Resoconto del Consiglio Comunale del 17 giugno 2005
Tra i punti all’ordine del giorno il più atteso da tutti, ovviamente, era quello
della cosiddetta “mozione”, presentata dai consiglieri Comunale DS di minoranza
Vittorini e Magagnini. Esordisce il Sindaco affermando che è volontà del
Consiglio Comunale di portare alla discussione dell’Assemblea la mozione di cui
sopra. Infatti tale documento, seguendo alla lettera il Regolamento del
Consiglio Comunale di Canale Monterano, poteva anche non essere sottoposto alla
discussione dell’Assemblea in quanto, formalmente era non una mozione ma una
semplice interrogazione. Tuttavia, per volontà precisa e determinata dei DS di
maggioranza, si è convenuto di metterlo all’ordine del giorno e di procedere
anche alla votazione.
( Commento: In pre-consiglio il gruppo DS di maggioranza ha preteso che tale
documento fosse messo ai voti, non curandosi del fatto che i collegi Consiglieri
Comunali della Margherita non lo avrebbero votato: perché tanta protervia?
Perché, visto il movimento popolare, vista la raccolta di oltre 1100 firme,
visto le veementi rimostranze di CGL-CISL-UIL, della società civile contro tale
mozione, i DS hanno preferito perseverare in questa direzione? )
Continua il Sindaco dicendo che la discussione in oggetto non deve essere un
processo sommario agli operatori della Riserva Naturale ai quali, del resto la
Giunta Comunale, all’unanimità, in data 30 maggio 2005, ha espresso solidarietà
e confermato la fiducia.
( Commento: Il verbale di tale assemblea è stato redatto fedelmente dal G. P.
Gasponi Marco, su richiesta della Giunta stessa e comunque è un documento
pubblico. Forse lo sanno tutti, ma vale la pena ricordare che il personale della
Riserva Naturale, giuridicamente e amministrativamente dipende dalla Regione
Lazio. Il Comune di Canale Monterano, in quanto Ente Gestore della Riserva
Naturale, lo utilizza ai fini istituzionali secondo quanto previsto dalle leggi
vigenti in materia. )
Il Sindaco da quindi lettura della “mozione”:
I sottoscritti consiglieri comunali chiedono al Sindaco di Canale Monterano:
- che venga scongiurata l’ipotesi di allargamento e di nuova istituzione di SIC
per evitare l’introduzione di nuovi vincoli che penalizzino ulteriormente la
nostra popolazione;
- che vengano rivisti gli attuali confini della Riserva Naturale in modo tale
che con piccoli aggiustamenti si possano soddisfare le richieste modeste delle
associazioni faunistiche locali, in attesa ormai da alcuni anni di risposte
certe alle loro legittime richieste;
- che venga incentivata e incoraggiata, attraverso l’approvazione di regolamenti
specifici, l’attività agricola e zootecnica all’interno della Riserva, in
particolare per ciò che riguarda i prodotti tipici;
- che venga tutelata l’attività amministrativa della locale Università Agraria
all’interno della Riserva, proprietaria della maggior parte del territorio e
preposta a garantire il diritto di uso civico dei propri utenti,ostacolato
spesso dagli uffici della Riserva;
- che vengano rimossi, sostituiti e trasferiti, mettendoli a disposizione dei
competenti uffici regionali , gli attuali dirigenti ( il termine “dirigenti” è
stato aggiunto da ultimo dopo aver cancellato con un tratto di penna la parola”
dipendenti” ) dell’ufficio di Direzione e degli Uffici Amministrativi della
Riserva Naturale, responsabili in questi ultimi anni di:
-aver alimentato forti tensioni sociali con la cittadinanza;
- di aver frenato e ostacolato quello sviluppo compatibile, promesso al momento
della istituzione della Legge, e tanto atteso dalla popolazione;
- di aver ostacolato con atteggiamenti che spesso prevaricano le loro competenze
istituzionali, iniziative del Comune e anche della locale Università Agraria,
mirate alla ricerca e al tentativo di far decollare lo sviluppo atteso e
scongelare una situazione che ormai da anni è limitata alla sola attività di
guardiania.”.
( Commento: I SIC, acronimo di Siti di Interesse Comunitario, sono stati
istituiti d’ufficio dalla Regione Lazio nel 1994 e nel 1997, sulla base di studi
effettuati da Università Italiane, in base anche a precisi obblighi assunti dal
Governo italiano verso l’Unione Economica Europea, senza minimamente sentire il
parere delle Amministrazioni Comunali dell’epoca. I SIC, semplificando molto,
non furono mai contestati da nessuno, ne’ dai cacciatori, che vengono tirati in
ballo quando servono, per poi prenderli a calci in culo quando non servono più,
ne’ dai partiti di opposizione, ne’ dagli “antiriserva”.
