Resoconto del Consiglio Comunale del 17 giugno 2005


Tra i punti all’ordine del giorno il più atteso da tutti, ovviamente, era quello della cosiddetta “mozione”, presentata dai consiglieri Comunale DS di minoranza Vittorini e Magagnini. Esordisce il Sindaco affermando che è volontà del Consiglio Comunale di portare alla discussione dell’Assemblea la mozione di cui sopra. Infatti tale documento, seguendo alla lettera il Regolamento del Consiglio Comunale di Canale Monterano, poteva anche non essere sottoposto alla discussione dell’Assemblea in quanto, formalmente era non una mozione ma una semplice interrogazione. Tuttavia, per volontà precisa e determinata dei DS di maggioranza, si è convenuto di metterlo all’ordine del giorno e di procedere anche alla votazione.
( Commento: In pre-consiglio il gruppo DS di maggioranza ha preteso che tale documento fosse messo ai voti, non curandosi del fatto che i collegi Consiglieri Comunali della Margherita non lo avrebbero votato: perché tanta protervia? Perché, visto il movimento popolare, vista la raccolta di oltre 1100 firme, visto le veementi rimostranze di CGL-CISL-UIL, della società civile contro tale mozione, i DS hanno preferito perseverare in questa direzione? )

Continua il Sindaco dicendo che la discussione in oggetto non deve essere un processo sommario agli operatori della Riserva Naturale ai quali, del resto la Giunta Comunale, all’unanimità, in data 30 maggio 2005, ha espresso solidarietà e confermato la fiducia.

( Commento: Il verbale di tale assemblea è stato redatto fedelmente dal G. P. Gasponi Marco, su richiesta della Giunta stessa e comunque è un documento pubblico. Forse lo sanno tutti, ma vale la pena ricordare che il personale della Riserva Naturale, giuridicamente e amministrativamente dipende dalla Regione Lazio. Il Comune di Canale Monterano, in quanto Ente Gestore della Riserva Naturale, lo utilizza ai fini istituzionali secondo quanto previsto dalle leggi vigenti in materia. )
Il Sindaco da quindi lettura della “mozione”:

I sottoscritti consiglieri comunali chiedono al Sindaco di Canale Monterano:

- che venga scongiurata l’ipotesi di allargamento e di nuova istituzione di SIC per evitare l’introduzione di nuovi vincoli che penalizzino ulteriormente la nostra popolazione;

- che vengano rivisti gli attuali confini della Riserva Naturale in modo tale che con piccoli aggiustamenti si possano soddisfare le richieste modeste delle associazioni faunistiche locali, in attesa ormai da alcuni anni di risposte certe alle loro legittime richieste;
- che venga incentivata e incoraggiata, attraverso l’approvazione di regolamenti specifici, l’attività agricola e zootecnica all’interno della Riserva, in particolare per ciò che riguarda i prodotti tipici;
- che venga tutelata l’attività amministrativa della locale Università Agraria all’interno della Riserva, proprietaria della maggior parte del territorio e preposta a garantire il diritto di uso civico dei propri utenti,ostacolato spesso dagli uffici della Riserva;
- che vengano rimossi, sostituiti e trasferiti, mettendoli a disposizione dei competenti uffici regionali , gli attuali dirigenti ( il termine “dirigenti” è stato aggiunto da ultimo dopo aver cancellato con un tratto di penna la parola” dipendenti” ) dell’ufficio di Direzione e degli Uffici Amministrativi della Riserva Naturale, responsabili in questi ultimi anni di:
-aver alimentato forti tensioni sociali con la cittadinanza;
- di aver frenato e ostacolato quello sviluppo compatibile, promesso al momento della istituzione della Legge, e tanto atteso dalla popolazione;
- di aver ostacolato con atteggiamenti che spesso prevaricano le loro competenze istituzionali, iniziative del Comune e anche della locale Università Agraria, mirate alla ricerca e al tentativo di far decollare lo sviluppo atteso e scongelare una situazione che ormai da anni è limitata alla sola attività di guardiania.”.

( Commento: I SIC, acronimo di Siti di Interesse Comunitario, sono stati istituiti d’ufficio dalla Regione Lazio nel 1994 e nel 1997, sulla base di studi effettuati da Università Italiane, in base anche a precisi obblighi assunti dal Governo italiano verso l’Unione Economica Europea, senza minimamente sentire il parere delle Amministrazioni Comunali dell’epoca. I SIC, semplificando molto, non furono mai contestati da nessuno, ne’ dai cacciatori, che vengono tirati in ballo quando servono, per poi prenderli a calci in culo quando non servono più, ne’ dai partiti di opposizione, ne’ dagli “antiriserva”.
Comunque, i SIC non furono mai contestai dalle Amministrazioni Comunali di quegli anni anche perché si comprese, da subito e con lungimiranza, che una volta terminati i finanziamenti DOCUP ( con i quali sono stati effettuati lavori pubblici per diversi miliardi di lire a Canale Monterano ) questo sarebbe stato l’unico canale di finanziamento, per il nostro territorio, proveniente dalla Comunità Economica Europea. Quindi l’istituzione dei SIC, oltre a dare lustro a chi ha finora gestito il territorio e ha saputo mantenerlo integro e incontaminato a tal punto da suscitare l’interesse dell’Europa, è anche fonte di potenziali finanziamenti, considerando inoltre che i siti individuati sono, anzi erano, di scarso o scarsissimo interesse economico per i cittadini di Canale Monterano e per la locale Università Agraria. Ricordiamo anche che le zone individuate sono gravate, non da ieri sera, da vincoli di ogni tipo posti dal Comune, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dal Governo Italiano, Autorità di Bacino e chi più ne ha più ne metta. Ricordiamo anche che, giusto in questi mesi, il Comune di Canale Monterano sta spendendo i primi 340.000 € ottenuti grazie ai SIC, per la realizzazione della strada che va dalla Cascata della Diosilla al Ponte sul Fiume Mignone – scusate se è poco - .
Però crediamo che sia necessaria una breve premessa per capire perché solo ora si parla di SIC.
I SIC debbono essere normati da un preciso regolamento che viene approvato dalla Giunta Comunale e poi dal Consiglio del Comune che li ospita. Così anche il Comune di Canale Monterano – Ente Gestore della Riserva Naturale – si attrezzò per questo scopo e incaricò una società per condurre a termine gli studi propedeutici alla stesura di questo Regolamento. ( Per inciso, i SIC nulla hanno a che fare con la Riserva Naturale Monterano. Infatti, ad esempio, anche il Fiume Lenta è un SIC, pur essendo al di fuori della perimetrazione della Riserva Naturale. Anche la Mola di Oriolo è un SIC ).
Detta Società terminò il lavoro il 30 settembre 2004 e soltanto sette mesi dopo fu portato all’attenzione della Giunta ( Attenzione ! : non doveva essere esaminato e votato in quella occasione, ma semplicemente fu inserito negli argomenti che si sarebbero dovuti discutere per essere poi votati in una successiva seduta ). Ma il Sindaco, vista l’ora e vista anche la complessità dell’argomento, anche perché uno dei SIC riguardava anche la cosiddetta strada di Ponte Antico, decise di soprassedere.
Tuttavia dopo tre giorni ( ricordiamo, per chi non lo sapesse, che gli argomenti trattati in Giunta, fino alla votazione e alla pubblicazione sono, di norma, strettamente riservati ) fu tenuta una riunione nelle sede dell’Università Agraria di Canale Monterano tra esponenti dello stesso Ente, il Consigliere di Maggioranza dell’Amministrazione Comunale geom. Anchise Giannini, il Consigliere di minoranza Nello Magagnini, alcuni cacciatori e l’Avvocato Giammarioli, noto legale del Foro di Roma, professionista di fiducia di una nota famiglia di imprenditori nonché del Sig. Giovanni Granatelli, rappresentante legale della ECOAM ( cioè la Società che voleva realizzare la discarica alla Mercareccia ). I punti all’ordine del giorno erano soltanto i SIC e il loro allargamento, sventato, a detta di qualcuno dei presenti, millantando un credito assolutamente inesistente, dall’opposizione veemente degli Assessori DS. Sulla celerità e sulla tempestività di convocazione di questa riunione ci sarebbe qualcosa da sottolineare come, ad esempio, chi ha avvertito questi signori che in Giunta si stava discutendo dei SIC, violando le più comuni regole di riservatezza. Inoltre la Giunta, per lo meno ufficialmente, non era affatto a conoscenza dei risultati prodotti dalla società incaricata di studiare i SIC.
In sintesi l’argomento SIC fu preso a pretesto per confezionare o meglio per proporre la famosa mozione.
Ma del resto la mozione, come poi si verrà a sapere, era già stata confezionata non all’interno della sezione DS o di qualsiasi altro movimento politico. Il luogo prescelto per progettare il “golpe” fu un anonimo casaletto dell’amena campagna di Canale Monterano, come si dice, “con i piedi sotto al tavolino”. Ma sopra ai piedi c’erano anche delle facce ben note ai cittadini di Canale Monterano. Tanto note che si erano andati a nascondere per non farsi vedere dagli elettori e dagli altri iscritti alla locale sezione DS, all’oscuro, del resto, di questi maneggi e anche di altre situazioni. Erano i Consiglieri Comunali DS di maggioranza, più il Consigliere di Minoranza Magagnini, più un noto parlamentare DS che, eletto dal Centro Sinistra, avrebbe dovuto garantire, equamente, tutte le forze dell’Ulivo, più il proprietario del celebre Casaletto, più qualche altro portaborse.

Ma, ritornando al Consiglio Comunale, dopo il Sindaco prende la parola Vittorini, che illustrando la “mozione” dice: “ ……. Il Sindaco, lui sì, notoriamente poco formale e molto tollerante, un vero amico che non dice mai di no, specie agli amici…. …vincoli che impediscono le costruzioni, anche di fienili, all’interno dell’area protetta….. i dipendenti della Riserva Naturale possono essere rimossi tranquillamente dall’Amministrazione Comunale , come del resto fu fatto con la Segretaria Comunale senza troppi problemi…”

( Commento: Vittorini, primo firmatario e correttore della mozione; il secondo firmatario, Magagnini, caloroso difensore dei diritti degli “antiriserva” e un po’ meno di quelli dei lavoratori – mica male per uno che si professa di sinistra ! – non proferirà parola alcuna durante tutto il Consiglio Comunale.
Soprassedendo su alcune affermazioni infamanti la dignità del Sindaco, che andrebbero trattate in ben altra sede, vorremmo ricordare o far conoscere a chi da poco tempo abita nel nostro comune che il Dr. Alfredo Vittorini, è la stessa persona che, all’epoca della istituzione della Riserva Naturale era Consigliere Comunale con delega dell’allora Sindaco Mario D’Aiuto alla gestione dell’area protetta e che il suo completo disinteresse alle problematiche derivanti dal suo incarico, ha impedito di dotare l’Ente Gestore degli strumenti normativi necessari per una corretta e proficua gestione dell’area. In altre parole la Riserva Naturale, seguendo la legge istitutiva, avrebbe dovuto dotarsi di un proprio Piano di Assetto entro il primo anno dalla sua istituzione. Se ciò non è stato fatto la responsabilità è soprattutto di chi non è stato capace, in cinque anni, dal 1988 al 1993 a dotarsi di questo strumento, fonte, oggi, di polemiche strumentali e assolutamente non disinteressate da parte di chi non fece il proprio dovere.
La Segretaria Comunale, poi, ma questo Vittorini ben lo sa, non fu rimossa dal suo incarico Semplicemente non fu riconfermata in quanto la legge consente al Sindaco e alla Giunta Comunale di scegliersi un Segretario Comunale di proprio gradimento.
Inoltre giova ancora ricordare che i dirigenti o i dipendenti delle aree protette non sono dipendenti comunali ma sono inquadrati nel Ruolo Unico Regionale. Il dr. Vittorini dovrebbe essersi perduto qualche passaggio legislativo avvenuto negli ulti anni ).

