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HA VINTO LA RAGIONE!!! e le ragioni dei cittadini di Canale e Montevirginio, che hanno scelto la legalità, la difesa dei diritti dei singoli e del territorio, uno sviluppo legato indissolubilmente alla qualità della vita
lista numero 2 per Marcello Piccioni, 1.210 voti; lista numero 3 per Marani Valter, 896 voti; lista numero 1 per Fabrizio Ravoni, 318 voti.......
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il "nostro" candidato, Simonetta Santi (uno dei "compagni che non hanno nemmeno la tessera"), ha raccolto 65 preferenze; il più votato candidato "con tessera" del Partito della Rifondazione Comunista ne ha raccolte 62 ...chissà se chi ha incarichi di responsabilità nel partito (e in generale nei partiti della sinistra) verrà finalmente "sfiorato dal dubbio"?
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Dopo molti mesi di campagna elettorale tumultuosa ed assordante e dopo gli inevitabili strascichi polemici seguiti al risultato delle votazioni, finalmente ritorna un po' di quiete. In questo rasserenarsi di animo è dunque possibile tentare una analisi politica di quanto è avvenuto a Canale in quest'ultimo importantissimo anno. Marcello Piccioni ha iniziato a vincere il giorno stesso delle sue dimissioni da sindaco: i canalesi hanno capito immediatamente il coraggio di una scelta difficile, netta ed in aperto dissenso verso i contenuti della mozione del 17 maggio 2005. Ma non si è trovato da solo in questa sua posizione: molti compagni di Rifondazione Comunista e dei DS hanno sentito l'obbligo morale di allontanarsi dalle scelte improvvide dei partiti di appartenenza (e il consenso raccolto da quelli che si sono candidati, dimostra che è stata una scelta ampiamente condivisa). Sono un uomo di sinistra e posso ben capire il valore di questa scelta difficile e dunque ammirevole dal punto di vista politico ed umano. Posso immaginare lo stato d'animo di chi si ritiene dalla parte del giusto ma che viene isolato dalle persone che dovrebbero condividere gli ideali per cui si è spesa una vita intera. E questa grande dignità ha trovato una naturale simbiosi con le scelte di Marcello Piccioni, contribuendone a dargli forza e credibilità, ponendo le basi della vittoria elettorale che altrimenti non sarebbe potuta arrivare. Coraggio, dignità e coerenza: questi sono stati i valori che la maggioranza dei canalesi ha capito ed apprezzato. Gli uomini e le donne della lista di Piccioni si sono schierati immediatamente dalla parte della Riserva Naturale e dalla parte dei lavoratori, senza ripensamenti o dietro-front, senza bizantinismi e fumosi distinguo. Il messaggio vincente è stato: la Riserva è un bene prezioso e la sua difesa garantirà un duraturo indotto economico che nessun “palazzinaro” potrà mai fornire. Ma accanto alle motivazioni della vittoria si sommano le cause della sconfitta della lista di Valter Marani. La mozione del 17 maggio è stata un errore dal punto di vista politico e morale. E' inaccettabile che autorevoli membri di un partito di sinistra chiedano la rimozione, la sostituzione ed il trasferimento dei lavoratori della Riserva (frettolosamente ed a penna i lavoratori diventeranno poi dirigenti) rei di aver svolto il loro sacrosanto compito di guardiania. Berlinguer si sarà rivoltato nella tomba, così come Gramsci che per difendere i lavoratori morì dentro le carceri fasciste. Eppoi c'è il balletto di Rifondazione Comunista che prima difende i lavoratori della Riserva e dopo non trova di meglio che entrare nella lista cui fanno parte i firmatari della mozione. Sconcertante! E in tutto questo cumulo di orrori politici non un segnale di autocritica o di ripensamento è sorto nelle menti degli sconfitti. Anzi, nella bacheca della sede di Rifondazione, spicca per arroganza e protervia la constatazione che dopo quarant'anni il vicesindaco di Canale non sarà appannaggio del centrosinistra. Chissà di chi è la colpa: se in questi ultimi mesi avessimo