Comunque, i SIC non furono mai contestai dalle Amministrazioni Comunali di
quegli anni anche perché si comprese, da subito e con lungimiranza, che una
volta terminati i finanziamenti DOCUP ( con i quali sono stati effettuati lavori
pubblici per diversi miliardi di lire a Canale Monterano ) questo sarebbe stato
l’unico canale di finanziamento, per il nostro territorio, proveniente dalla
Comunità Economica Europea. Quindi l’istituzione dei SIC, oltre a dare lustro a
chi ha finora gestito il territorio e ha saputo mantenerlo integro e
incontaminato a tal punto da suscitare l’interesse dell’Europa, è anche fonte di
potenziali finanziamenti, considerando inoltre che i siti individuati sono, anzi
erano, di scarso o scarsissimo interesse economico per i cittadini di Canale
Monterano e per la locale Università Agraria. Ricordiamo anche che le zone
individuate sono gravate, non da ieri sera, da vincoli di ogni tipo posti dal
Comune, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dal Governo Italiano,
Autorità di Bacino e chi più ne ha più ne metta. Ricordiamo anche che, giusto in
questi mesi, il Comune di Canale Monterano sta spendendo i primi 340.000 €
ottenuti grazie ai SIC, per la realizzazione della strada che va dalla Cascata
della Diosilla al Ponte sul Fiume Mignone – scusate se è poco - .
Però crediamo che sia necessaria una breve premessa per capire perché solo ora
si parla di SIC.
I SIC debbono essere normati da un preciso regolamento che viene approvato dalla
Giunta Comunale e poi dal Consiglio del Comune che li ospita. Così anche il
Comune di Canale Monterano – Ente Gestore della Riserva Naturale – si attrezzò
per questo scopo e incaricò una società per condurre a termine gli studi
propedeutici alla stesura di questo Regolamento. ( Per inciso, i SIC nulla hanno
a che fare con la Riserva Naturale Monterano. Infatti, ad esempio, anche il
Fiume Lenta è un SIC, pur essendo al di fuori della perimetrazione della Riserva
Naturale. Anche la Mola di Oriolo è un SIC ).
Detta Società terminò il lavoro il 30 settembre 2004 e soltanto sette mesi dopo
fu portato all’attenzione della Giunta ( Attenzione ! : non doveva essere
esaminato e votato in quella occasione, ma semplicemente fu inserito negli
argomenti che si sarebbero dovuti discutere per essere poi votati in una
successiva seduta ). Ma il Sindaco, vista l’ora e vista anche la complessità
dell’argomento, anche perché uno dei SIC riguardava anche la cosiddetta strada
di Ponte Antico, decise di soprassedere.
Tuttavia dopo tre giorni ( ricordiamo, per chi non lo sapesse, che gli argomenti
trattati in Giunta, fino alla votazione e alla pubblicazione sono, di norma,
strettamente riservati ) fu tenuta una riunione nelle sede dell’Università
Agraria di Canale Monterano tra esponenti dello stesso Ente, il Consigliere di
Maggioranza dell’Amministrazione Comunale geom. Anchise Giannini, il Consigliere
di minoranza Nello Magagnini, alcuni cacciatori e l’Avvocato Giammarioli, noto
legale del Foro di Roma, professionista di fiducia di una nota famiglia di
imprenditori nonché del Sig. Giovanni Granatelli, rappresentante legale della
ECOAM ( cioè la Società che voleva realizzare la discarica alla Mercareccia ). I
punti all’ordine del giorno erano soltanto i SIC e il loro allargamento,
sventato, a detta di qualcuno dei presenti, millantando un credito assolutamente
inesistente, dall’opposizione veemente degli Assessori DS. Sulla celerità e
sulla tempestività di convocazione di questa riunione ci sarebbe qualcosa da
sottolineare come, ad esempio, chi ha avvertito questi signori che in Giunta si
stava discutendo dei SIC, violando le più comuni regole di riservatezza. Inoltre
la Giunta, per lo meno ufficialmente, non era affatto a conoscenza dei risultati
prodotti dalla società incaricata di studiare i SIC.
In sintesi l’argomento SIC fu preso a pretesto per confezionare o meglio per
proporre la famosa mozione.
Ma del resto la mozione, come poi si verrà a sapere, era già stata confezionata
non all’interno della sezione DS o di qualsiasi altro movimento politico. Il
luogo prescelto per progettare il “golpe” fu un anonimo casaletto dell’amena
campagna di Canale Monterano, come si dice, “con i piedi sotto al tavolino”. Ma
sopra ai piedi c’erano anche delle facce ben note ai cittadini di Canale
Monterano. Tanto note che si erano andati a nascondere per non farsi vedere
dagli elettori e dagli altri iscritti alla locale sezione DS, all’oscuro, del
resto, di questi maneggi e anche di altre situazioni. Erano i Consiglieri
Comunali DS di maggioranza, più il Consigliere di Minoranza Magagnini, più un
noto parlamentare DS che, eletto dal Centro Sinistra, avrebbe dovuto garantire,
equamente, tutte le forze dell’Ulivo, più il proprietario del celebre Casaletto,
più qualche altro portaborse.
Ma, ritornando al Consiglio Comunale, dopo il Sindaco prende la parola Vittorini,
che illustrando la “mozione” dice: “ ……. Il Sindaco, lui sì, notoriamente poco
formale e molto tollerante, un vero amico che non dice mai di no, specie agli
amici…. …vincoli che impediscono le costruzioni, anche di fienili, all’interno
dell’area protetta….. i dipendenti della Riserva Naturale possono essere rimossi
tranquillamente dall’Amministrazione Comunale , come del resto fu fatto con la
Segretaria Comunale senza troppi problemi…”
( Commento: Vittorini, primo firmatario e correttore della mozione; il secondo
firmatario, Magagnini, caloroso difensore dei diritti degli “antiriserva” e un
po’ meno di quelli dei lavoratori – mica male per uno che si professa di
sinistra ! – non proferirà parola alcuna durante tutto il Consiglio Comunale.