Poi l’ineffabile dr. Vittorini, non lesina critiche a chi nel 1988 si oppose alla legge istitutiva della Riserva Naturale, ammirandone, però, la correttezza in quanto la petizione fu riservata ai soli residenti.

( Commento: Qui inizia la polemica contro i giornali locali rei di aver lanciato nel web una raccolta di firme destinata a salvare la Riserva Naturale. L’ineffabile Consigliere Comunale non si rende conto che la nostra Riserva Naturale è conosciuta e apprezzata in ogni parte d’Italia.
E’ vero, infine, che negli anni ’80 la locale Sezione dell’allora Democrazia Cristiana fece fuoco e fiamme contro questa legge, dimostrando, fina da quei tempi, l’inadeguatezza. Ma lo strano è che oggi sono proprio quelli che allora furono contrari a difendere la Riserva Naturale, mentre alcuni di coloro, pochi per la verità, che si batterono per l’istituzione dell’area protetta, oggi sono i principali denigratori ).

Quindi com’era prevedibile si lancia contro ManzianaLab , si gestito da persone di sinistra, reo di aver preso le difese dell’Area Protetta ( differenza di quanto non hanno fatto loro )e dei dipendenti “incriminati”.

( Commento : A questo punto il Consiglio Comunale prende una via ben diversa da quello che era negli intenti degli autori della “mozione”: sarà soltanto un’inutile difesa nei confronti della realtà dei fatti prospettata, senza peli sulla lingua, dal sito internet di Manziana. Si spenderanno fiumi di parole a cercare di dimostrare, invano, con logorroica eloquenza, da parte della sinistra, o meglio, di certa sinistra “ consigliare” di essere nel giusto nei confronti della posizione presa e da prendere in Consiglio Comunale che cancellerà, di colpo, più di un secolo di lotte sindacali. Ma crediamo che molti che si professano di sinistra, e lo sono veramente, dopo le parole di costoro, stenteranno a riconoscersi nelle parole e nei pensieri espressi da chi li rappresentava nel Consiglio Comunale di Canale Monterano.

Ma non finisce qui. L’ ineffabile dr. Vittorini non si limita a censurare i dipendenti della Riserva Naturale. Bacchetta, come un maestrino tratto da un libro ottocentesco, anche i dipendenti comunali che si sono permessi di sottoscrivere un documento a favore dei loro colleghi della Riserva: “…..una vera caduta di stile, poi, se corrispondesse al vero, il fatto che il Sindaco si sarebbe attivato personalmente a far firmare, anche ai dipendenti comunali suoi subordinati, la petizione a lui, a noi diretta, messa in rete da Manziana. Nel caso ciò fosse vero e ne condividesse la forma e la sostanza lo invitiamo a darne pubblica spiegazione…”

( Commento: Il Consigliere Vittorini dovrebbe sapere che il Sindaco di Canale Monterano non ha “subordinati”. Ha, semmai, dei collaboratori. Ma questo pensiero, unito anche al palese comportamento antisindacale del Dr. Vittorini, uomo della sinistra ( Quale sinistra Dio solo lo sa. A noi non sembra affatto di sinistra. ) ci lascia sempre più perplessi e sconcertati. Il Sindaco non ha avuto bisogno di sollecitare niente a nessuno. I principali oppositori della linea della “sinistra consigliare” sono proprio gente di sinistra e non amici o “ subordinati” del Sindaco che non si riconoscono più nelle azioni compiute da costoro.
A proposito, poi, di “ cadute di stile”, vale la pena ricordare che esiste vasta corrispondenza tra il Consigliere Vittorini e i Dipendenti del comune di Canale Monterano.. Se di caduta di stile vogliamo parlare quella del dr. Vittorini è ben messa nero su bianco. Ma più che di caduta di stile vorremmo parlare di comportamento antisindacale che, per un uomo che si professa “ di sinistra” è cosa ben più grave.
Ma i Dipendenti del Comune di Canale Monteranno, di fronte a questa ulteriore intimidazione non si sono scoraggiati e hanno preso carta, penna e calamaio:

Al Consigliere Comunale
Alfredo Vittorini

Egregio Consigliere

Con molto stupore apprendiamo che, durante la seduta del Consiglio Comunale di venerdì 17 giugno u.s. in un suo intervento ci ha chiamati in causa per sottolineare al Sindaco che, in maniera coercitiva, avrebbe ottenuto le nostre firme per manifestare solidarietà ai colleghi della Riserva Naturale.
Tale sua affermazione benché, come riteniamo, dettata unicamente da questioni politiche in un momento così ambiguo e delicato per l’Amministrazione Comunale, ci ha offeso, poiché, Egregio Consigliere, tutti noi abbiamo avuto molta stima nei suoi confronti e ci siamo resi conto che da parte sua non vale lo stesso giudizio.
Pensare che persone mediamente cinquantenni e mediamente con venticinque anni di esperienza lavorativa dipendano, nei loro giudizi, dal padrone che ordina questo o quel comportamento, è vergognoso.
Ribadiamo che nessuno ci ha obbligati a seguire quella linea di comportamento che qualsiasi lavoratore avrebbe assunto nei confronti di colleghi vituperati non si sa per quale motivo o, meglio, per motivi che magari lei conosce molto meglio di noi e fanno parte di un sistema del quale noi non ci sentiamo assolutamente parte. Il nostro ruolo è e rimane quello di adempiere alle funzioni alle quali siamo addetti attenendoci a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale dei lavoratori ed avvalendoci di tutti quegli strumenti sindacali che servono a tutelare i nostri interessi e, soprattutto, a salvaguardare la nostra dignità di lavoratori.
Una considerazione conclusiva la facciamo anche in virtù della sua esperienza politica e crediamo che lei, al nostro posto, avrebbe fatto la stessa cosa, senza costrizioni dall’alto perché, Egregio Consigliere, le questioni di coscienza vanno ben oltre le piccole beghe che regolano, ormai da troppo tempo, la vostra attività amministrativa.
Tanto si doveva
I Dipendenti Comunali
Canale Monterano 21. 06.2005


Infine se la prende con il webmaster Andrea Sasso, ex guardiaparco, reo di aver messo in rete un articolo che parla anche di abusi edilizi in Riserva ma parla anche di tante altre cose che non sono di gradimento, evidentemente, dei “ compagni del Casaletto” comunque la lettera di Sasso, citata e ricitata, ma solo in alcune parti , serve al consigliere a dimostrare che i Verdi, a Canale Monterano, non contano niente e che l’Ass. Bonelli ha totalizzato soltanto tre preferenze nelle ultime consultazioni regionali.
Il Sindaco ringrazia il consigliere Vittorini per il suo intervento e gli chiede di essere più chiaro quando ha affermato che il Sindaco è molto tollerante con i suoi amici. Ma l’Ineffabile fa finta di non capire.

( Commento: Il Consigliere Vittorini,usando abilmente il condizione e il congiuntivo, lasciando sempre tutto nel vago e nell’indeciso, non è nuovo ad affermazioni calunniose espresse verbalmente in Consiglio comunale. Più volte, sia lui, sia il suo collega Magagnini hanno dovuto far rettificare i verbali delle sedute consiliari.)