ascoltato un solo concetto di sinistra da questi dirigenti, probabilmente Piccioni non si sarebbe dovuto dimettere e le elezioni avrebbero avuto altri protagonisti. Ma la sconfitta della lista di Valter Marani si inserisce in un contesto che va al di la di Canale e della sua Riserva. Nonostante cinque anni di catastrofi berlusconiane, di bugie e di leggi “ad personam”, i partiti di centrosinistra hanno vinto per una manciata di voti, segno inequivocabile che hanno preso una deriva politica che li stà allontanando anni luce dalle idee e dagli ideali del popolo progressista. Come fa un ragazzo che lavora in un call center con un contratto a tempo determinato a riconoscersi in una coalizione che con Tiziano Treu ha introdotto i contratti “co.co.co”? Come fa un uomo di sinistra a dare fiducia a quella classe dirigente che, durante la propria legislatura, ha permesso a Berlusconi di crescere e prosperare tanto da farsi infliggere una sonora sconfitta alle penultime elezioni politiche? Nanni Moretti, Dario Fo, “Pancho” Pardi e tanti altri intellettuali illuminati lanciarono un grido di allarme all'indomani della vittoria di Forza Italia: chiedevano il rinnovamento di una classe dirigente superata e perdente. Ma ovviamente sono rimasti inascoltati ed i risultati non si sono fatti attendere: siamo costretti a governare grazie al voto di un gruppo di ultra ottuagenari al Senato. Voglio sperare che la sconfitta della sinistra canalese apra gli occhi ai dirigenti locali e nazionali dei DS e che li convinca, una volta per tutte, ad iniziare un opera di rinnovamento delle cariche politiche. Per non ritrovare domani un leader come Tony Blair che, col suo finto sorriso progressista, affossa l'Europa e va alla guerra per difendere quattro barili di greggio della British Petroleum. Stefano Maciocchi |
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Hic sunt leones!
I 1210 elettori della lista civica di Marcello Piccioni sono i veri ed
inconfutabili vincitori di questa discussa e discutibile campagna
elettorale. Hanno dimostrato non solo lungimiranza politica e coscienza
sociale, ma soprattutto una grande modernità di pensiero tale da renderli
superiori alle ataviche ed anguste posizioni partitiche superate dalla
storia e dagli eventi. Dunque ha vinto Canale, la Riserva Naturale e tutti i
valori che essa rappresenta, ma hanno vinto gli amici della Margherita che,
in tempi non sospetti, si sono dimessi in blocco dalle loro cariche comunali
per non essere complici di assurde ed ambigue manovre politiche insite nella
famigerata mozione del 17 maggio 2005. Hanno vinto i compagni che,
dolorosamente, sono fuoriusciti dalle stanze delle sezioni locali dei DS e
di Rifondazione Comunista per non intaccare la loro appartenenza a quel
concetto di sinistra che va al di la della retorica priva di reali contenuti
progressisti. Ha vinto il coraggio dell’UDC di Canale e la sua capacità di
scegliere di stare dalla parte giusta, affrancandosi da posizioni
populistiche e retrograde proposte dalla lista di Fabrizio Ravoni, il cui
unico scopo è stato quello di far perdere voti agli altri. Stefano Maciocchi |
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il direttore della riserva ci aveva mandato questa lettera, per non interferire con la campagna elettorale ci aveva anche chiesto, correttamente, di pubblicarla dopo le elezioni; come qualcuno si sarà accorto le elezioni ci sono state, quindi volentieri lo ospitiamo: Vivere con il marchio
E' passato un anno da quando una mozione
di alcuni consiglieri comunali ha gettato un'ombra pesante, cupa
sulla mia vita privata e professionale. Un anno difficile. Difficile
per una persona che viene trascinata fuori dai normali rapporti che
regolano il mondo del lavoro e gettata in pasto ad una pubblica
opinione, non informata direttamente dei fatti . Molte persone mi
hanno guardato, parlato, chiesto "perchè"? in questo lungo,
difficile anno. Molti si sono fermati dicendomi "lei sarebbe il
famigerato Mantero?"