Soprassedendo su alcune affermazioni infamanti la dignità del Sindaco, che
andrebbero trattate in ben altra sede, vorremmo ricordare o far conoscere a chi
da poco tempo abita nel nostro comune che il Dr. Alfredo Vittorini, è la stessa
persona che, all’epoca della istituzione della Riserva Naturale era Consigliere
Comunale con delega dell’allora Sindaco Mario D’Aiuto alla gestione dell’area
protetta e che il suo completo disinteresse alle problematiche derivanti dal suo
incarico, ha impedito di dotare l’Ente Gestore degli strumenti normativi
necessari per una corretta e proficua gestione dell’area. In altre parole la
Riserva Naturale, seguendo la legge istitutiva, avrebbe dovuto dotarsi di un
proprio Piano di Assetto entro il primo anno dalla sua istituzione. Se ciò non è
stato fatto la responsabilità è soprattutto di chi non è stato capace, in cinque
anni, dal 1988 al 1993 a dotarsi di questo strumento, fonte, oggi, di polemiche
strumentali e assolutamente non disinteressate da parte di chi non fece il
proprio dovere.
La Segretaria Comunale, poi, ma questo Vittorini ben lo sa, non fu rimossa dal
suo incarico Semplicemente non fu riconfermata in quanto la legge consente al
Sindaco e alla Giunta Comunale di scegliersi un Segretario Comunale di proprio
gradimento.
Inoltre giova ancora ricordare che i dirigenti o i dipendenti delle aree
protette non sono dipendenti comunali ma sono inquadrati nel Ruolo Unico
Regionale. Il dr. Vittorini dovrebbe essersi perduto qualche passaggio
legislativo avvenuto negli ulti anni ).
Poi l’ineffabile dr. Vittorini, non lesina critiche a chi nel 1988 si oppose
alla legge istitutiva della Riserva Naturale, ammirandone, però, la correttezza
in quanto la petizione fu riservata ai soli residenti.
( Commento: Qui inizia la polemica contro i giornali locali rei di aver lanciato
nel web una raccolta di firme destinata a salvare la Riserva Naturale.
L’ineffabile Consigliere Comunale non si rende conto che la nostra Riserva
Naturale è conosciuta e apprezzata in ogni parte d’Italia.
E’ vero, infine, che negli anni ’80 la locale Sezione dell’allora Democrazia
Cristiana fece fuoco e fiamme contro questa legge, dimostrando, fina da quei
tempi, l’inadeguatezza. Ma lo strano è che oggi sono proprio quelli che allora
furono contrari a difendere la Riserva Naturale, mentre alcuni di coloro, pochi
per la verità, che si batterono per l’istituzione dell’area protetta, oggi sono
i principali denigratori ).
Quindi com’era prevedibile si lancia contro ManzianaLab , si gestito da persone
di sinistra, reo di aver preso le difese dell’Area Protetta ( differenza di
quanto non hanno fatto loro )e dei dipendenti “incriminati”.
( Commento : A questo punto il Consiglio Comunale prende una via ben diversa da
quello che era negli intenti degli autori della “mozione”: sarà soltanto
un’inutile difesa nei confronti della realtà dei fatti prospettata, senza peli
sulla lingua, dal sito internet di Manziana. Si spenderanno fiumi di parole a
cercare di dimostrare, invano, con logorroica eloquenza, da parte della
sinistra, o meglio, di certa sinistra “ consigliare” di essere nel giusto nei
confronti della posizione presa e da prendere in Consiglio Comunale che
cancellerà, di colpo, più di un secolo di lotte sindacali. Ma crediamo che molti
che si professano di sinistra, e lo sono veramente, dopo le parole di costoro,
stenteranno a riconoscersi nelle parole e nei pensieri espressi da chi li
rappresentava nel Consiglio Comunale di Canale Monterano.
Ma non finisce qui. L’ ineffabile dr. Vittorini non si limita a censurare i
dipendenti della Riserva Naturale. Bacchetta, come un maestrino tratto da un
libro ottocentesco, anche i dipendenti comunali che si sono permessi di
sottoscrivere un documento a favore dei loro colleghi della Riserva: “…..una
vera caduta di stile, poi, se corrispondesse al vero, il fatto che il Sindaco si
sarebbe attivato personalmente a far firmare, anche ai dipendenti comunali suoi
subordinati, la petizione a lui, a noi diretta, messa in rete da Manziana. Nel
caso ciò fosse vero e ne condividesse la forma e la sostanza lo invitiamo a
darne pubblica spiegazione…”
( Commento: Il Consigliere Vittorini dovrebbe sapere che il Sindaco di Canale
Monterano non ha “subordinati”. Ha, semmai, dei collaboratori. Ma questo
pensiero, unito anche al palese comportamento antisindacale del Dr. Vittorini,
uomo della sinistra ( Quale sinistra Dio solo lo sa. A noi non sembra affatto di
sinistra. ) ci lascia sempre più perplessi e sconcertati. Il Sindaco non ha
avuto bisogno di sollecitare niente a nessuno. I principali oppositori della
linea della “sinistra consigliare” sono proprio gente di sinistra e non amici o
“ subordinati” del Sindaco che non si riconoscono più nelle azioni compiute da
costoro.