Prende poi la parola l’Assessore Manlio Piccioni che dice:
“ Non mi soffermo volutamente sull’aspetto tecnico del documento, mi interessa di più il fatto politico, nei suoi vari aspetti. Evidenziare, ad esempio, la sproporzione tra i problemi individuati e la soluzione del problema che si propone, quella cioè di “rimuovere, sostituire e trasferire”, in un colpo solo, i dipendenti della riserva. Di solito l’opposizione chiede la testa dell’assessore delegato, o dell’intera giunta, cerca di avere un ritorno politico dalle vicende amministrative, riconosco che la cosa sarebbe sorprendente, se non conoscessi la genesi di questo documento. Il documento scaturisce da una riunione tenutasi all’U.A. di Canale alla quale hanno partecipato rappresentanti dei cacciatori, un avvocato che conosceremo meglio in seguito, il cons. di minoranza Nello Magagnini che ormai è anche un po’ cons. di maggioranza visto che da qualche mese è rientrato nella sezione dei D.S., alla cui attività partecipa attivamente e che diciamo è molto addentrato nei fatti del partito visto che il segretario politico è una persona che gli è molto cara; il cons. di maggioranza Anchise Giannini che ormai è anche un po’ cons. di minoranza visto che da qualche anno a questa parte è il paladino di tutti coloro che ce l’hanno con la Riserva. Primo firmatario del documento è Alfredo Vittorini, uomo di spicco della giunta D’Aiuto, giunta che nell’88 ha fortemente voluto l’istituzione della Riserva, Alfredo Vittorini che quando parla di mancato sviluppo, dovrebbe assumersi le sue responsabilità per avere, dall’88 al 93, nella sua veste di consigliere delegato alla Riserva, vanificato gli effetti della legge stessa, restando inadempiente verso la realizzazione di tutti gli strumenti normativi previsti dalla legge entro il suo primo anno di efficacia, inadempienze delle quali ancora oggi paghiamo le conseguenze. E’ altresì singolare che un altro consigliere che contesta lo sviluppo della Riserva sia Anchise Giannini, dal 93 al 2001 assessore della giunta Stefani e attualmente presidente della III^ commissione consiliare incaricata di proporre modifiche al Piano d’assetto e all’annesso regolamento. Credo che se fosse vero tutto quello che è scritto sul documento presentato, questi due signori dovrebbero condividere una bella fetta di responsabilità. Detto questo credo sia evidente che voler risolvere i problemi legati alla gestione della Riserva dimissionando il direttore e i suoi collaboratori sia riduttivo, fuorviante e spero soltanto provocatorio, perché ritengo, come ho più volte avuto modo di sostenere, che noi amministratori, presenti e passati, dobbiamo farci carico di non avere tempestivamente dotato la Riserva di quegli strumenti normativi che avrebbero consentito all’ente gestore e agli operatori di lavorare con tranquillità. Ricordo che questo Consiglio ha approvato il Piano d’assetto, che è stato realizzato da un pool di tecnici; che il piano non è ancora in vigore per cui gli operatori sono costretti ad applicare le norme più restrittive tra i vari strumenti; che questa maggioranza è convenuta nel modificare il Piano d’assetto e l’annesso regolamento al fine di eliminare o attenuare quelle distonie emerse tra la norma sancita e la gestione pratica. E’ per questa ragione che la III^ commissione consiliare già citata, presieduta dal consigliere Giannini, della quale anch’io faccio parte insieme ai consiglieri Trifelli, Magagnini, e della quale faceva parte anche il consigliere Scipioni, purtroppo recentemente scomparso, nell’anno 2003, iniziò i lavori, convocando il presidente dell’associazione cacciatori e l’attuale presidente dell’U. A., allo scopo, leggo testualmente dal verbale del 28.10.2003, “di acquisire tutte le osservazioni e suggerimenti, dai vari enti e associazioni presenti sul territorio ……nell’ipotesi di riadottare il Piano d’Assetto e il Regolamento di Attuazione con le modifiche apportate da concordare”. I cacciatori presentarono le loro proposte, mentre l’U.A. si impegnò a far pervenire alla commissione un elenco di osservazioni nel più breve tempo possibile, dopo aver riunito il consiglio dell’ente. Non è mai pervenuta alla commissione alcuna osservazione dell’U.A.. I lavori della commissione sono fermi ormai da un anno perché il sottoscritto non fu d’accordo nell’approvare un documento proposto dal presidente Giannini, tratto da uno studio effettuato dall’avvocato che ho citato in precedenza, dove si sosteneva essenzialmente che il nulla osta che verifica la conformità tra la norma sancita e la richiesta di autorizzazione o concessione relativa a interventi entro l’area protetta, dovesse essere rilasciato dal dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune, in quanto Ente Gestore, piuttosto che dal dirigente dell’Ufficio tecnico della riserva. In questa mia presa di posizione fui confortato dal parere tecnico-giuridico del Segretario Comunale e del Direttore della Riserva, che coinvolsi in maniera formale in quanto dirigenti responsabili dei propri uffici e professionalmente adeguati ad esprimersi in merito all’argomento trattato. Proposi inoltre, vista l’importanza che il piano d’assetto riveste nell’economia gestionale dell’area protetta, di istituire un tavolo di lavoro composto dai consiglieri di maggioranza membri della commissione, dal presidente dell’Ente Gestore, dall’Assessore Delegato, dall’urbanista che ha redatto il piano regolatore, dall’arch. che ha realizzato il piano d’assetto, dal segretario comunale, dal direttore della riserva, e dal responsabile dell’ufficio tecnico del comune. Il gruppo di lavoro avrebbe dovuto valutare le modifiche da apportare al piano e al regolamento e stilare una proposta da discutere e approvare in sede di commissione consiliare. Credevo fosse una proposta capace di affrontare compiutamente l’argomento e che garantisse soprattutto il Consiglio Comunale al quale la commissione andava a proporre un documento da votare. Evidentemente i miei colleghi di commissione si sentivano più garantiti dal parere dell’avvocato, dal momento che tutti hanno respinto la mia proposta. E la commissione è morta lì. Tutto ciò credo dimostri quale sia l’interesse, la volontà, di risolvere i problemi e la capacità di assumersi le proprie responsabilità di coloro i quali, imputano ora alla dirigenza della riserva freni e ostacoli allo sviluppo, freni e ostacoli che loro stessi, nel corso di questi due anni, erano stati chiamati a rimuovere. Ora, in verità, non credo che gli autori del documento pensino veramente che una volta rimosso l’attuale direttore della riserva, ne venga nominato un altro che, stante le attuali norme di salvaguardia più restrittive, possa agire diversamente. Credo invece che qualcuno, anzi più di qualcuno, si sia servito dei consiglieri di opposizione firmatari della mozione, ovviamente complici, per mettere in discussione l’attuale maggioranza nella quale non si riconosce più. E’ evidente che tutta la vicenda pone un problema di ordine politico all’ interno della nostra coalizione: se Nello Magagnini che ha contribuito recentemente alla formazione della lista vincente all’U.A., in contrapposizione alla lista sostenuta dai D. S., viene fatto rientrare nell’orbita dei D.S. e restando all’opposizione in comune partecipa alle attività del partito insieme ai consiglieri che dovrebbero essere suoi avversari, è normale che per noi della coalizione diventa un problema politico; se nasce il gruppo consiliare D.S. senza preavviso e senza un confronto all’interno della coalizione e viene nominato capogruppo Anchise Giannini che partecipa a titolo personale alle riunioni per sfasciare la maggioranza, vuol dire che alle riunioni non partecipa a titolo personale e allora diventa un enorme problema politico; se l’assessore delegato alla riserva, che secondo i canoni ortodossi della responsabilità politico-amministrativa, dovrebbe essere il primo destinatario di tutte le presunte deficienze attribuite alla gestione dell’area protetta, non sente il bisogno di contestare immediatamente e formalmente il documento presentato dall’opposizione, per difendere il suo operato e quello dei suoi collaboratori, è un problema politico, soprattutto se poi aderisce, pur non essendo iscritta al partito, al gruppo di Giannini. Allora, noi del gruppo originario di maggioranza, che vogliamo fortemente che questa legislatura giunga al suo termine naturale, che riteniamo un eventuale commissariamento del comune una iattura che i nostri concittadini proprio non meriterebbero, mettiamo da parte i problemi politici che ovviamente dovremo risolvere all’ interno della coalizione e chiediamo ai nostri colleghi insieme ai quali ci siamo impegnati di fronte agli elettori di Canale e Montevirginio per governare il paese e la riserva, anzitutto di rinnovare la solidarietà che la giunta unanime ha espresso nei confronti dei dipendenti della riserva nel recente incontro con le R.S.U., nonchè una presa di posizione contro il documento presentato da una parte della minoranza e contro il tentativo di delegittimare i vertici della riserva stessa e dell’ente gestore, a favore della revisione del piano d’assetto, al fine di rendere le regole coerenti con le attività imprenditoriali, in maniera tale che sia gli utenti, sia gli operatori preposti alla vigilanza possano agire supportati da norme certe e comprensibili “.

Interviene nel dibattito il neo consigliere Eugenio Parise che così si esprime:

“… ritengo che questa mozione presenti due aspetti ben distinti e separati: la prima parte affronta aspettative di sviluppo, mentre la seconda è relativa a questioni di carattere gestionale. Quest’ultima assume, a mio giudizio, un carattere di forte provocazione, in una materia nella quale il Consiglio Comunale non è propriamente competente e non ritengo, pertanto, che si possa accettare nei termini proposti. A tal proposito, allora, presento una proposta di emendamento che riformula la mozione e che accorpa gli ultimi quattro punti della medesima :

Mozione Consiliare
I sottoscritti consiglieri Comunali chiedono al Sindaco del Comune di Canale Monterano:
Che sia scongiurata l’ipotesi d’allargamento e di nuova istituzione di SIC per evitare l’introduzione di nuovi vincoli che penalizzano ulteriormente la nostra popolazione.
Che siano rivisti gli attuali confini della Riserva Naturale in modo tale che con piccoli aggiustamenti si possano soddisfare le richieste modeste delle Associazioni faunistiche locali, in attesa ormai da alcuni anni di risposte certe alle loro legittime richieste.
Che sia incentivata ed incoraggiata, attraverso l’approvazione di regolamenti specifici, l’attività agricola e zootecnica all’interno della Riserva, in particolare per ciò che riguarda i prodotti tipici.
Che sia tutelata l’attività amministrativa della locale Università Agraria all’interno della Riserva essendo la stessa Università proprietaria della maggior parte del territorio e preposta a garantire il diritto d’uso civico dei propri utenti, ostacolato spesso dagli Uffici della Riserva.
Che gli attuali dirigenti dell’Ufficio di Direzione e degli Uffici Amministrativi della Riserva Naturale si attengano strettamente a quanto stabilito dai rispettivi compiti contrattuali e che preventivamente concordino con il Presidente della Riserva ed il Consigliere Delegato che riferirà al Presidente ogni iniziativa di carattere straordinario o che esuli dalle loro competenze istituzionali.
Canale Monterano 10 05 2005
Giuseppina Bettarelli, Eugenio Parise”

Prende dunque la parola il consigliere Giannini Anchise che mette in luce i limiti del piano d’Assetto e chiarisce che la sua partecipazione all’Assemblea tenutasi nei locali dell’Università Agraria è stata a puro titolo personale e che la sua posizione odierna non si discosta da quella tenuta in passato.

( Commento: Il Geometra Giannini Anchise da lungo tempo siede tra le file delle varie maggioranze che si sono succedute all’interno dell’Amministrazione Comunali dagli anni ’80 ad oggi, sempre con incarichi di primissimo piano. Quindi questa sua avversione alla Riserva naturale non ha proprio radici antichissime considerando anche il fatto che é stato uno di quelli che la Riserva l’hanno voluta così come é.)

Riconosce, poi, sempre il Consigliere Giannini, che la Commissione Consiliare da lui presieduta ha portato avanti incontri con le forze sociali, con i cacciatori( “ quelli che erano definiti come i cattivi del paese” ) e poi con l’Università Agraria.

( Commento: come al solito fa comodo fare un po’ di confusione, volutamente, tra cacciatori e bracconieri. I cacciatori, come già detto sopra, vengono tirati in ballo quando servono per poi essere presi a calci nel sedere quando non occorrono più).

Continua il consigliere Giannini dicendo che i cacciatori hanno mostrato un atteggiamento responsabile, manifestando l’esigenza di intervenire in due o tre punti, neanche troppo sostanziali, ma importanti: L’esigenza di una normativa più certa; la possibilità di riutilizzo della famosa strada di Ponte Antico ( qui i cacciatori tornano ad essere molto utili ! ), a loro negata da una serie di ordinanze e di att. Il sindaco della precedente amministrazione per esigenze cautelative e per il pericolo di frane ect etc. ha fatto un ordinanza di chiusura. Successivamente a quell’ordinanza non sono stati predisposti i conseguenti interventi di eliminazione o rimozione del pericolo.

( Commento: La riapertura della Strada di Ponte Antico sarebbe costata alla collettività svariati miliardi di lire e non fu mai presa in considerazione dalla passata Amministrazione Comunale – il Geometra Giannini era Assessore ai Lavori Pubblici- perché non interessava ad alcuno, tanto è vero che non sono mai pervenute richieste in tal senso ne’ dai cacciatori ne’, tanto meno, dall’Università Agraria, ne’ dai vecchi proprietari della tenuta delle Crete di Vejano che pure abitavano a Montevirginio.
Solo in questi ultimi mesi qualcuno ha mostrato interesse alla riapertura della pista forestale e ovviamente solo in questi ultimi mesi Giannini si è fatto paladino di questi interessi coinvolgendo nella vicenda, tanto per dare un carattere sociale alla sua azione, ancora una volta i cacciatori.
Anche l’Università Agraria di Canale Monterano ha dimostrato un interesse alquanto spinto per la pista forestale in questione. Anzi ha stabilito un accordo di ferro con i nuovi proprietari della Tenuta delle Crete di Vejano per far ripristinare tale pista forestale a spese dei medesimi proprietari.
Vale la pena, forse, ancora sottolineare che la chiusura della pista forestale di Ponte Antico è stata decisa dalla giunta Comunale di cui il geometra Giannini faceva parte come Assessore ai Lavori pubblici e che magari poteva interessarsi per reperire, se tanto gli stava a cuore questo problema, i fondi necessari per gli interventi di cui sopra finalizzati alla riapertura della strada. Tutto ciò senza entrare nel merito dell’altissimo valore naturalistico della parete a strapiombo sulla strada, che secondo noi non andrebbe assolutamente toccata. Ne’, siamo convinti, tale operazione andrebbe fatta a cuor leggero anche se questo ambiente stesse al di fuori della perimetrazione della Riserva Naturale).