Poche delle persone coinvolte sanno
qualcosa di me, della mia storia. Qualcuno bene informato dei fatti
forse ricorda i miei primi passi, nel lontano ' 86 per lanciare
l'idea di una Riserva Naturale a Canale, quando ancora lavoravo all'
Ufficio parchi della Provincia di Roma e giravo tra politici,
professori universitari e associazioni per lanciare una proposta in
cui pochi credevano. Qualcuno ricorda i primi difficili passi della
cooperativa Agrifoglio, con la quale buttavo giù pannelli per mostre
e i primi documenti per la promozione e la valorizzazione di un
territorio unico come quello di Canale. Ancora conservo copia del
primo poster della "futura" Riserva Monterano, con sopra i nomi di
chi ancor oggi mi apprezza e di chi, oggi, mi vorrebbe a tutti i
costi far fuori .
Pochi si ricordano delle petizioni che
facevo firmare a professori del calibro di Boitani per dire alla
Regione: la facciamo o no questa riserva? Qualcuno in Regione diceva
che forse non si sarebbe mai concretizzata una simile idea, a
Canale. Ma insistemmo. E venne la Riserva. E non pochi grazie a
quella riserva oggi lavorano a Canale, gente di Canale e non, mentre
altri, di Canale, lavorano in altri parchi della regione.
E poi un giorno il concorso per la
Direzione e dopo un anno la grottesca situazione di un albo pretorio
che recava la delibera di mia assunzione come direttore e
contemporaneamente la revoca della mia assunzione perchè un
repentino ripensamento aveva fatto preferire l'ipotesi di un
direttore a contratto, più "affidabile" politicamente. Il solito
elevato senso di rispetto per la persona umana di certa gente che
dice di appartenere a quella porzione del mondo politico che di
questi valori si fa portabandiera...
La gente che mi ha guardato spesso in
modo strano, facendomi capire che se fosse stata vera una frazione
delle cose che sono state dette su di me ( e sui miei collaboratori)
in questo anno dovrei scontare un paio di ergastoli. Ci sono state
anche recenti, pesantissime telefonate e atteggiamenti minacciosi di
vario tipo.
Credo che all'origine di tutta questa
orribile situazione ci siano le parole, pesanti come piombo, di
quella triste mozione del 10 maggio 2005:
"Che vengano rimossi, sostituiti
e trasferiti, ( scandite lentamente le tre parole..rimossi..sostituiti...trasferiti..)
mettendoli a disposizione dei competenti uffici regionali, gli
attuali dipendenti ( pardòn, altro ripensamento) dirigenti dell'
Ufficio Direzione e degli Uffici amministrativi della Riserva
Naturale, responsabili in questi ultimi anni ( sic! in questi
anni!) di:
.aver alimentato forti tensioni
sociali con la cittadinanza;
-di aver frenato e ostacolato lo
sviluppo compatibile...
-di avre ostacolato con
atteggiamenti che spesso prevaricano le loro competenze
istituzionali iniziative del Comune e anche della locale Università
Agraria, mirate alla ricerca e al tentativo di far decollare lo
sviluppo atteso e scongelare una situazione che ormai da anni è
limitata alla sola guardianìa"..
Roba da codice penale, accuse rivolte a
qualcuno che deliberatamente vuole fare male e danneggiare un'intera
collettività... perchè poi lo dovrei, lo dovremmo fare? per
cattiveria, per delirio di onnipotenza? Avete capito male, non siamo
fatti così. Comunque per queste cose esistono, se minimamente si
crede in ciò che si afferma impunemente e senza possibilità di
replica degli interessati dai banchi di un Consiglio Comunale, le
Procure della Repubblica.