A proposito, poi, di “ cadute di stile”, vale la pena ricordare che esiste vasta
corrispondenza tra il Consigliere Vittorini e i Dipendenti del comune di Canale
Monterano.. Se di caduta di stile vogliamo parlare quella del dr. Vittorini è
ben messa nero su bianco. Ma più che di caduta di stile vorremmo parlare di
comportamento antisindacale che, per un uomo che si professa “ di sinistra” è
cosa ben più grave.
Ma i Dipendenti del Comune di Canale Monteranno, di fronte a questa ulteriore
intimidazione non si sono scoraggiati e hanno preso carta, penna e calamaio:
Al Consigliere Comunale
Alfredo Vittorini
Egregio Consigliere
Con molto stupore apprendiamo che, durante la seduta del Consiglio Comunale di
venerdì 17 giugno u.s. in un suo intervento ci ha chiamati in causa per
sottolineare al Sindaco che, in maniera coercitiva, avrebbe ottenuto le nostre
firme per manifestare solidarietà ai colleghi della Riserva Naturale.
Tale sua affermazione benché, come riteniamo, dettata unicamente da questioni
politiche in un momento così ambiguo e delicato per l’Amministrazione Comunale,
ci ha offeso, poiché, Egregio Consigliere, tutti noi abbiamo avuto molta stima
nei suoi confronti e ci siamo resi conto che da parte sua non vale lo stesso
giudizio.
Pensare che persone mediamente cinquantenni e mediamente con venticinque anni di
esperienza lavorativa dipendano, nei loro giudizi, dal padrone che ordina questo
o quel comportamento, è vergognoso.
Ribadiamo che nessuno ci ha obbligati a seguire quella linea di comportamento
che qualsiasi lavoratore avrebbe assunto nei confronti di colleghi vituperati
non si sa per quale motivo o, meglio, per motivi che magari lei conosce molto
meglio di noi e fanno parte di un sistema del quale noi non ci sentiamo
assolutamente parte. Il nostro ruolo è e rimane quello di adempiere alle
funzioni alle quali siamo addetti attenendoci a quanto previsto dal contratto
collettivo nazionale dei lavoratori ed avvalendoci di tutti quegli strumenti
sindacali che servono a tutelare i nostri interessi e, soprattutto, a
salvaguardare la nostra dignità di lavoratori.
Una considerazione conclusiva la facciamo anche in virtù della sua esperienza
politica e crediamo che lei, al nostro posto, avrebbe fatto la stessa cosa,
senza costrizioni dall’alto perché, Egregio Consigliere, le questioni di
coscienza vanno ben oltre le piccole beghe che regolano, ormai da troppo tempo,
la vostra attività amministrativa.
Tanto si doveva
I Dipendenti Comunali
Canale Monterano 21. 06.2005
Infine se la prende con il webmaster Andrea Sasso, ex guardiaparco, reo di aver
messo in rete un articolo che parla anche di abusi edilizi in Riserva ma parla
anche di tante altre cose che non sono di gradimento, evidentemente, dei “
compagni del Casaletto” comunque la lettera di Sasso, citata e ricitata, ma solo
in alcune parti , serve al consigliere a dimostrare che i Verdi, a Canale
Monterano, non contano niente e che l’Ass. Bonelli ha totalizzato soltanto tre
preferenze nelle ultime consultazioni regionali.
Il Sindaco ringrazia il consigliere Vittorini per il suo intervento e gli chiede
di essere più chiaro quando ha affermato che il Sindaco è molto tollerante con i
suoi amici. Ma l’Ineffabile fa finta di non capire.
( Commento: Il Consigliere Vittorini,usando abilmente il condizione e il
congiuntivo, lasciando sempre tutto nel vago e nell’indeciso, non è nuovo ad
affermazioni calunniose espresse verbalmente in Consiglio comunale. Più volte,
sia lui, sia il suo collega Magagnini hanno dovuto far rettificare i verbali
delle sedute consiliari.)