Poi il discorso si sposta sulla Commissione Consiliare e il consigliere Giannini precisa:
“ La Commissione a quel punto si è avvalsa di informazioni anche esterne di verifica per redigere un documento presentato dal Presidente che recepiva unitamente queste proposte. Voglio ancora ribattere a quanto sostenuto da Manlio Piccioni, che un Consigliere Comunale, come previsto inoltre per Statuto, può avvalersi, a titolo gratuito, anche di consulenti esterni, che sia anche un avvocato.
Preciso inoltre che quel documento, costituendo inoltre una prima proposta, non è stato quello approvato dalla “famosa” ultima seduta di Commissione. I componenti della Commissione (il sottoscritto, Magagnini, Trifelli, Scipioni, M. Piccioni) presero unanimemente l’impegno di esaminare la proposta, e di operare, se necessario ed opportuno, delle modifiche. Succedettero anche altre riunioni, vennero apportate alcune modifiche, e tutto questo è descritto anche nei verbali di commissione firmati.
Al momento poi della riunione che doveva portare il documento definitivo da approvarsi ad opera della Commissione e da sottoporre al Consiglio Comunale, il Consigliere Manlio Piccioni presentò un altro documento firmato dal Segretario Comunale e dal Direttore della Riserva, che operava contestazioni alla proposta attraverso una serie di riferimenti legislativi.
E’ stata poi contestata la posizione del Consigliere M. Piccioni di non procedere più all’approvazione della proposta, in quanto secondo Manlio la proposta del piano doveva invece operarsi in altra sede, in una sede di maggioranza, nella quale doveva partecipare il Sindaco, i tecnici interni ed esterni, il Segretario Comunale, e l’Assessore alla Riserva “.

( Commento: In questo intervento Giannini dà il meglio di se stesso: siamo alla farsa. In sintesi il discorso è questo: All’interno del territorio della Riserva Naturale c’è un portatore “ legittimo” di forti interessi; io Geom. Anchise Giannini, tecnico di fiducia del suddetto soggetto, nella mia qualità di Presidente della Commissione Consigliare che si occupa della revisione del piano di Assetto che stabilisce le regole all’interno dell’area protetta, presento una proposta formulata dall’avvocato che tutela gli interessi sempre del suddetto soggetto: è come se, per intenderci, in una partita di calcio il presidente di una delle due squadre facesse anche l’arbitro dell’incontro.
E’ evidente che una “pastetta” del genere non poteva passare inosservata e la cosa strana non è la reazione di Manlio Piccioni, ma l’accordo che tutti gli altri Commissari hanno trovato in questa vicenda. L’intenzione dell’Assessore Manlio Piccioni era quella di valutare dal punto di vista tecnico – giuridico e di coerenza con la normativa sulle aree protette il documento proposto. Chi meglio del Segretario Comunale e del direttore della Riserva poteva assolvere questo compito? Il risultato è stato che malgrado i due dipendenti pubblici, esperti nel settore, avessero confutato la gran parte del documento, nessuno dei commissari ha battuto ciglio.
Ma quello che più interessava a Manlio Piccioni era formulare una proposta al Consiglio Comunale che potesse veramente risolvere i problemi gestionali all’interno di un’area dove necessariamente convergono interessi vari e spesso contrastanti, allo scopo di consentire agli utenti e agli operatori di svolgere la propria attività regolata, finalmente, da norme certe ed eque.
A tale scopo, siccome il documento da portare alla votazione del Consiglio Comunale non poteva essere quello redatto da un avvocato di parte, suggerì che la proposta definitiva venisse formulata in un tavolo di lavoro composto da amministratori e tecnici che in qualche modo avessero a che fare con l’argomento in questione. Il tavolo avrebbe dovuto essere composto dal Sindaco come Presidente dell’Ente Gestore, dall’Assessore Delegato, dai Consiglieri di Maggioranza membri della Commissione Consiliare competente, dal Segretario Comunale, dal Direttore della Riserva Naturale, dai tecnici esterni che hanno redatto il Piano Regolatore Generale e il Piano d’Assetto e, infine, dai vari tecnici che hanno preparazione specifica sulla tutela delle Aree Protette quali l’agronomo, il Dottore Forestale, il Biologo, il geologo etc.. Al termine dei lavori, la proposta, formulata da tale consesso, sarebbe stata portata in commissione per il confronto dovuto con i commissari della minoranza e poi portata in consiglio Comunale per la decisione finale. I Commissari di minoranza più quelli della maggioranza DS hanno bocciato, guarda caso, all’unanimità, l’idea di Manlio Piccioni perché, secondo loro, questo modo di procedere avrebbe escluso la minoranza.
A questo punto noi, modesti osservatori, ci chiediamo: che cosa significa che la proposta di Manlio Piccioni esclude la minoranza? Significa forse che alla redazione del famigerato documento del noto avvocato abbia partecipato anche la maggioranza?
Ma una considerazione ci sembra lecita su questa vicenda. Il famoso avvocato, è bene ricordarlo, forse per caso, forse no, difende, oltretutto, la ditta ECOAM che, per chi non lo sapesse, è quella società che voleva realizzare la discarica alla Mercareccia nel contenzioso aperto con il comune di Canale Monterano.
A noi è sembrato più opportuno affidarci e fidarci dei dipendenti comunali piuttosto che di un avvocato che ha un contenzioso contro il Comune di Canale Monterano. Di solito si dice che non è opportuno mettere il lupo a guardia del gregge.
Ma la saggezza popolare non fa parte più del nostro bagaglio culturale).

Poi la stoccata finale: “ Tornando alla questione più specifica della Riserva Naturale, le cose sono due:
a) la mozione non viene approvata. Bene, si vede che le cose vanno bene così, ne
prendiamo atto.
b) la mozione viene approvata dalla maggioranza del Consiglio, l’organo supremo di
rappresentanza della Comunità. In questo caso diventa allora obbligatorio e doveroso che venga realizzata nel pratico l’attuazione di quanto espresso dal Consiglio (ricordo al proposito un episodio accaduto nella mia esperienza di amministratore: l’assessore regionale Bonadonna, a fronte di certi ritardi della Regione nell’attuazione di certi procedimenti in materia urbanistica, ci disse che l’unico motivo del ritardo di quanto già deciso ed approvato era dovuto unicamente ad un problema, dal fatto che in quel momento non si riuscivano a trovare dei dattilografi che scrivessero il provvedimento definitivo. Non vorrei che anche in tal caso non si trovino i dattilografi per attuare quanto deciso! “

( Commento: Qui il consigliere Giannini supera se stesso e non riconosce più quale sia la maggioranza e quale l’opposizione. O meglio la riconosce benissimo. Peccato che la “sua” maggioranza non sia quella che i cittadini di Canale e Montevirginio hanno votato. La maggioranza nuova, quella dei “Compagni del Casaletto”, ha preso corpo e piede all’insaputa anche di tanti compagni leali e sinceri di fede DS, tenuti all’oscuro, fino all’ultimo, di queste squallide manovre. E’ evidente, anche da questo suo intervento, oltre che dalla nomina a Capogruppo del Gruppo Consiliare DS, il ruolo determinante da lui svolto nella formulazione della “mozione” e dei successivi passaggi. )
Non sappiamo se nel comune di Canale Monterano ci siano dattilografica capaci di scrivere la “sentenza” che è scaturita dal Consiglio Comunale, tuttavia gli Ex Consiglieri Comunali DS di maggioranza e di minoranza non si sono fermati di fronte a questa difficoltà tecnica:

Canale Monterano, 23 novembre 2005

Al Commissario Prefettizio
Del Comune di Canale Monterano
Dr. Manlio Francica
Oggetto: Uffici della Riserva Naturale

I sottoscritti, anche in considerazione di quanto approvato dal Consiglio Comunale con delibera n.30 del 17 giugno 2005, fanno presente che occorre esercitare un preciso controllo sul personale della Riserva naturale Monterano in merito all’applicazione dell’orario di lavoro e delle comunicazioni con il pubblico. In particolare rilevano che non è possibile articolare l’orario di lavoro settimanale in modo da concentrare le presenze in pochi giorni. Nell’interesse della comunità si richiede l’applicazione del CCNL. Parimenti non è possibile mantenere la chiusura degli uffici il sabato e la domenica quando i visitatori sono più numerosi e quindi maggiore è la necessità di informazioni. Inoltre fanno presente che, secondo quanto disposto con DM 28/11/2000 “ Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni”, gli avvisi alla popolazione dell’Ente Pubblico Riserva naturale come quello recentemente pubblicato senza data, non possono essere firmati anonimamente, ma devono essere firmati con nome e cognome da parte di chi è chiamato alla gestione della cosa pubblica. In considerazione di quanto fin qui esposto chiedono l'emissione di un Ordine di Servizio per la corretta applicazione dell'orario di lavoro e di una lettera di richiamo per l'inadempienza in merito alla comunicazione non autorizzata. Restando in attesa di un cortese riscontro inviano distinti saluti.
Firmato: Valter Marani, Anchise Giannini, Vilma Piccioni, Alfredo Vittorini, Fabrizio Trifelli, Magagnini Nello , Maurizio Bugliazzini )

Non possiamo fare a meno di fare alcune annotazioni su questa lettera, senza volutamente entrare sulla questione sindacale. Vale la pena ricordare che il contratto di lavoro dei guardiaparco non è stata creato dai medesimi lavoratori a loro piacere ed arbitrio. E’ stato oggetto di contrattazione sindacale decentrata, come tutti gli altri contratti di lavoro della nostra nazione.
Ma a noi preme di più sottolineare la vasta e più ampia convergenza che c’è tra le vedute e i convincimenti di nostri sette ex consiglieri DS con quanto va scrivendo, sui muri di Canale, la destra di Massafra. Tutto qui. Non vogliamo aggiungere altro. )



Continua Giannini:
“C’è da dire invece che qui ci troviamo forse anche in questa sede, ad uno scontro culturale tra due atteggiamenti diversi in materia ambientale.
Uno, più integralista, è quello che ha come unico scopo ed unico obiettivo il “congelamento” del territorio. Una bella definizione di questo atteggiamento è ben descritto in un articolo apparso recentemente su “Repubblica”, dal titolo emblematico: “Gli ambientalisti non devono essere il partito del no”.
L’altro ha come obiettivo la valorizzazione delle riserve ambientali per rendere produttivo il territorio, nell’ambito di quello sviluppo denominato “sostenibile”. E’ quello in cui mi riconosco, è quello che mi hanno e ci hanno insegnato i nostri avi, ed è quello che ha mantenuto integro il nostro territorio. E’ quello che conosciamo, e che sappiamo e dobbiamo fare. Nessun professorino che viene da Roma ci può venire ad insegnare nelle nostre terre, ai noi cittadini canalesi, cosa è l’ambiente.”