A parte la falsità dell'ultima
affermazione provate a calarvi nei panni di persone che ricevono
sulla propria vita professionale e privata accuse del genere e
chiedetevi come potreste sentirvi..soprattutto se appartenete
politicamente a quell'area politica di cui questi signori dicono di
fare parte...impregrata di valori sulla tutela dei lavoratori e
dell'ambiente.
Ma questi non sono metodi di quell'area,
ricordano ben altri metodi di oscura memoria storica.
C' era da stroncare una carriera
lavorativa ma anche da far stare male nel profondo dell'anima. La
storia di Enzo Tortora forse è servita da esempio a pochi ma mi
chiedo che sarebbe successo se, a 52 anni, fossi capitato in una
stroncatura del genere essendo dipendente dello stesso ente che
mi inquisiva con questa ferocia?
Sono cose che portano la gente anche a
pensare gesti insani..e non sono cose, lo ripeto, che fanno parte
del patrimonio culturale di certi movimenti e partiti che si battono
per il rispetto dell' uomo e dei lavoratori...
Tralasciando il piccolo particolare che
non mi sono mai state formulate specifiche accuse a cui poter
rispondere formalmente come prevedono i codici del lavoro,
il mio peccato più grande è forse quello
di aver "esternato". Come sto facendo ora.
Ma io ho informato, ho comunicato ai
cittadini che cosa è una riserva naturale e quali sono i suoi
problemi di gestione. Nella gestione delle aree protette
l'informazione è di importanza capitale. La vera informazione non
quella che dice che i guardiaparco hanno fatto multe di 500 euro per
la raccolta del crescione o che qualcuno è stato ammazzato da una
vipera per colpa dei soliti guardiaparco.
E ho difeso il mio lavoro, il mio onore
e il lavoro dei miei colleghi, anche per proteggerli da possibili
sviluppi che sarebbero potuti derivare da una costante, continua
diffamazione del loro operato.
Mi limito a ringraziare tutti coloro che
mi sono, che ci sono stati vicini in questo anno difficile e
faticoso; si, faticoso perchè a differenza di quanto dicono certi
miei detrattori io ho lavorato e lavorato molto, molto sodo insieme
a tutto l'ufficio per promuovere Canale, per risolvere tanti
problemi quotidiani che coinvolgono la riserva e i rapporti con la
gente. Per far conoscere Canale. Per dotare la Riserva di strumenti
di pianificazione, ricerche scientifiche, progetti, materiali
illustrativi, strutture, iniziative varie. Ogni giorno, col chiodo
fisso di far decollare la riserva. Con scarsa partecipazione di
alcune di quelle istituzioni preposte alla difesa dei valori
ambientali ma con tanta, tanta solidarietà ed interesse da parte di
centinaia di cittadini, di persone che dal paese e da fuori da fuori
hanno riconosciuto l'onestà del nostro lavoro e ci sono state vicine
con affetto e con proposte.
E loro ringrazio, insieme alla mia
famiglia,alle nostre famiglie, agli amici, ai colleghi solidali di
altre aree protette, alle associazioni e alle istituzioni per la
tutela dei lavoratori per averci consentito di andare avanti dove
molti avrebbero ceduto di fronte alle continue pressioni
psicologiche.
Vi ringraziamo tutti, di cuore.