Prende poi la parola l’Assessore Manlio Piccioni che dice:
“ Non mi soffermo volutamente sull’aspetto tecnico del documento, mi interessa
di più il fatto politico, nei suoi vari aspetti. Evidenziare, ad esempio, la
sproporzione tra i problemi individuati e la soluzione del problema che si
propone, quella cioè di “rimuovere, sostituire e trasferire”, in un colpo solo,
i dipendenti della riserva. Di solito l’opposizione chiede la testa
dell’assessore delegato, o dell’intera giunta, cerca di avere un ritorno
politico dalle vicende amministrative, riconosco che la cosa sarebbe
sorprendente, se non conoscessi la genesi di questo documento. Il documento
scaturisce da una riunione tenutasi all’U.A. di Canale alla quale hanno
partecipato rappresentanti dei cacciatori, un avvocato che conosceremo meglio in
seguito, il cons. di minoranza Nello Magagnini che ormai è anche un po’ cons. di
maggioranza visto che da qualche mese è rientrato nella sezione dei D.S., alla
cui attività partecipa attivamente e che diciamo è molto addentrato nei fatti
del partito visto che il segretario politico è una persona che gli è molto cara;
il cons. di maggioranza Anchise Giannini che ormai è anche un po’ cons. di
minoranza visto che da qualche anno a questa parte è il paladino di tutti coloro
che ce l’hanno con la Riserva. Primo firmatario del documento è Alfredo
Vittorini, uomo di spicco della giunta D’Aiuto, giunta che nell’88 ha fortemente
voluto l’istituzione della Riserva, Alfredo Vittorini che quando parla di
mancato sviluppo, dovrebbe assumersi le sue responsabilità per avere, dall’88 al
93, nella sua veste di consigliere delegato alla Riserva, vanificato gli effetti
della legge stessa, restando inadempiente verso la realizzazione di tutti gli
strumenti normativi previsti dalla legge entro il suo primo anno di efficacia,
inadempienze delle quali ancora oggi paghiamo le conseguenze. E’ altresì
singolare che un altro consigliere che contesta lo sviluppo della Riserva sia
Anchise Giannini, dal 93 al 2001 assessore della giunta Stefani e attualmente
presidente della III^ commissione consiliare incaricata di proporre modifiche al
Piano d’assetto e all’annesso regolamento. Credo che se fosse vero tutto quello
che è scritto sul documento presentato, questi due signori dovrebbero
condividere una bella fetta di responsabilità. Detto questo credo sia evidente
che voler risolvere i problemi legati alla gestione della Riserva dimissionando
il direttore e i suoi collaboratori sia riduttivo, fuorviante e spero soltanto
provocatorio, perché ritengo, come ho più volte avuto modo di sostenere, che noi
amministratori, presenti e passati, dobbiamo farci carico di non avere
tempestivamente dotato la Riserva di quegli strumenti normativi che avrebbero
consentito all’ente gestore e agli operatori di lavorare con tranquillità.
Ricordo che questo Consiglio ha approvato il Piano d’assetto, che è stato
realizzato da un pool di tecnici; che il piano non è ancora in vigore per cui
gli operatori sono costretti ad applicare le norme più restrittive tra i vari
strumenti; che questa maggioranza è convenuta nel modificare il Piano d’assetto
e l’annesso regolamento al fine di eliminare o attenuare quelle distonie emerse
tra la norma sancita e la gestione pratica. E’ per questa ragione che la III^
commissione consiliare già citata, presieduta dal consigliere Giannini, della
quale anch’io faccio parte insieme ai consiglieri Trifelli, Magagnini, e della
quale faceva parte anche il consigliere Scipioni, purtroppo recentemente
scomparso, nell’anno 2003, iniziò i lavori, convocando il presidente
dell’associazione cacciatori e l’attuale presidente dell’U. A., allo scopo,
leggo testualmente dal verbale del 28.10.2003, “di acquisire tutte le
osservazioni e suggerimenti, dai vari enti e associazioni presenti sul
territorio ……nell’ipotesi di riadottare il Piano d’Assetto e il Regolamento di
Attuazione con le modifiche apportate da concordare”. I cacciatori presentarono
le loro proposte, mentre l’U.A. si impegnò a far pervenire alla commissione un
elenco di osservazioni nel più breve tempo possibile, dopo aver riunito il
consiglio dell’ente. Non è mai pervenuta alla commissione alcuna osservazione
dell’U.A.. I lavori della commissione sono fermi ormai da un anno perché il
sottoscritto non fu d’accordo nell’approvare un documento proposto dal
presidente Giannini, tratto da uno studio effettuato dall’avvocato che ho citato
in precedenza, dove si sosteneva essenzialmente che il nulla osta che verifica
la conformità tra la norma sancita e la richiesta di autorizzazione o
concessione relativa a interventi entro l’area protetta, dovesse essere
rilasciato dal dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune, in quanto Ente
Gestore, piuttosto che dal dirigente dell’Ufficio tecnico della riserva. In
questa mia presa di posizione fui confortato dal parere tecnico-giuridico del
Segretario Comunale e del Direttore della Riserva, che coinvolsi in maniera
formale in quanto dirigenti responsabili dei propri uffici e professionalmente
adeguati ad esprimersi in merito all’argomento trattato. Proposi inoltre, vista
l’importanza che il piano d’assetto riveste nell’economia gestionale dell’area
protetta, di istituire un tavolo di lavoro composto dai consiglieri di
maggioranza membri della commissione, dal presidente dell’Ente Gestore,
dall’Assessore Delegato, dall’urbanista che ha redatto il piano regolatore,
dall’arch. che ha realizzato il piano d’assetto, dal segretario comunale, dal
direttore della riserva, e dal responsabile dell’ufficio tecnico del comune. Il
gruppo di lavoro avrebbe dovuto valutare le modifiche da apportare al piano e al
regolamento e stilare una proposta da discutere e approvare in sede di
commissione consiliare. Credevo fosse una proposta capace di affrontare
compiutamente l’argomento e che garantisse soprattutto il Consiglio Comunale al
quale la commissione andava a proporre un documento da votare. Evidentemente i
miei colleghi di commissione si sentivano più garantiti dal parere
dell’avvocato, dal momento che tutti hanno respinto la mia proposta. E la
commissione è morta lì. Tutto ciò credo dimostri quale sia l’interesse, la
volontà, di risolvere i problemi e la capacità di assumersi le proprie
responsabilità di coloro i quali, imputano ora alla dirigenza della riserva
freni e ostacoli allo sviluppo, freni e ostacoli che loro stessi, nel corso di
questi due anni, erano stati chiamati a rimuovere. Ora, in verità, non credo che
gli autori del documento pensino veramente che una volta rimosso l’attuale
direttore della riserva, ne venga nominato un altro che, stante le attuali norme
di salvaguardia più restrittive, possa agire diversamente. Credo invece che
qualcuno, anzi più di qualcuno, si sia servito dei consiglieri di opposizione
firmatari della mozione, ovviamente complici, per mettere in discussione
l’attuale maggioranza nella quale non si riconosce più. E’ evidente che tutta la
vicenda pone un problema di ordine politico all’ interno della nostra
coalizione: se Nello Magagnini che ha contribuito recentemente alla formazione
della lista vincente all’U.A., in contrapposizione alla lista sostenuta dai D.