( Commento: I nostri avi facevano i contadini con zappe, vanghe, tanto sudore e tanto amore per la terra che li aveva visti nascere e crescere. Noi i loro nipoti facciamo tutt’altri mestieri che decisamente collidono con quelli dei nostri antenati. E poi, ritornando alla saggezza popolare, si dice che i nipoti seccano le vigne )

Interviene nel dibattito l’Assessore al Turismo e alla Riserva Naturale PICCIONI VILMA, la quale esordisce ricordando di essere stata con Vittorini Alfredo, Anchise Giannini, Fabrizio Trifelli tra i fautori della legge istitutiva dell’Area protetta. Continua poi ribadendo che:
“ Cosa è successo in questi quattro anni di amministrazione? Si è lavorato duramente, si è agito a 360 gradi per cercare di affermare l’immagine di Canale Monterano come paese del “buon vivere”, facendo leva su azioni di promozione e di marketing territoriale anche per sensibilizzare i giovani ad intraprendere iniziative imprenditoriali che possano consentire un alternativa al pendolarismo ed alla disoccupazione; si è cercato di incoraggiare il “fare impresa” in settori compatibili (zootecnia, agricoltura, agriturismo,etc.) con incentivi economici e di supporto informativo, anche per salvaguardare mestieri e culture da tempo giacenti in progressivo e inesorabile abbandono.
Numerosi e importanti sono stati gli interventi promossi, pur tra mille difficoltà da questa Amministrazione, rivolti essenzialmente su due filoni principali: le azioni di promozione turistica e gli interventi strutturali sul patrimonio naturalistico.
Per il primo segmento si è provveduto, tra l’altro, a:
-riproporre, aumentandone lo spessore e la portata, le iniziative di promozione turistica e di fruizione del territorio con edizioni annuali di manifestazioni quali Monterano vive, le Giornate Monteranesi, le visite guidate curate da cooperative convenzionate che hanno finalmente permesso l’apertura domenicale del centro visite, la partecipazioni a numerose mostre e convegni, a eventi regionali e nazionali di offerta relativa al turismo naturalistico, ponendo inoltre attenzione particolare anche alla formazione scolastica locale e regionale (Giorni Verdi, Progetto Gens, etc.), da ultimo anche con un gemellaggio tra le scolaresche canalesi e quelle del Parco Lombardo del Ticino;
Per il secondo segmento sono stati attivati meccanismi di finanziamento con fondi regionali ed europei per:
-il ripristino della rete viaria verso l’antico abitato di Monterano e da Montevirginio con materiali ecocompatibili e interventi di ingegneria naturalistica, la sistemazione dell’area Fontana-Morelli che ha prodotto un effetto di “saldatura” ideale tra centro urbano e gli impianti sportivi, il definitivo avvio del Centro servizi per l’accoglienza e l’informazione destinato ai visitatori delle aree protette;
-il restauro di Porta S. Bonaventura, di prossimo avvio;
-l’acquisizione di parte del Casale della Palombara;
-l’approvazione di una Legge Regionale Speciale su Monterano, la L.R. n. 36/2002, destinata a valorizzare l’indotto economico e culturale dell’area.
Tutto ciò, anche se rende orgogliosi, è stato raggiunto a prezzo di innumerevoli problemi di relazione e di reciproco riconoscimento tra amministratori e dirigenza della Riserva.
Mentre da una lato, quello del ruolo che rivesto, si è cercato in ogni momento di coinvolgere, mediare, saldare e far compenetrare l’Istituto della Riserva con il tessuto sociale della comunità di Canale; dall’altro, quello della dirigenza della Riserva, si è spesso perseguito l’intento contrario, rimarcando sistematicamente una sorta di autonomia di gestione e di azione svincolata il più possibile dal Comune, Ente Gestore, quasi a voler relegare quest’ultimo ad un ruolo di “Ente ratificatore” di volontà e strategie altrove collocabili.
E’ opportuno ricordare che questo assessorato è stato fin dai primi giorni di insediamento sostenitore della necessità di espletare concorsi per assicurare un dirigente di ruolo, in grado di dare stabilità e continuità all’azione da intraprendere; sostenitore della necessità di espletare concorsi per la riqualificazione del personale già operante per assicurare la necessaria presenza di un funzionario; sostenitore della richiesta di ampliamento della pianta organica della Riserva portata in questi anni da 8 a 14 unità.
Altro atto politico importante è stato il trasferimento, anche esso comunque ottenuto con fatica e tempi lunghissimi, degli Uffici della Riserva all’interno del Palazzo Comunale, proprio per rimarcare l’importanza che il Comune, Ente gestore, assegnava a questa particolare struttura nel contesto complessivo della comunità socio-economica canalese.
A questo va aggiunto, con onestà, il problema della dicotomia reale del ruolo di indirizzo e controllo, proprio del Comune Ente-gestore, rappresentato dalla coesistenza di una doppia figura: un ruolo di Presidente della Riserva Naturale (con rappresentanza giuridica) e un ruolo di Assessore alla Riserva Naturale, da me rivestito, con continue ingerenze (palesi ed occulte) negli atti formali ed informali destinati alla “gestione” quotidiana delle attività della Riserva.

( Commento: Come è facilmente evidenziabile dal discorso dell’Assessore la questione può essere ricondotta in questi termini: dove la Riserva ha funzionato il merito è solo il mio; dove non ha funzionato il demerito è del Sindaco – Presidente e del Direttore. A proposito : perché l’Assessore non si è mai dimesso di fronte alle continue ingerenze del Sindaco-Presidente e alla disobbedienza e ai “trabocchetti” del Direttore? )

“ Entrando nello specifico della mozione all’ordine del giorno ritengo necessario puntualizzare che pur con terminologie discutibili dal punto di vista formale e in alcuni passi del merito, coglie puntualmente il disagio percepito quotidianamente dalla cittadinanza di canale Monterano, e che fatto salvo l’impegno di gran parte degli operatori della Riserva (guardiaparchi ed amministrativi), non può non ricondurre alle responsabilità della dirigenza l’attuale deprecabile stato di cose.
Come è possibile tollerare, in qualità di Consigliere Comunale, di vedere vanificati gli sforzi e gli ideali che da oltre 20 anni hanno animato la mia personale azione politica e amministrativa riguardo alla Riserva Naturale??
Come è possibile tollerare, in qualità di Consigliere Comunale, le accuse di connivenza con portatori di interessi occulti??
Come amministratrice ma soprattutto come canalese respingo al mittente le accuse e gli infamanti addebiti che in questi giorni sono circolati sulla stampa e sui media: i territori di Canale Monterano esistono e sono stati difesi dai nostri avi da migliaia di anni, esistevano e esisteranno dopo di noi, e su questo lezioni sul rispetto e la tutela dell’ambiente non possiamo tollerale da nessuno.
Preciso, qualora ce ne fosse bisogno, che al contrario di quanto diffuso (con tempismo straordinario su ogni mezzo di informazione disponibile) dal Direttore, dalle Rappresentanze Sindacali e da altre sigle talvolta anonime, qui nel Consiglio Comunale in cui siedo, non c’è mai stata e non ci sarà nessuna intenzione di distruggere o di ridimensionare la Riserva o ridurne la potenzialità, così come non ci sono mai stati (e non mi risulta ci siano) affaristi pronti a cementificare ogni angolo della Riserva.
Il mio impegno e quello di questa maggioranza fin quando siederemo su questi seggi, è e sarà quello di rafforzare le strategie che la Riserva Naturale può mettere in campo in un processo di sviluppo sostenibile, irrobustendo le sue potenzialità e fornendo risposte certe ai canalesi, che in ogni occasione dimostrano con orgoglio l’attaccamento alla loro terra. “

( Commento: per il commento all’intervento dell’Assessore Vilma piccioni, della quale riconosciamo, ancora una volta, la bontà dell’operato, utilizziamo direttamente, l’articolo apparso sul mensile “ La Voce del Lago”, scritto e diretto da giornalisti molto vicini ai DS del comprensorio. Prima, però, vogliamo ricordare che del tanto amore per Canale e per i suo ambiente Vilma ne ha dato dimostrazione nel 1992, a quattro anni dalla istituzione della riserva naturale, guarda caso, in compagnia di quasi tutti gli attuali consiglieri della “ sinistra consiliare” i quali, chi in veste di amministratore comunale, chi in veste di esponente del PCI, tentarono di piazzare una discarica a pochi passi dal confine dell’Area Protetta.
Ecco l’articolo de ” La Voce del Lago“:

Venerdì 17 giugno 2005, ……….. La piccola sala del Consiglio era piena di cittadini canalesi e di persone provenienti dai paesi vicini, che hanno avuto la possibilità di assistere gratuitamente a una pièce pirandelliana con ruoli multipli interpretati da singoli soggetti. Ha iniziato l’assessore alla Riserva Vilma Piccioni, che avrebbe dovuto rendere conto del suo operato in quanto responsabile politica della gestione della stessa ed ha invece indossato i panni del pubblico accusatore per attaccare la dirigenza Mantero: singolare dissociazione che ci ricorda il miglior Berlusconi che, quando parla dei mali d’Italia, sembra talvolta il capo dell’opposizione. La signora ha parlato con veemenza, addossando totalmente i mali, veri o presunti, dell’area protetta alla diabolica direzione. Molti dei presenti, estranei alle logiche machiavelliche dei progressisti canalesi, si chiedevano: Ma è proprio l’assessore alla Riserva che parla, quella che firma le carte, o solo un simulacro, svuotato e riempito da crudeli baccelloni marziani?(ricordate lo splendido film di fantascienza sui baccelloni uscito in piena epoca maccartista?).

Prende la parola il Vicesindaco Valter Marani. Tutta la sua vis retorica si scaglia a difendere e a specificare il” suo” sviluppo sostenibile diverso da quello di ManzianaLab e diverso anche dagli ambientalisti di città. Poi si scaglia contro la dirigenza della Riserva naturale, rea di non voler costruire la strada tra la Cascata della Diosilla e il ponte sul fiume Mignone all’interno dell’area protetta e dei SIC.

( Commento: Non è vero, ma questo i consiglieri DS lo sanno e lo sapevano. Se ritardo c’è stato non è imputabile ad alcuno dei Dipendenti del Comune o della Riserva naturale. Il ritardo è semplicemente dovuto, così come per la messa in sicurezza del Casale della Palombara, alla lentezza nel rilascio dei relativi nulla-osta da parte della Soprintendenza ai BBAA del Lazio. In questi due casi crediamo che sia opportuno valutare anche se la Soc. Polis sia estranea a questi ritardi.
Come vedremo anche in seguito il discorso del Vicesindaco è stato provato e riprovato, così come quello del Consigliere Giannini, anche nei minimi particolari: una vera piéce teatrale.)

Quindi il Vicesindaco se la prende con Andrea Sasso e con il sito ManzianaLab.