Francesco Maria Mantero
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ELEZIONI AMMINISTRATIVE:
le prossime elezioni amministrative comunali saranno un momento decisivo per il futuro del nostro territorio, è noto a tutti per quali motivi si sia giunti allo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale ed è (o dovrebbe essere) altrettanto noto che quanti provocarono le dimissioni del Sindaco, oggi si candidano al governo con lo stesso "bagaglio culturale": vogliono ridimensionare la Riserva, vogliono la testa del direttore, vogliono riscuotere "cambiali" perchè Canale "ha già dato" in tema di conservazione dell'ambiente (tradotto in italiano, abbiamo ancora un pò di territorio disponibile a speculazioni, fatevi avanti!), vogliono agevolare "grandi (?) investitori", vogliono...una serie di altre cose che noi, come Comitato Territoriale riteniamo incompatibili con uno sviluppo economico che, e non solo, tuteli realmente e per il futuro la nostra Comunità. Per questo abbiamo deciso di dare il nostro appoggio alla lista civica per Marcello Piccioni Sindaco, contribuendo anche alla stesura di un programma che, per quanto possibile, ci sembra aperto a soluzioni giuste. Ovviamente questo sito rimarrà una voce indipendente, critica e senza censure nè "sconti", aperta al contributo di chiunque voglia esprimere il proprio punto di vista; sollecitiamo più che mai il confronto e la partecipazione di quanti hanno a cuore il futuro del nostro territorio. clicca sul simbolo per leggere il programma
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PUBBLICHIAMO GLI INTERVENTI DI QUANTI VORRANNO DIRE QUALCOSA SULLE PROSSIME ELEZIONI, ma prima, per dare una mano alla lista del candidato sindaco signor Marani Valter, diamo conto del programma di chi vuole "crescere nelle tradizioni" (?!)- colonna sonora il rombo delle Ferrari:
viene da chiedersi: e se il lavoro preparatorio non fosse stato lungo e, immaginiamo, ponderato, che programma sarebbe uscito? ma, più seriamente, viene anche da chiedere: con che coraggio si parla di salvaguardia dell'ambiente dopo aver approvato questa mozione (Magagnini, Vittorini, Bugliazzini, Giannini, Marani, Piccioni Vilma, Trifelli) - notare la finezza dei "dipendenti" trasformati con rapido tratto di penna in "dirigenti" e dopo avere appena chiesto al Commissario di "porla in essere"?
e dopo aver espresso su tante altre questioni (qui ampiamente documentate) le posizioni che conosciamo? CONTRIBUTI AL DIBATTITO SIAMO CERTI CHE IL "PATRIMONIO" DI INTELLIGENZA, PASSIONE CIVILE, PREPARAZIONE CULTURALE, PROFESSIONALE, EMOZIONALE (E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA) CHE ARRICCHISCE QUESTE PAGINE, SIA UN VALIDO AIUTO A VINCERE LE PROSSIME ELEZIONI E CHE SOPRATTUTTO COSTITUISCA, CONTINUANDO A CRESCERE SEMPRE PIU' E SENZA CENSURE, AL "BUON GOVERNO" DEL NOSTRO TERRITORIO
da Fabio Brini (apicoltore, titolare dellazienda "Terre di Tuscia) E’ un po’ di tempo che non sento parlare d’altro: “Hanno messo vincoli dappertutto! Co’ ‘sti parchi non te fanno fa’ più niente… E mo’ co’ le Z.P.S. manco più la cicoria se po’ raccoje!” Ovunque il brontolio, il mesto lamento a mo’ di cantilena riempie crocicchi, piazze e bar d’ogni paese del comprensorio. La responsabilità è certa e la colpa pure: “So’ ‘sti Verdi che nun je sta mai bene niente, se preoccupano più de un uccellino che della gente che nun c’ha lavoro!” Ma a me tutto questo tramestio proprio non sta più bene. Mi chiedo: a quali attività, a quale sviluppo tutti questi vincoli danno fastidio? Io, che sono un imprenditore, agricolo sì ma pur sempre imprenditore, e che penso alla terra, al territorio anche come un elemento del mio processo produttivo, proprio non vedo come questi possano impedire un sano sviluppo economico. Forse il punto è proprio questo: lo sviluppo economico non può prescindere da un modello; e che modello abbiamo in testa quando vogliamo essere liberi di fare ciò che ci pare e piace? A me pare chiaro: basta guardare tutti gli abusi e le forzature edilizie che continuano ad essere perpetuate sulla nostra terra. Cosa vogliamo costruire? Infrastrutture per il turismo? Aziende agricole? Industrie? Attività artigiane? Ma ditemi, chi ne sa niente di queste realtà veramente produttive che da sole fanno ricche quelle società che vi si dedicano? Da noi sono una rarità, quando non mancano del tutto. Ecco allora che il massimo dello sviluppo agricolo e turistico lo realizziamo con finti ristoranti e alberghetti travestiti da agriturismi di immaginarie aziende agricole; gli artigiani, senza nessuna eccellenza, si spendono nelle minime attività di base; le industrie sono talmente sconosciute da queste parti che i comuni chiamano industriali le zone artigianali, non sapendo in cosa consiste la differenza...