S., viene fatto rientrare nell’orbita dei D.S. e restando all’opposizione in
comune partecipa alle attività del partito insieme ai consiglieri che dovrebbero
essere suoi avversari, è normale che per noi della coalizione diventa un
problema politico; se nasce il gruppo consiliare D.S. senza preavviso e senza un
confronto all’interno della coalizione e viene nominato capogruppo Anchise
Giannini che partecipa a titolo personale alle riunioni per sfasciare la
maggioranza, vuol dire che alle riunioni non partecipa a titolo personale e
allora diventa un enorme problema politico; se l’assessore delegato alla
riserva, che secondo i canoni ortodossi della responsabilità
politico-amministrativa, dovrebbe essere il primo destinatario di tutte le
presunte deficienze attribuite alla gestione dell’area protetta, non sente il
bisogno di contestare immediatamente e formalmente il documento presentato
dall’opposizione, per difendere il suo operato e quello dei suoi collaboratori,
è un problema politico, soprattutto se poi aderisce, pur non essendo iscritta al
partito, al gruppo di Giannini. Allora, noi del gruppo originario di
maggioranza, che vogliamo fortemente che questa legislatura giunga al suo
termine naturale, che riteniamo un eventuale commissariamento del comune una
iattura che i nostri concittadini proprio non meriterebbero, mettiamo da parte i
problemi politici che ovviamente dovremo risolvere all’ interno della coalizione
e chiediamo ai nostri colleghi insieme ai quali ci siamo impegnati di fronte
agli elettori di Canale e Montevirginio per governare il paese e la riserva,
anzitutto di rinnovare la solidarietà che la giunta unanime ha espresso nei
confronti dei dipendenti della riserva nel recente incontro con le R.S.U.,
nonchè una presa di posizione contro il documento presentato da una parte della
minoranza e contro il tentativo di delegittimare i vertici della riserva stessa
e dell’ente gestore, a favore della revisione del piano d’assetto, al fine di
rendere le regole coerenti con le attività imprenditoriali, in maniera tale che
sia gli utenti, sia gli operatori preposti alla vigilanza possano agire
supportati da norme certe e comprensibili “.
Interviene nel dibattito il neo consigliere Eugenio Parise che così si esprime:
“… ritengo che questa mozione presenti due aspetti ben distinti e separati: la
prima parte affronta aspettative di sviluppo, mentre la seconda è relativa a
questioni di carattere gestionale. Quest’ultima assume, a mio giudizio, un
carattere di forte provocazione, in una materia nella quale il Consiglio
Comunale non è propriamente competente e non ritengo, pertanto, che si possa
accettare nei termini proposti. A tal proposito, allora, presento una proposta
di emendamento che riformula la mozione e che accorpa gli ultimi quattro punti
della medesima :
Mozione Consiliare
I sottoscritti consiglieri Comunali chiedono al Sindaco del Comune di Canale
Monterano:
Che sia scongiurata l’ipotesi d’allargamento e di nuova istituzione di SIC per
evitare l’introduzione di nuovi vincoli che penalizzano ulteriormente la nostra
popolazione.
Che siano rivisti gli attuali confini della Riserva Naturale in modo tale che
con piccoli aggiustamenti si possano soddisfare le richieste modeste delle
Associazioni faunistiche locali, in attesa ormai da alcuni anni di risposte
certe alle loro legittime richieste.
Che sia incentivata ed incoraggiata, attraverso l’approvazione di regolamenti
specifici, l’attività agricola e zootecnica all’interno della Riserva, in
particolare per ciò che riguarda i prodotti tipici.
Che sia tutelata l’attività amministrativa della locale Università Agraria
all’interno della Riserva essendo la stessa Università proprietaria della
maggior parte del territorio e preposta a garantire il diritto d’uso civico dei
propri utenti, ostacolato spesso dagli Uffici della Riserva.
Che gli attuali dirigenti dell’Ufficio di Direzione e degli Uffici
Amministrativi della Riserva Naturale si attengano strettamente a quanto
stabilito dai rispettivi compiti contrattuali e che preventivamente concordino
con il Presidente della Riserva ed il Consigliere Delegato che riferirà al
Presidente ogni iniziativa di carattere straordinario o che esuli dalle loro
competenze istituzionali.
Canale Monterano 10 05 2005
Giuseppina Bettarelli, Eugenio Parise”
Prende dunque la parola il consigliere Giannini Anchise che mette in luce i
limiti del piano d’Assetto e chiarisce che la sua partecipazione all’Assemblea
tenutasi nei locali dell’Università Agraria è stata a puro titolo personale e
che la sua posizione odierna non si discosta da quella tenuta in passato.