( Commento: La lettera di Andrea Sasso, in realtà, se letta integralmente aveva tutto un altro tono e un’altra logica. Ma sono state estrapolate frasi qua e là solo per fare un esercizio di retorica e non per servizio alla verità.
Continua la “ Voce del Lago “ :
…Non sono mancati nell’intervento gli artifizi retorici, alcuni dei quali poco corretti, come quanto ha letto una e-mail di un guardaparco ex dipendente della Riserva, solo nella prima parte, stravolgendo il significato complessivo della stessa. D’altro canto i politici amano spesso utilizzare, a fini non propriamente educativi, la celebre battuta del dottor Johnson: datemi una frase di un uomo e lo farò impiccare. )

Neanche il locale Circolo della Rifondazione Comunista esce indenne dalla dura reprimenda del Vicesindaco:
“ … perché quel partito si era fatto promotore, fino a pochi mesi fa, di una azione di tutela dei diritti dei canalesi all’interno della riserva e oggi, invece, pubblica un documento che va nella direzione opposta “.
Poi il Vicesindaco contrario, ma solo da poco tempo ai SIC, commette un piccolo errore freudiano:
“… Io credo che la collettività abbia un grande debito nei confronti dei canalesi. Che essi debbano essere ricompensati per come hanno conservato fino ai giorni nostri il loro territorio, facendo in modo che Canale Monterano fosse il polmone verde di un territorio molto più ampio.
E allora viene in mente la proposta del Nobel Jeremy Rifking, il quale sostiene che i paesi industrializzati devono prevedere un vero e proprio indennizzo ecologico per le popolazioni che hanno avuto la sensibilità ambientale di mantenere inalterati i propri territori.
Ma finché questo indennizzo non sarà chiaro, credo che non sia opportuno procedere ad allargamenti dell’area protetta. Neanche di un millimetro.
Anzi, il modello di gestione di questo bene ambientale, come abbiamo visto, genera problemi. Canale Monterano ha già dato.
E non ha avuto una contropartita pari al valore del capitale ambientale che mette a disposizione della collettività.”

( Commento: quanto dice il Vicesindaco, in realtà, nient’altro è se non lo spirito che anima l’istituzione dei SIC. Tanti, compreso chi scrive, non sanno che cosa siano con esattezza questi oggetti misteriosi. Ma da recentissime informazioni sembrerebbe che i SIC siano l’unico sistema, una volta esauriti i Docup, per poter accedere ai finanziamenti europei. E sembra che già il Comune di Canale Monterano abbia già ricevuto e speso diverse centinaia di migliaia di € grazie a questi SIC.
Il Vicesindaco, poi, dovrebbe anche spiegarci perché dopo un anno dalla pubblicazione del Bilancio Sociale ha cambiato radicalmente idea sulla Riserva, sui SIC e sulla loro gestione.
Citiamo il sito ManzianaLab:
“ Le azioni condotte su questo patrimonio hanno consentito di inserire, con specifica perimetrazione, il fiume Mignone nell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario (SIC), soggetti a un regolamento specifico, posto a garanzia della qualita’ dell’ecosistema e finalizzato al conseguimento di finanziamenti ad hoc. …….. “La Riserva sta svolgendo in modo concreto e sistematico un ruolo di promozione all’interno della comunita’, collabora fortemente con le associazioni locali ed il volontariato…….””…..L’uso corretto e la valorizzazione delle risorse naturali trova la sua spontanea attuazione nelle misure di conservazione. Norme restrittive e vincoli nella fruizione delle aree sottoposte a tutela sono necessarie a mantenere le peculiarita’ dell’ecosistema, ma non si esauriscono in se stesse. Operatori e gestori della Riserva lavorano nella convinzione che il bene tutelato appartenga alla comunita’ circostante e ne rappresenti parte integrante, risorsa da utilizzare…”, “ … Una delle sfide più significative che attendono la comunita’ canalese risiede nella capacita’ di innovare , creando attivita’ produttive locali, favorendo il conseguente indotto di lavoro e crescita dell’economia insediata”. Per questo motivo, contemporaneamente alle azioni di valorizzazione del sistema ricettivo e turistico, si e’agito anche sulla concessione del marchio della riserva naturale, per la promozione dei prodotti tradizionali…”.

( Commento: Perché il Vicesindaco, solo quindici giorni prima della presentazione della mozione, ha scritto una lettera di elogio per il comportamento e l’operato del Dr. Francesco Maria Mantero, Direttore della Riserva Naturale Monterano? )

“Sul quinto punto – della “mozione “ - ritengo sia necessaria una votazione segreta e quindi non sia possibile una dichiarazione di voto, visto che il regolamento lo prevede quando il consiglio è chiamato a pronunciarsi sull’operato di persone.
Qualcosa si è rotto. E questa sera stiamo operando una grande azione democratica, ristabilendo la verità.
Se il dirigente o il dipendente non si attiene ai suoi doveri istituzionali, occorre allora che vengano intraprese le azioni conseguenti. E’ per questo che a mio giudizio l’emendamento del Consigliere Parise sia da ritenersi pleonastico, benché esprima un giusto concetto. Perché questo rispetto dei compiti contrattuali e dei propri doveri istituzionali già non c’era più. Ho cercato di correggere questo andamento (in una riunione con il personale, in qualità di Assessore delegato in materia, per aver evidenziato queste disfunzioni, sono stato appellato come fascista, e dovetti fuggire dalla stanza), ma è stato inutile.
E si badi bene, noi non vogliamo licenziare o rimuovere nessuno, vogliamo solo mettere la gente giusta al posto giusto.
In ogni caso credo che anche su questo punto il mio pensiero sia sufficientemente chiaro”.

( Commento: anche in questo ci serviamo dello stesso articolo del “La Voce del Lago” :

……Il vicesindaco Marani ha svolto una disamina della questione con un incipit d’innegabile forza retorica. Noi, ha affermato, non stiamo parlando della Riserva ma di una battaglia culturale, non tra ambientalismo e mattone, ma tra ambientalismo buono (il suo) e ambientalismo fondamentalista (quello degli altri). A Canale Monterano si vive nel migliore dei mondi possibili, gli uccelli cinguettano nella piazza, (è il vicesindaco che parla), gli anziani allevatori curano le mucche, sono stati creati miti positivi e il terreno è pronto per portare avanti lo sviluppo sostenibile. Sono tutti d’accordo i buoni canalesi, ma ecco fomentate da suscitatori di zizzania, 1.150 persone da Palermo ad Aosta mandano messaggi di fuoco su Internet, chiedendo ragione della minacciata defenestrazione dei dirigenti della Riserva. E qui il vicesindaco si toglie qualche sassolino dalla scarpa. La dirigenza, egli afferma, non è solo fondamentalista, ma anche piuttosto allegra nella gestione tanto ché lui, da assessore al personale del Comune di Canale ha avuto, un duro scontro con essa, relativamente all’organizzazione dell’orario di lavoro dei dipendenti e si è pure beccato l’insulto di fascista! I professori e i professorini di Roma che, sempre a detta del vicesindaco, pontificano sull’ambiente di Monterano devono stare zitti, perché se Monterano esiste così come è, è grazie ai canalesi che hanno preservato nei secoli il territorio e ora, doveroso corollario, devono gestirlo senza i fastidiosi consigli di chi viene da fuori.”

Interviene nel dibattito il consigliere Delegato alla Culura, Scuola, Servizi Sociali, Giuseppina Ceci:

“..sono Giuseppina Ceci, sono in amministrazione dal 1997. Ho partecipato ad una Amministrazione capace, presieduta da un Sindaco capace, con amministratori volenterosi; da giovane consigliere comunale, osservando molto con gli occhi, ho imparato molto da chi aveva i capelli grigi e di politica e di amministrazione ne sapeva più di me.
Nel 2001 ho nuovamente partecipato alle elezioni comunali, ricevendo dal Sindaco la delega ai Servizi Sociali, Scuola e Cultura.
Leggo questo documento, questa mozione e non posso assolutamente condividerlo. Il lavoro fatto da questa amministrazione, ed in particolare dall’Assessore Vilma Piccioni, risulta completamente infangato. E’ come se questa Amministrazione non avesse fatto nulla.
Ma la colpa di questo però è sempre la nostra, di noi amministratori. Essere amministratori significa essere a disposizione della gente, è vero Valter, è come hai detto fare quattro ore di viaggio al giorno, o come me lavorare il sabato e la domenica per poter essere presente due giorni al Comune senza prendere una lira.
Ed essere volontari al servizio della gente, significa anche dare informazioni certe, dire alla gente cose vere, e dire veramente ad esempio cosa è un SIC. Al contrario invece, non dire cose vere è dire invece “scongiuriamo il pericolo di un SIC”, che sarebbe come dire “scongiuriamo il pericolo di una bomba atomica, di una testata nucleare!”. Ma che sarà mai sto SIC!
Diciamo allora alla gente che il SIC non è un vincolo in più. Abbiamo il coraggio di fare scelte solo apparentemente, ripeto apparentemente, impopolari, ma a che lungo andare pagano o potrebbero pagare.
Così come solo apparentemente la scelta della istituzione della Riserva non era condivisa da una parte della popolazione, e oggi tutta la popolazione vuole la Riserva, e su questo siamo tutti d’accordo.
E benché tutta la amministrazione abbia lavorato tanto, anzi tantissimo, non si è data la necessaria informazione, e non si è data una regolamentazione certa attraverso il piano di assetto ed i regolamenti, affinchè la gente sapesse che il capannone si costruisce in un certo modo e la casetta si costruisce in un altro modo, e lo sapesse bene e meglio anche chi dirige la Riserva.
Oggi invece la Riserva è disciplinata dalle norme di salvaguardia, assai rigide, e questo perché? Perchè non abbiamo adottato definitivamente il piano di assetto.
Allora rimbocchiamoci le maniche, lavoriamo per questa regolamentazione, non ci mettiamo sul piedistallo di una scrivania a dire “Io sono il Consigliere Giuseppina Ceci e la Riserva si dirige come dico io”.
Il nostro dovere invece è mediare, ho imparato questo e mi hanno insegnato questo. E mediare è anche mediare tra la popolazione e gli uffici comunali, quando ce ne è bisogno, oppure mediare tra la popolazione e gli Uffici della Riserva Naturale.
E le tensioni sociali di cui parla la mozione?
Io vi porto la mia esperienza personale, di canalese ( e si badi bene, io non voglio difendere gli Uffici della Riserva, io voglio difendere gli interessi dei canalesi). E i canalesi sono traditi nel momento in cui vengono promesse loro cose che non si possono realizzare, ad esempio come ho sentito quando gli si promettono posti di lavoro dentro la Riserva, quando invece poi nella Riserva si deve entrare per concorso.
Diciamo invece che c’è tutta l’economia indotta da sviluppare, e che i canalesi possono trovare occasioni di lavoro in questo tipo di economia, ma non promettiamo altro però. Facciamo formazione, corsi professionali, facciamo dei professionisti dell’agricoltura, della zootecnia, facciamo questo per i nostri giovani.
E queste persone contrarie alla Riserva portiamole attorno ad un tavolino per farli lavorare insieme a questi “mostri della Riserva”! Facciamoli conoscere. C’è gente che non è mai venuta a parlare col Direttore della Riserva, o quanto meno con l’Assessore, però è contraria solo perché in mezzo a Canale ha sentito dire.
Nell’anno 2004 la Riserva ha fatto trenta verbali, dei quali soltanto cinque riguardano cittadini canalesi. Che vuol dire? Che i canalesi sono bravi, hanno imparato le regole della Riserva, e che i guardiaparco non sono poi così repressivi e cattivi.
E’ pur vero che nell’anno 2005 tre sono i verbali di sequestri per abusi edilizi, e guarda caso non riguardano canalesi. E allora di che cosa stiamo a parlare! Ringraziamoli allora questi guardiaparco che fanno rispettare le regole. Che ben vengano gli imprenditori, ma che rispettino le regole, e che queste regole siano certe, perché solo queste regole ci possono garantire.
A proposito delle “tensioni sociali”, io ritengo, Vilma, che tu hai lavorato molto bene nella Riserva. Per questo ritengo che sei tu la prima che ci rimette dall’approvazione di questa mozione, al pari della tua immagine.
Perché non parliamo invece del “Progetto Gens”, della ricerca ambientale, della formazione fatta per i nostri ragazzini, dei corsi di formazione sui finanziamenti europei che si tengono nella ex canonica, di tutto il lavoro che i guardiaparco e la struttura della Riserva hanno fatto anche oltre le proprie mansioni. Perché non andiamo a parlare di queste tensioni sociali ai genitori dei bambini del Progetto Gens!
Forse dobbiamo chiedere se ci sono delle “tensioni sociali” agli imprenditori ed agli artigiani a cui la Riserva ha fatto delle attestazioni attraverso i quali hanno ricevuto contributi, e ampliato le loro attrezzature!.
E queste attestazioni e questa attività di promozione del territorio le hanno fatte da soli gli Assessori o il Sindaco o i Consiglieri? O forse, meglio, sono state fatte da un intera struttura con il supporto dell’amministrazione?
Vogliamo parlare poi di tutti i contributi che hanno preso le associazioni attraverso la Riserva Naturale?
E forse questo non significa sviluppo socio-culturale o socio-economico della comunità?
E se ci fosse tutta questa voglia di repressione, diciassettemila persone a Monterano ci sarebbero venute? Mica sarà colpa anche qui della dirigenza della Riserva se a Canale queste diciassettemila persone non lasciano neanche cinque euro!
Vi ricordo che chi viene a strillare è chi ha preso la multa o non ha rispettato le regole: non verrà mai a strillare, ad esempio, Anchise, tua figlia, quando andrà a spasso per il parco, con i tuoi nipoti, quando troverà un parco bellissimo. “