da Stefano Maciocchi Sabato 13 maggio
2006 è stato un bel giorno di politica e di cultura, come da tempo
non si assisteva a Canale Monterano. Il convegno su ambiente e
legalità, organizzato dal direttore della Riserva Naturale di
Monterano e dalla CGIL Funzione Pubblica Lazio, ha mostrato quale
sia il valore aggiunto della
da Elio Veltri, presidenza nazionale del Cantiere per il bene comune
www.ilcantiere.org tra i fondatori: On. Giulietto Chiesa,
Sen. Antonello Falomi, On. Diego Novelli
da Stefano Maciocchi Si può essere più o meno daccordo, ma in Italia
si stà verificando una tendenza all’aggregazione che da più di dieci
anni premia quei partiti capaci di
da Mario Palma Carissimo comitato sono, ahimè, un ex canalese(carraiola)di 46 anni trasferito in provincia di Napoli nel lontano 1968,e molto di rado ho avuto il piacere di ritornarci,vi scrivo non per darvi dei soliti consigli ma per pregarvi di continuare con il vostro lavoro di salvaguardia di canale,che ancora oggi ricordo con piacere i profumi dei fiori di maggio che andavamo a cogliere per la processione della madonna, le scampagnate nella natura di Mignone di pasquetta,la pizza bianca con il sale,il pane (che buono)e tantissimi ricordi giornalieri che mi hanno dato una infanzia ineguagliabile,con un pò di magone. adesso vi lascio ma vi abbraccio tutti con la speranza che quando tornerò ritroverò la mia canale indimenticabile. a proposito i miei nonni erano Stefani Gustavo e Pavoni Angela, ciao da Mario Palma
da Stefano Maciocchi La prossima campagna elettorale per l’elezione del sindaco sarà diversa da tutte le altre. Ricordo mio nonno raccontarmi di dispute accese, di diverbi asperrimi finiti pochi istanti dopo l’esito delle elezioni nel nome della solidarietà e del senso di appartenenza che in passato sono stati gli elementi distintivi del popolo canalese, sempre pronto a compattarsi nei momenti di difficoltà. Ma stavolta si respira un’aria diversa, per alcuni versi preoccupante per chi come me ha a cuore le sorti di Canale e della Riserva. Non mi riferisco alle interviste che sono apparse in queste ultime settimane in testate famose solo a chi ci scrive sopra, ne a folckloristiche esibizioni di lenzuola sopra fiammanti pick-up: ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni come meglio crede e con i mezzi che madre natura gli ha messo a disposizione. Quello che preoccupa sono gli interessi economici che stanno a delimitare la linea di demarcazione tra le opposte fazioni. In questi ultimi anni la cosiddetta “New economy” è collassata, lasciando sul lastrico non solo quegli sprovveduti che pensavano di aver capito tutto della borsa e dei modelli macroeconomici, ma anche la stragrande maggioranza di banche e di imprenditori che, con ancor più grave dabbenaggine, si erano gettati anima e corpo in questa bolla speculativa. A fronte di tanto scatafascio chi aveva ancora dei quattrini da investire li ha dirottati in quello che da sempre è il bene-rifugio per eccellenza: il mattone. Non deve stupire quindi se negli ultimi anni i prezzi delle case siano lievitati ovunque. Inoltre la legge riguardante il rientro di denaro “emigrato” all’estero promulgata dalla casa di Arcore (ex delle libertà) ha contribuito ad aumentare la richiesta di investimenti nel settore immobiliare, facendo venire il sospetto che, di fronte al tourbillon di compravendita di case, per la maggiorparte sfitte, ci sia un bel giro di riciclaggio di denaro non propriamente pulito. Dunque cosa c’è oggi di maggiormente appetibile che un terreno edificabile? E, di converso, cosa c’è oggi di maggiormente deleterio per imprenditori ed amministratori pubblici con un senso della morale alquanto elastico? Un terreno non edificabile, anzi una Riserva Naturale protetta da leggi europee. Un antico detto recita che è l’occasione che fa l’uomo ladro e Canale ha un’occasione enorme che fa gola un po’ a tutti, a destra e, ahimè, anche a sinistra. Un’occasione che si chiama Riseva di Monterano. E’talmente appetibile