei vari ambienti statue di imperatori o di
altri uomini illustri.
Veniamo ora alla materia prima delle terme: l'acqua. Essa non arrivava direttamente all'edificio balneare, ma prima veniva raccolta in cisterne per essere riscaldata. Queste cisterne erano di grandi dimensioni poichè dovevano immagazzinare enormi quantità di acqua. Dalle cisterne, attraverso una rete di distribuzione, l'acqua veniva immessa nelle enormi vasche (sia calda che fredda). Questa veniva accantonata in enormi quantità in modo da bastare per un mese. Anche il fumo prodotto dalla legna a quei tempi aveva un ruolo importante, perchè veniva usato per mantenere calda l'acqua, passando sotto la vasca. L'acqua stessa non era da meno del fumo: infatti prima di essere mandata nelle fogne, veniva usata per pulire i bagni sia termali che pubblici. Insomma, nulla si sprecava!

A differenza delle terme dei Greci, quelle dei Romani
avevano anche le palestre ed esse ebbero il merito di far aumentare il
numero dei clienti, permettendo loro di fare un buon esercizio fisico in
associazione ala bagno. E' per questo motivo che il numero degli edifici
termali andò progressivamente aumentando e, se ai tempi di Plauto, nel II
secolo a.C. essi8 dovevano essere piuttosto diffusi. Agrippa nel 33 a.C. ne
contò 170 e raggiunsero addirittura il numero di circa 1000 nel IV ec. d. C.
Sempre Agrippa ebbe il merito di introdurre un'importante novità nella
storia dei bagni, cioè li rese accessibili a tutti gratuitamente. Inoltre,
tra il 25 ed il 19 a.C., fece costruire nel Campo Marzio il primo grande
edificio balneare aperto liberamente al popolo, di cui però non abbiamo più
traccia. E' possibile che fosse caratterizzato da una grande sala circolare
intorno alla quale dovevano trovarsi gli altri ambienti, qualcosa di molto
simile alle Terme Stabiane di Pompei.
Ripercorriamo ora brevemente la storia delle terme. Originariamente per
lavarsi solo, i Romani più ricchi disponevano di ambienti riservati ed essi
tra l'altro dovevano essere anche piuttosto scomodi, piccoli, spesso privi
di finestre, dotato di una semplice tinozza o di un catino, di qualche
secchio, con una panca di legno o uno sgabello. I primi bagni pubblici non
dovevano essere troppo confortevoli, ma avevano il vantaggio di permettere a
quanti non potevano farlo in casa, di lavarsi spendendo poco. E' così che
ebbe inizio la fortuna delle terme.
Il bagno era considerato da tutti un luogo piacevole. le terme erano sempre
attrezzate con giardini, fontane e ninfei, spazi per giochi e spettacoli,
palestre, biblioteche, auditori, soggiorni e sale da pranza. Per questo
motivo le terme erano altamente frequentate tanto che diventarono luoghi di
incontro.

massaggi nelle terme
I PERICOLI DEL BAGNO
I medici avvertivano a chiare lettere dei problemi cui
si poteva andare incontro facendo un abuso dei bagni.
Nonostante questo, fare il bagno senza ragionevoli limitazioni era per molti
un'abitudine che l'estrema capacità delle occasioni e la straordinaria
abbondanza dei luoghi favorivano enormemente. Frequentare il bagno era
paragonabile al piacere procurato dal vino e dall'amore. Era, pertanto come
quelli, nocivo se non si sapeva controllare ma ugualmente delizioso ed
attraente.
FOLLA ETEROGENEA
Con tanta folla eterogenea è facile immaginare che alle terme prosperasse la malavita, come ci ricordano gli scrittori latini dell'epoca, che si lamentavano della delinquenza che prosperava in questi luoghi. Quanto alla presenza di donne, in u primo momento queste non potevano accedere ai bagni negli stessi orari degli uomini, poi questa separazione dei sessi passò in disuso, specialmente a Roma dove le donne andavano sempre più spesso alle terme con gli uomini, incuranti della loro reputazione. Gli scandali inevitabilmente fecero intervenire le autorità, finchè Adriano impose la divisione dei sessi per legge. Fu infine decisivo l'intervento della Chiesa, che con il Concilio di Laodicea nell'anno 320 fece del tutto per proibire alle donne l'ingresso alle terme, perchè lo considerava una pratica scandalosa.
LA GESTIONE E L'USO
La gestione degli stabilimenti era di tipo pubblico,
nel caso delle terme imperiali di Roma, invece nelle altre città, se la
struttura apparteneva a privati, allora erano i privati stessi che avevano
il compito di gestirla. Costoro dovevano rispettare gli obblighi previsti
dal contratto d'appalto e quelli previsti dalla legge: innanzitutto,
dovevano far rispettare gli orari di apertura e chiusura degli impianti
termali e preoccuparsi di far entrare gratuitamente le categorie che ne
avevano diritto.
Comunque, tanto la gestione pubblica quanto quella privata erano sotto il
controllo di magistrati appartenenti al governo, che dovevano in primo luogo
far rispettare le norme igieniche, la moralità dei clienti, la temperatura
dell'acqua e che ci fossero sufficienti scorte di legna per scaldare
l'acqua. Di norma erano poi gli schiavi ad aver cura del buon funzionamento
dell'impianto.
Gli orari di apertura e chiusura delle terme variavano a seconda delle
località, ma solitamente gli uomini vi potevano accedere si dall'ottava ora,
cioè dalle 13,30 circa, mentre per le donne l'ingresso era previsto a
partire dalla quinta ora, le 11,00 del mattino. Di norma gli stabilimenti
rimanevano aperti fino al tramonto, ma il ritrovamento di lucerne durante
gli scavi del complesso di Pompei ci fa supporre che in questa località si
potesse fare il bagno fino a tarda notte.
Generalmente per entrare si pagava una tassa molto modesta, un quarto
d'asse, stando agli autori latini che ce ne parlano.