Giannini:

“ se ce ne avrà ancora la possibilità!”

Ceci:

“E ti assicuro che ce l’avrà questa possibilità, e noi sorveglieremo e vigileremo perché ci sia ancora, oltrechè sul lavoro di chi deve lavorare.
Io dico che a Canale sono molti i cittadini, le associazioni, le cooperative che lavorano e hanno lavorato attraverso la Riserva Naturale.
E quando si parla di programmazione e di indirizzi di gestione, questa non è la politica della Riserva, è la politica del Comune, è la politica dell’Amministrazione Comunale, che deve mettersi a tavolino con i cittadini e le associazioni, recepire le loro esigenze e dare loro degli indirizzi.
Se c’è un malessere, questo è dovuto alla cattiva informazione. Se su trenta persone cinque canalesi hanno preso la multa, è questo il malessere?”

Giannini:

continua a non essere capito questo malessere. Allora vuol dire che non hai seguito l’intervento di Vilma Piccioni.

Ceci:

l’ho seguito attentamente, e proprio perché l’ho seguito attentamente ritengo che così si sta svilendo il lavoro e l’impegno di anni svolto dagli amministratori, seppur con i loro limiti (d’altronde la gente ci ha votati per creare una struttura, mica per diventare manager di “marketing territoriale”!).
Forse la cosa che dobbiamo capire è che la Riserva debba ricevere gli indirizzi dall’Amministrazione Comunale.
Io personalmente ho sempre lavorato bene con la Riserva, e quando talvolta su certe cose non eravamo d’accordo, abbiamo sempre trovato una soluzione attraverso la mediazione.
A noi la gente di Canale ci ha votato per portare sviluppo, per trovare soluzioni, e soprattutto per mantenere una comunità serena. E la serenità si trova parlando, dialogando, senza arroccarsi sulle proprie posizioni. E siccome gli amministratori sono un po’ come dei “pater familias” ed un po’ come dei padri, se tu hai un figlio un po’ scapestrato, non è che lo cacci via (ammesso e non concesso che qualcuno qui sia un po’ scapestrato). E non permetti di arrivare in Consiglio Comunale ad alimentare vere (queste sì) tensioni sociali su un argomento di così fondamentale importanza. E se ci sono delle regole che il Direttore della Riserva è tenuto a seguire, anche i prossimi centocinquanta Direttori della Riserva che verranno saranno tenuti a seguirle. E dico che se è vero che ci sono stati degli atteggiamenti così riprovevoli, mi chiedo perché non ci sono stati dei richiami scritti e delle note scritte.

Giannini:

ringrazio Giuseppina per avermi dato l’occasione di una domanda che potevo già richiedere nel mio precedente intervento. Perché, in alcuni casi, a fronte di queste evidenze, questi richiami non sono mai stati fatti?

Ceci:
mi chiedo, poi, Consigliere Vittorini, che ti ho stimato e dato la mia solidarietà in tante circostanze, come una persona della tua capacità ed esperienza, possa essersi fatto strumentalizzare in questa storia.

Vittorini:
è vero, inizialmente pensavo di essere stato strumentalizzato. Ma dopo questa riunione, però, per quello che ho sentito, sono certo di non esserlo stato.

( Commento: Lo spettacolo e la farsa teatrale continua….).

Ceci:

la mia stima continua, ma continuo a credere che tu sia poco informato.
C’è una maggioranza silenziosa che non vuole questa mozione, e qui dentro vogliamo tutti bene a Canale, ma l’unica via per uscire da questa storia è avere delle regole certe, è il piano di assetto, è fare informazione, informazione vera, e non l’informazione che è stata dettata ed è dettata da certi canali.
Dico che ci vuole coraggio, il coraggio di fare scelte anche impopolari, ma che a lungo andare porteranno allo sviluppo di questa comunità, se fatto nel rispetto delle regole.
Ho apprezzato molto l’intervento del Consigliere Parise, che nonostante sia l’ultimo consigliere arrivato, ha dimostrato una notevole intelligenza, ed una conoscenza maggiore dei meccanismi della pubblica amministrazione di quella che afferma tanta gente di avere in materia di personale.

Piccioni Vilma:

io resto sorpresa, perché le difficoltà che stasera emergono in maniera così forte, non sono nate il 10 maggio, ma ben prima, almeno dall’anno 2002.
Ci sono aspetti delicati:
uno è il discorso della dicotomia che esiste, e di chi è il referente dell’Ente gestore: la figura del Sindaco in qualità di Presidente dell’Ente (ossia della figura che è il rappresentante legale dell’ente, che prende le ordinanze, prende le iniziative etc. etc.) e o quella dell’Assessore delegato.
Io ho sempre voluto sapere quali sono gli ambiti dell’Assessore della Riserva (ad esempio come erano definiti all’epoca in cui Alfredo Vittorini nel periodo che và dall’83 all’88 era consigliere delegato alla Riserva).
Voglio dire, in qualità di Assessore alla Riserva, potevo occuparmi di tutti gli aspetti della Riserva? Ad esempio, se la questione l’ avessi avuta in mano dalla a alla zeta, potevo provvedere a risolvere la definizione del piano di assetto?
Io questo problema l’ho fatto presente, in sedi ufficiali e pubbliche, in consigli di maggioranza, in assemblee pubbliche, ed addirittura in assemblee di partito quando non meno di un anno fa emersero questi aspetti. E a quell’ epoca dissi, data la mia testardaggine, la testardaggine dei canalesi, di aspettare, dato che la struttura era giovane e che doveva crescere, e che ci si doveva abituare alle regole ed ai regolamenti.
Io sono un dipendente della pubblica amministrazione, della pubblica istruzione. Ma non può pensare un dipendente, fosse anche il professore più anziano, di far uscire un documento a firma della scuola, se il documento non è stato sottoscritto, firmato e deciso dalla direzione dell’istituto. Non esiste da nessuna parte.
E questa regola (sarà stato per prassi, o per consuetudine), qui non è stata mai rispettata.
Quando c’erano dei contrasti, ci sono stati tanti tentativi di mediazione, mille volte sono state tese le mani, e questi fatti sono stati sempre rappresentati al Sindaco.
Però non ti puoi trovare sul tavolo delibere di una certa delicatezza, in data 5 maggio, istruite da anni datate settembre 2004! E allora io mi chiedo: il Sindaco ne era a conoscenza? Perché se ne era a conoscenza, nessun problema. Io Sindaco, in qualità di rappresentante legale dell’Ente, ne ero a conoscenza ed allora me ne occupo io; tu Assessore occupati di altre cose. Altrimenti non posso pensare che è stata una svista.

Segretario Comunale:

al fine di evitare che si dicano cose non particolarmente esatte o eventuali fraintendimenti, in riferimento a quanto appena esposto dall’Assessore Vilma Piccioni, ed in qualità di sovrintendente alla istruttoria dei provvedimenti, devo osservare dal punto di vista tecnico, ma inequivocabilmente, che contrariamente a quanto si potrebbe capire da quanto detto (che una delibera si voleva far adottare in data anteriore alla sua discussione), che alcuna delibera della Riserva Naturale in quella data è stata sottoposta all’ordine del giorno della Giunta Comunale, per la sua discussione e votazione. Per dovuta chiarezza.

Piccioni Vilma :

in questo confermo, questa deliberazione che mi ha dato il Direttore sul tavolo della Giunta non c’era, ce l’ho portata io. Ritengo di aver espletato tutti i miei doveri in qualità di Assessore delegato, e che pazientemente ho sopportato tutta questa situazione, e per tale motivo di certo non sono io che devo rimettere la mia delega. Se qualcuno me la vuole togliere, che sia lui che me la tolga.

( Commento: Quindi non si capisce dove sia tutto lo scandalo, dove siano i trabocchetti paventati dall’Assessore Vilma Piccioni ne’ quali siano le colpe del Direttore della Riserva Dr. Mantero o quelle del Sindaco.
Cerchiamo di far ordine per rendere più comprensibile gli avvenimenti, relativi a questa delibera, a chi non era presente al Consiglio Comunale.
L’Assessore alla Riserva Naturale Vilma Piccioni, si sente defraudata del suo potere perché qualcuno ha portato in Giunta una delibera da adottare ( cosa non vera: era inserita solo tra i punti da discutere ).
L’Assessore avrebbe dovuto ben conoscere gli affari relativi al suo ambito di competenza.
L’Assessore, che un attimo prima aveva gridato e invocato il delitto di ”lesa maestà” nei suoi confronti da parte del Direttore della RN e dal Sindaco, un attimo dopo, dice che è stata lei stessa a portare in Giunta quella Delibera.
Se è vero il punto 3 noi modesti osservatori non ci capiamo più nulla. Ma forse questo era uno dei soliti pretesti, inesistenti, per gettare fango, al fine di ottenerne l’epurazione su chi non si è allineato ai nuovi voleri?