che non si è esitato a far cadere il sindaco Marcello Piccioni da parte di consiglieri di area DS appartenenti alla stessa maggioranza del primo cittadino. Ma in quale paese del mondo si è mai visto che esponenti vicini ai DS e a Rifondazione Comunista (non tutti per fortuna) si siano presi una valanga di lettere di protesta da parte della CGIL? A quali altri squallidi teatrini saremo ancora costretti ad assistere? Canale, la Riserva ed i canalesi non meritano queste bassezze da prima repubblica, questi inciuci tra destra e sinistra atti a “fare fuori” chi, con alto senso dello stato e nel rispetto della legge cerca di fare il proprio dovere: mi riferisco ai lavoratori della riserva, agli amici della Margherita che unici hanno difeso la riserva nelle sedi istituzionali senza secondi fini, e ai veri elettori di sinistra che immediatamente hanno preso le distanze dai coloro che hanno partorito questa farsa. A tutti costoro e a tutte le brave, laboriose ed oneste persone di Canale che a fine maggio andranno ad esprimere la propria preferenza chiedo il favore di riflettere su quale paese vogliamo lasciare ai nostri figli: un paese in mano ad una oligarchia di speculatori edilizi che svilupperanno solo ed esclusivamente i loro interessi, o un paese pulito, verde e sano. Come quello che ci hanno lasciato i nostri padri. da Marcello Piccioni Gentilissimi amici di Canale Che Vogliamo leggo con una certa commozione la lettera di Stefano Maciocchi, lucida e senza peli sulla lingua e che fa onore a chi la scrive e a chi come me è stato attore di quelle amare vicende.Torno a scrivere al vostro sito, dopo aver atteso la chiusura della campagna elettorale per le politiche. Non avevo alcuna intenzione, infatti, di turbare in un momento così delicato per la nostra nazione le menti dei lettori, certamente e doverosamente più interessati alle vicende nazionali che a quelle locali.Pertanto credo che sia giunta l'ora di rispondervi e di dare delle spiegazioni circa alcune parole pubblicate sull'intervista da me rilasciata ad un periodico locale.In quell'occasione dissi che la lista avversaria nulla aveva di centro sinistra ma semmai era di sinistra. In realtà, in origine la frase, tagliata per entrare nello spazio concessomi dal periodico, diceva che era di sinistra ma che nella realtà dei fatti era composta da gente che ha sposato il berlusconialismo più sfrenato. Ma credo che il concetto, sottaciuto per motivi di spazio, non é sfuggito ai lettori più attenti e di questo sono perfettamente consapevole.Del resto é cosa nota che la lista che ho l'onore di presiedere rappresenta, senza ombra di dubbio e aldilà dei rigidi schieramenti politici italiani, quanto di più e di meglio c'é di progressista a Canale Monterano.Non per nulla i miei amici della Margherita, ricordati da Stefano Maciocchi, vennero definiti, all'epoca gli estremisti di centro. da Stefano Beci Il mio contributo è legato a una serie di riflessioni che da anni attraversano il mio percorso lavorativo Ormai le parole “sviluppo sostenibile”, “sviluppo locale” “tutela del territorio” sono entrate a far parte del vocabolario corrente non solo di tecnici e politici,ma di chi chiunque voglia esprimersi a favore di una difesa del proprio patrimonio culturale,storico,economico Termini troppo spesso vuoti di contenuti, ma solo una facciata per coprire di “ modernità” prassi politiche e socio economiche antiche e abusate.Vorrei partire dicendo che il significato del mondo sta nelle sue diversità,anche in un piccolo comune. E il valore delle culture va ricercato nelle differenze che arricchiscono la nostra società. E questo è vero anche a Canale Monterano, dove”l’ingombrante”vicinanza con Roma ha ormai innescato dinamiche socio- economiche basate sulla ricchezza delle differenza non più reversibili. Ed è in questo contesto, secondo me, che si gioca il delicato rapporto tra ambiente e cultura e crescita economica. Non si può tutelare un ambiente senza salvaguardare la cultura che lo ha umanizzato....