( Commento: Il Geometra Giannini Anchise da lungo tempo siede tra le file delle
varie maggioranze che si sono succedute all’interno dell’Amministrazione
Comunali dagli anni ’80 ad oggi, sempre con incarichi di primissimo piano.
Quindi questa sua avversione alla Riserva naturale non ha proprio radici
antichissime considerando anche il fatto che é stato uno di quelli che la
Riserva l’hanno voluta così come é.)
Riconosce, poi, sempre il Consigliere Giannini, che la Commissione Consiliare da
lui presieduta ha portato avanti incontri con le forze sociali, con i
cacciatori( “ quelli che erano definiti come i cattivi del paese” ) e poi con
l’Università Agraria.
( Commento: come al solito fa comodo fare un po’ di confusione, volutamente, tra
cacciatori e bracconieri. I cacciatori, come già detto sopra, vengono tirati in
ballo quando servono per poi essere presi a calci nel sedere quando non
occorrono più).
Continua il consigliere Giannini dicendo che i cacciatori hanno mostrato un
atteggiamento responsabile, manifestando l’esigenza di intervenire in due o tre
punti, neanche troppo sostanziali, ma importanti: L’esigenza di una normativa
più certa; la possibilità di riutilizzo della famosa strada di Ponte Antico (
qui i cacciatori tornano ad essere molto utili ! ), a loro negata da una serie
di ordinanze e di att. Il sindaco della precedente amministrazione per esigenze
cautelative e per il pericolo di frane ect etc. ha fatto un ordinanza di
chiusura. Successivamente a quell’ordinanza non sono stati predisposti i
conseguenti interventi di eliminazione o rimozione del pericolo.
( Commento: La riapertura della Strada di Ponte Antico sarebbe costata alla
collettività svariati miliardi di lire e non fu mai presa in considerazione
dalla passata Amministrazione Comunale – il Geometra Giannini era Assessore ai
Lavori Pubblici- perché non interessava ad alcuno, tanto è vero che non sono mai
pervenute richieste in tal senso ne’ dai cacciatori ne’, tanto meno,
dall’Università Agraria, ne’ dai vecchi proprietari della tenuta delle Crete di
Vejano che pure abitavano a Montevirginio.
Solo in questi ultimi mesi qualcuno ha mostrato interesse alla riapertura della
pista forestale e ovviamente solo in questi ultimi mesi Giannini si è fatto
paladino di questi interessi coinvolgendo nella vicenda, tanto per dare un
carattere sociale alla sua azione, ancora una volta i cacciatori.
Anche l’Università Agraria di Canale Monterano ha dimostrato un interesse
alquanto spinto per la pista forestale in questione. Anzi ha stabilito un
accordo di ferro con i nuovi proprietari della Tenuta delle Crete di Vejano per
far ripristinare tale pista forestale a spese dei medesimi proprietari.
Vale la pena, forse, ancora sottolineare che la chiusura della pista forestale
di Ponte Antico è stata decisa dalla giunta Comunale di cui il geometra Giannini
faceva parte come Assessore ai Lavori pubblici e che magari poteva interessarsi
per reperire, se tanto gli stava a cuore questo problema, i fondi necessari per
gli interventi di cui sopra finalizzati alla riapertura della strada. Tutto ciò
senza entrare nel merito dell’altissimo valore naturalistico della parete a
strapiombo sulla strada, che secondo noi non andrebbe assolutamente toccata.
Ne’, siamo convinti, tale operazione andrebbe fatta a cuor leggero anche se
questo ambiente stesse al di fuori della perimetrazione della Riserva Naturale).
Poi il discorso si sposta sulla Commissione Consiliare e il consigliere Giannini
precisa:
“ La Commissione a quel punto si è avvalsa di informazioni anche esterne di
verifica per redigere un documento presentato dal Presidente che recepiva
unitamente queste proposte. Voglio ancora ribattere a quanto sostenuto da Manlio
Piccioni, che un Consigliere Comunale, come previsto inoltre per Statuto, può
avvalersi, a titolo gratuito, anche di consulenti esterni, che sia anche un
avvocato.
Preciso inoltre che quel documento, costituendo inoltre una prima proposta, non
è stato quello approvato dalla “famosa” ultima seduta di Commissione. I
componenti della Commissione (il sottoscritto, Magagnini, Trifelli, Scipioni, M.
Piccioni) presero unanimemente l’impegno di esaminare la proposta, e di operare,
se necessario ed opportuno, delle modifiche. Succedettero anche altre riunioni,
vennero apportate alcune modifiche, e tutto questo è descritto anche nei verbali
di commissione firmati.
Al momento poi della riunione che doveva portare il documento definitivo da
approvarsi ad opera della Commissione e da sottoporre al Consiglio Comunale, il
Consigliere Manlio Piccioni presentò un altro documento firmato dal Segretario
Comunale e dal Direttore della Riserva, che operava contestazioni alla proposta
attraverso una serie di riferimenti legislativi.
E’ stata poi contestata la posizione del Consigliere M. Piccioni di non
procedere più all’approvazione della proposta, in quanto secondo Manlio la
proposta del piano doveva invece operarsi in altra sede, in una sede di
maggioranza, nella quale doveva partecipare il Sindaco, i tecnici interni ed
esterni, il Segretario Comunale, e l’Assessore alla Riserva “.