Parise:
la mia proposta, non è frutto di un atteggiamento pleonastico, come è stato definito, ma caso mai razionale e moderato. Attenzione, questa mozione non riguarda aspetti tecnici o gestionali della Riserva. In verità ho ben capito che qui siamo di fronte ad una brillante operazione politica preparata prima ed al di fuori di qui, volta a scaricare alla Direzione della Riserva le proprie responsabilità. Nella mia esperienza aziendale ( e nel 2005 i Comuni sono delle Aziende), non si può scrivere di rimuovere e allontanare i dirigenti, se non si sappia con certezza chi abbia la responsabilità legale, giuridica e morale, ed in questo caso politica dell’andamento dell’azienda. A mio giudizio invece, i Dirigenti della Riserva che io individuo come corresponsabili della vicenda, sono tre: il Sindaco, in qualità di Presidente dell’Ente, il ViceSindaco, per la sua responsabilità morale, e l’Assessore delegato, per la sua responsabilità operativa.
Il Sindaco và rimosso, in qualità di rappresentante legale e giuridico dell’ente, il ViceSindaco và rimosso, in quanto responsabile morale, e l’Assessore Delegato, che afferma di non essere stato in condizione di operare, va rimosso, in quanto responsabile praticamente di non aver saputo gestire questa situazione.
Tanto per chiarire, nella mia esperienza di Presidente di una squadra locale di calcio, ricordo che alcuni giocatori, tra i più bravi e rappresentativi, mi chiesero di rimuovere l’allenatore. Mi opposi fermamente, i calciatori uscirono fuori dalla squadra, la medesima retrocesse, ma il Presidente si assunse tutte le responsabilità della vicenda.

Giannini:

ma noi non vogliamo retrocedere.

Parise:

preciso che chi parla non è una persona legata da particolari rapporti di simpatia con i dipendenti della Riserva. Io sono uno di quei tre, tra cui il compianto Pietro Scipioni, che hanno inscenato una azione di protesta, vestendosi da indiani, per dire: il cittadino canalese, nel suo territorio è come un indiano nella Riserva.
Sono favorevole all’approvazione della mozione, esclusivamente a condizione che si chieda di rimuovere coloro che ritengo corresponsabili della situazione: il Sindaco, il ViceSindaco, e l’Assessore Delegato alla Riserva Naturale.
Sindaco, condivido tutto quello da te detto, fuorché la sostanza.

Giannini:

voglio ricordare al Consigliere Parise, che se avessimo voluto architettare una operazione esclusivamente politica, si sarebbe potuto presentare tranquillamente un altro tipo di mozione, ad esempio una mozione volta ad ottenere la sfiducia del Sindaco. Questo, responsabilmente, non lo abbiamo fatto. Ritengo pertanto che la convinzione del Consigliere Parise sia esclusivamente e strettamente personale, mentre sono dell’opinione invece che la situazione sia stata ben rappresentata dall’Assessore Vilma Piccioni, che in prima persona è ed è stata consapevole, con sofferenza, di tutto quello che è emerso in questa riunione.

SINDACO MARCELLO PICCIONI:

dalla discussione è emerso che l’argomento è assai sentito. Io dico che per la Riserva è stato fatto tanto, grazie al lavoro ed all’opera di molte persone.
Tanto lavoro però delle volte costa, e costa assai caro. Ma non si può però vanificare in questa maniera tutto quello che è stato prodotto.
In merito all’argomento del SIC, tengo a precisare che così come stasera è stato descritto, si pone un falso problema. Questo SIC nel merito è stato solo prospettato, non è mai stato affrontato compiutamente. Non sappiamo esattamente neanche cosa è, ed al proposito sono state dette tante fandonie, in varie sedi e da diverse fonti di comunicazione, anche su Internet.
Rispetto ai confini della Riserva, siamo pronti a dare la massima disponibilità per qualche aggiustamento per venire incontro alle esigenze ed alle istanze delle associazioni e delle istituzioni locali. Non ho nulla da eccepire per la parte della mozione che parla dell’incentivazione dello sviluppo economico.
Non è però possibile imputare questo presunto malfunzionamento esclusivamente alla struttura della Riserva (a tal proposito mi viene in mente l’opera meritevole fatta dalla struttura assai recentemente nella organizzazione e nelle procedure di affidamento del Centro Visite).
Tengo a precisare che una rimozione di dipendenti non può non coinvolgere l’intera Amministrazione. Ed allora dico che è evidente che nella mozione vi sia una certa strumentalizzazione, o quantomeno una provocazione, una sorta di sasso gettato nello stagno.
Per questi motivi propongo il seguente emendamento alla mozione:
“Proposta del Sindaco:
Il Sindaco, in risposta alle richieste presentate dai consiglieri Magagnini e Vittorini, al fine di superare le difficoltà emerse nella gestione della Riserva, e cercando di mediare le posizioni dei gruppi consiliari, propone:


-Che questo Consiglio si impegni, attraverso le Commissioni Consiliari, a dotarsi degli strumenti normativi previsti dalla legge istitutiva, o a modificare quelli esistenti, nel rispetto di quanto sancito dalla legge istitutiva stessa e dalle norme giuridiche in materia vigenti in materia di aree protette, al fine di garantire le attività produttive che è possibile esercitare all’interno dell’area protetta, quali l’attività agricola e quella zootecnica, con particolare riguardo per ciò che concerne i prodotti tipici ed il biologico;
-Che attraverso gli strumenti normativi venga tutelata l’attività della locale Università Agraria proprietaria di gran parte dell’area protetta, al fine di garantire il diritto di uso civico agli utenti;
-Che venga tenuto in conto l’esigenza delle associazioni faunistiche locali che necessitano di attraversare l’area protetta per recarsi nelle zone ove è consentito l’esercizio delle loro attività. A riguardo si potrà valutare la possibilità di modificare la nuova perimetrazione dell’area proposta dal piano di assetto;
-Che la Giunta si impegni, come peraltro già deciso, nel valutare l’allargamento del SIC, a condividere, con chi ne abbia interessi legittimi, le proprie decisioni, in merito anche alla regolamentazione dei SIC medesimi.
Il Sindaco si impegna, infine nella sua veste di Presidente dell’ Ente Gestore, con la collaborazione dell’Assessore a cui è stata concessa delega in materia, di riportare nell’ambito istituzionale il rapporto tra i dipendenti della riserva e l’ Ente Gestore, al fine di evitare conflitti di competenza che generano incomprensioni e danneggiano l’immagine dell’’ amministrazione e della nostra comunità.”.

VITTORINI:

ritengo che questo emendamento non sia accoglibile, in quanto non trattasi propriamente di emendamento, ma di altra mozione o altro documento che modifica interamente il contenuto della mozione presentata, e quindi non sottoponibile a votazione per quanto da emendare. Ne chiedo spiegazione al Segretario Comunale, ben comprendendo il suo imbarazzo.

MANLIO PICCIONI:

anche la mozione presentata dai consiglieri Vittorini e Magagnini, non è sottoponibile a votazione, ma neanche a discussione, trattandosi più che altro di una interrogazione, in quanto riguarda materie estranee alla competenza del consiglio.

VITTORINI:
Queste osservazioni non si possono condividere, evidenziano una mancata conoscenza di norme e regolamenti.

SEGRETARIO COMUNALE:

la proposta del Sindaco può ritenersi un emendamento, e come unico emendamento, nel limite in cui assorbe interamente il contenuto del documento presentato per la discussione.

MANLIO PICCIONI:

documento motivato su materia di competenza consiliare, sottoscritto da uno o più consiglieri voglio dar lettura dell’art. 52 del Regolamento Consiliare: “la mozione consiste in un e volto a promuovere una deliberazione del Consiglio su un determinato argomento ……..” .

VITTORINI:

trovo esagerato l’atteggiamento del Consigliere Parise, che io definirei buonista. In ogni caso non aggiunge nulla, è pleonastico. Qui abbiamo appreso tante cose indiscutibili. Il mio gruppo si auspica di trovare la maggioranza che voti la nostra proposta, perché nostra è la proposta, e noi non siamo i “compari di nessuno”.

( Commento: alla faccia della verità…L’Ineffabile Vittorini la mozione non l’ha neanche guardata. Si è limitato a correggere la parola “ dipendenti” con quella “ dirigenti”. La calligrafia è sicuramente la sua. Peccato che si è perso la cena al Casaletto. Quindi il “comparaggio” con gli altri sei è ancor più evidente).

SINDACO MARCELLO PICCIONI:

in alternativa alla mia proposta già presentata, propongo questo emendamento, che modifica gli ultimi quattro punti della mozione presentata dai Consiglieri Vittorini e Magagnini:

“Che la Giunta si impegni, come peraltro già deciso, nel valutare l’allargamento del SIC, a condividere, con chi ne abbia interessi legittimi, le proprie decisioni, in merito anche alla regolamentazione dei SIC medesimi.
Il Sindaco si impegna, infine nella sua veste di Presidente dell’ Ente Gestore, con la collaborazione dell’Assessore a cui è stata concessa delega in materia, di riportare nell’ambito istituzionale il rapporto tra i dipendenti della riserva e l’ Ente Gestore, al fine di evitare conflitti di competenza che generano incomprensioni e danneggiano l’immagine dell’amministrazione e della nostra comunità.”

Si procede a votazione dell’ emendamento presentato dal Consigliere Parise, e sottoscritto dai Consiglieri Eugenio Parise e Giuseppina Bettarelli:
Voti favorevoli n. 1 (Parise Eugenio), contrari n. 10

Si procede a votazione dell’ emendamento definitivo presentato dal Sindaco Marcello Piccioni:
Voti favorevoli n. 3 (Sindaco Marcello Piccioni, Giuseppina Ceci, Manlio Piccioni), contrari n. 8.

Con voti favorevoli n. 7 (Magagnini, Vittorini, Bugliazzini, Giannini, Marani, Piccioni Vilma, Trifelli), contrari n. 3 ( Sindaco Marcello Piccioni, Giuseppina Ceci, Manlio Domenico Piccioni), astenuti n. 1 (Parise) sul documento avente ad oggetto “Mozione Consiliare” presentato in data in data 10 maggio 2005 dai consiglieri comunali Vittorini e Magagnini;“


IL CONSIGLIO COMUNALE


APPROVA

MOZIONE CONSILIARE

- che venga scongiurata l’ipotesi di allargamento e di nuova istituzione di SIC per evitare l’introduzione di nuovi vincoli che penalizzino ulteriormente la nostra popolazione;

- che vengano rivisti gli attuali confini della Riserva Naturale in modo tale che con piccoli aggiustamenti si possano soddisfare le richieste modeste delle associazioni faunistiche locali, in attesa ormai da alcuni anni di risposte certe alle loro legittime richieste;

- che venga incentivata e incoraggiata, attraverso l’approvazione di regolamenti specifici, l’attività agricola e zootecnica all’interno della Riserva, in particolare per ciò che riguarda i prodotti tipici;

- che venga tutelata l’attività amministrativa della locale Università Agraria all’interno della Riserva, proprietaria della maggior parte del territorio e preposta a garantire il diritto di uso civico dei propri utenti, ostacolato spesso dagli uffici della Riserva;

- che vengano rimossi, sostituiti e trasferiti, mettendoli a disposizione dei competenti uffici regionali , gli attuali dirigenti dell’ufficio di Direzione e degli Uffici Amministrativi della Riserva Naturale, responsabili in questi ultimi anni di:

-aver alimentato forti tensioni sociali con la cittadinanza;

- di aver frenato e ostacolato quello sviluppo compatibile, promesso al momento della istituzione della Legge, e tanto atteso dalla popolazione;

- di aver ostacolato con atteggiamenti che spesso prevaricano le loro competenze istituzionali, iniziative del Comune e anche della locale Università Agraria, mirate alla ricerca e al tentativo di far decollare lo sviluppo atteso e scongelare una situazione che ormai da anni è limitata alla sola attività di guardiania.”.



 

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