...La scommessa che abbiamo di fronte è molto rischiosa.Perché ormai di tutela del territorio ne parlano tutti e tutti ne sono dei paladini.A parole.Credo che abbiamo necessità di un Comune propositivo, in grado di fare “partecipazione” dal basso sui temi cruciali per la vita quotidiana e per la tutela di chi su questo territorio ci sarà dopo di noi, di informare e comunicare opportunità e risorse, trasformarsi in uno strumento di un “sapere” comunitario e non nelle mani di pochi, o di amici di pochi. Auguri a tutti un buon lavoro, ringraziando la comunità che ruota intorno a questo sito web per la libertà di espressione e di contributi che da mesi garantisce.
da Marani Valter (veramente non l'ha mandata proprio a noi, ma ci sembra utile pubblicare un pensiero sulla Riserva da parte chi la Riserva ha provato a "ridimensionare" - vedi, come al solito, la storica delibera) A proposito di Riserva Naturale. Da tempo i nostri avversari alimentano una polemica pretestuosa sulla Riserva Naturale Monterano (polemica "pretestuosa"? Se voleva essere una battuta non fa molto ridere). In proposito affermiamo che il primo punto del nostro programma amministrativo è la difesa del della Riserva Naturale Monterano (questa, invece, fa veramente ridere!), del territorio ad alto valore ambientale (quello a "basso valore ambientale"(?) può essere abbandonato a se stesso, o meglio, valorizzato con qualche bella lottizzazione) e delle memorie storiche di cui il nostro comune è ricco (e in effetti se vincesse una certa "cultura" rimarrà solo la memoria). La Riserva Naturale Monterano è ben tutelata dalle leggi regionali e dal PRG comunale che abbiamo sempre sostenuto e che ci impegniamo a difendere, i quali vietano qualsiasi intervento di edificazione (magari qualche piccolo, innocente PUA...). Questi concetti dovranno essere contenuti nel piano d'assetto concertato che intendiamo portare alla definitiva approvazione del nuovo consiglio comunale. Lo scopo della futura amministrazione sarà quello di stimolare un comportamento attivo di salvaguardia da parte del personale preposto (dopo aver "delocalizzato" Direttore e lavoratori?), finalizzato ad una maggiore presenza sul territorio soprattutto nei momenti in cui l'affluenza dei visitatori è più numerosa e maggiori sono le necessità di assistenza (e che invece non si facciano notare troppo quando ci sono in giro bracconieri, "investitori", abusivisti vari...). I beni ambientali, paesaggistici e culturali sono troppo importanti per diventare oggetto di speculazione politica (magari di speculazione edilizia...). La loro salvaguardia deve (dovrebbe, dovrebbe...) essere uno scopo comune indipendentemente dall'appartenenza ad uno o l'altro dei gruppi in competizione.
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