LA RISERVA COME E' OGGI (VEDI LEGGE ISTITUTIVA)

 

 

 

AREA I : consentiti restauro o recupero conservativo di strutture esistenti

 

 

AREA II: consentita inoltre realizzazione di manufatti tecnici per attività agrosilvo-zootecnico

Fascia destinata all'edificazione , nell'ambito delle nonne e vincoli vigenti

Perimetro della Riserva

 

 


LA RISERVA COME RISCHIA DI DIVENTARE

Nelle due cartine abbiamo riportato la situazione attuale della riserva naturale , (compreso l'ampliamento della legge regionale del 1993 voluto dal Comune e recepito dalla Regione per tutelare all'interno della Riserva tutto il corso del Fiume Mignone in territorio di Canale e quella (possibile) futura, se si attuassero le più tristi previsioni e proposte in atto. La legge attuale ( legge regionale del 1988, n.79) stabilisce che nella zona I al centrodellaRiserva, comprendente Monterano e i casali vicini non si possano effettuare altri interventi che quelli di manutenzione ordinaria o piccoli ampliamenti per volumi tecnici. E' il cuore della Riserva, il Sancta Sanctorum per i suoi pregi paesaggistici, culturali e naturalistici ma non tutti se ne sono accorti, compresi certi amministratori. In tutto il resto della riserva si prevede la stessa misura di salvaguardia più la realizzazione di strutture "in precario" per l'agricoltura, ad esempio i fienili che non sono però capannoni industriali come li intende qualcuno  (il concetto di precario in materia urbanistica praticamente non esiste più). Nella fascia dei 200 metri a nord della Braccianese l'edificazione è regolata dall'insieme delle norme urbanistiche (PTP. strumento urbanistico locale). In tutte le aree protette è vigente il principio della prevalenza della norma più restrittiva in caso di conflitto tra le diverse norme applicabili. Nelle aree protette non sono possibili i condoni né le sanatorie. L'altra cartina mostra la riserva come la vorrebbero alcuni:

1.          tolte le aree agricole, come chiede un prestigioso "Ente Locale" (anni or sono si dibatteva sugli "Enti Inutili", forse oggi bisognerebbe cominciare a discutere su alcuni "Enti Dannosi");

2.          tolta la pista forestale delle Scalette (oggi Riserva integrale nel piano di assetto voluto dalComune!) da trasformare in strada comunale e "mettere in sicurezza" abbattendo alberi, rocce, cespugli e habitat e sostituendoli con reti, pannelli antimasso, chiodature, ecc. 

ad uso di privati cittadini;

3.          tolta la fascia di rispetto della Braccianese e moltiplicate le altre aree da "valorizzare" con villini, ricettività "turistica" e quant'altro;

4.          tolti i S.I.C. che hanno creato la crisi in Comune ( ed epilettica per qualcun altro!) e che invece sono l'unica fonte sicura di finanziamenti comunitari per il futuro.


E' questa la riserva che vogliamo?

E' questa la Riserva in cui la Regione e I' Unione Europea hanno investito tanti soldi?

Su queste basi vogliamo costruire il futuro del maggiore elemento di qualificazione del territorio canalese,

chiedendo di certificarne la qualità ambientale e riempiendolo di strade e cemento?

 

 

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