( Commento: In questo intervento Giannini dà il meglio di se stesso: siamo alla
farsa. In sintesi il discorso è questo: All’interno del territorio della Riserva
Naturale c’è un portatore “ legittimo” di forti interessi; io Geom. Anchise
Giannini, tecnico di fiducia del suddetto soggetto, nella mia qualità di
Presidente della Commissione Consigliare che si occupa della revisione del piano
di Assetto che stabilisce le regole all’interno dell’area protetta, presento una
proposta formulata dall’avvocato che tutela gli interessi sempre del suddetto
soggetto: è come se, per intenderci, in una partita di calcio il presidente di
una delle due squadre facesse anche l’arbitro dell’incontro.
E’ evidente che una “pastetta” del genere non poteva passare inosservata e la
cosa strana non è la reazione di Manlio Piccioni, ma l’accordo che tutti gli
altri Commissari hanno trovato in questa vicenda. L’intenzione dell’Assessore
Manlio Piccioni era quella di valutare dal punto di vista tecnico – giuridico e
di coerenza con la normativa sulle aree protette il documento proposto. Chi
meglio del Segretario Comunale e del direttore della Riserva poteva assolvere
questo compito? Il risultato è stato che malgrado i due dipendenti pubblici,
esperti nel settore, avessero confutato la gran parte del documento, nessuno dei
commissari ha battuto ciglio.
Ma quello che più interessava a Manlio Piccioni era formulare una proposta al
Consiglio Comunale che potesse veramente risolvere i problemi gestionali
all’interno di un’area dove necessariamente convergono interessi vari e spesso
contrastanti, allo scopo di consentire agli utenti e agli operatori di svolgere
la propria attività regolata, finalmente, da norme certe ed eque.
A tale scopo, siccome il documento da portare alla votazione del Consiglio
Comunale non poteva essere quello redatto da un avvocato di parte, suggerì che
la proposta definitiva venisse formulata in un tavolo di lavoro composto da
amministratori e tecnici che in qualche modo avessero a che fare con l’argomento
in questione. Il tavolo avrebbe dovuto essere composto dal Sindaco come
Presidente dell’Ente Gestore, dall’Assessore Delegato, dai Consiglieri di
Maggioranza membri della Commissione Consiliare competente, dal Segretario
Comunale, dal Direttore della Riserva Naturale, dai tecnici esterni che hanno
redatto il Piano Regolatore Generale e il Piano d’Assetto e, infine, dai vari
tecnici che hanno preparazione specifica sulla tutela delle Aree Protette quali
l’agronomo, il Dottore Forestale, il Biologo, il geologo etc.. Al termine dei
lavori, la proposta, formulata da tale consesso, sarebbe stata portata in
commissione per il confronto dovuto con i commissari della minoranza e poi
portata in consiglio Comunale per la decisione finale. I Commissari di minoranza
più quelli della maggioranza DS hanno bocciato, guarda caso, all’unanimità,
l’idea di Manlio Piccioni perché, secondo loro, questo modo di procedere avrebbe
escluso la minoranza.
A questo punto noi, modesti osservatori, ci chiediamo: che cosa significa che la
proposta di Manlio Piccioni esclude la minoranza? Significa forse che alla
redazione del famigerato documento del noto avvocato abbia partecipato anche la
maggioranza?
Ma una considerazione ci sembra lecita su questa vicenda. Il famoso avvocato, è
bene ricordarlo, forse per caso, forse no, difende, oltretutto, la ditta ECOAM
che, per chi non lo sapesse, è quella società che voleva realizzare la discarica
alla Mercareccia nel contenzioso aperto con il comune di Canale Monterano.
A noi è sembrato più opportuno affidarci e fidarci dei dipendenti comunali
piuttosto che di un avvocato che ha un contenzioso contro il Comune di Canale
Monterano. Di solito si dice che non è opportuno mettere il lupo a guardia del
gregge.
Ma la saggezza popolare non fa parte più del nostro bagaglio culturale).
Poi la stoccata finale: “ Tornando alla questione più specifica della Riserva
Naturale, le cose sono due:
a) la mozione non viene approvata. Bene, si vede che le cose vanno bene così, ne
prendiamo atto.
b) la mozione viene approvata dalla maggioranza del Consiglio, l’organo supremo
di
rappresentanza della Comunità. In questo caso diventa allora obbligatorio e
doveroso che venga realizzata nel pratico l’attuazione di quanto espresso dal
Consiglio (ricordo al proposito un episodio accaduto nella mia esperienza di
amministratore: l’assessore regionale Bonadonna, a fronte di certi ritardi della
Regione nell’attuazione di certi procedimenti in materia urbanistica, ci disse
che l’unico motivo del ritardo di quanto già deciso ed approvato era dovuto
unicamente ad un problema, dal fatto che in quel momento non si riuscivano a
trovare dei dattilografi che scrivessero il provvedimento definitivo. Non vorrei
che anche in tal caso non si trovino i dattilografi per attuare quanto deciso! “
( Commento: Qui il consigliere Giannini supera se stesso e non riconosce più
quale sia la maggioranza e quale l’opposizione. O meglio la riconosce benissimo.
Peccato che la “sua” maggioranza non sia quella che i cittadini di Canale e
Montevirginio hanno votato. La maggioranza nuova, quella dei “Compagni del
Casaletto”, ha preso corpo e piede all’insaputa anche di tanti compagni leali e
sinceri di fede DS, tenuti all’oscuro, fino all’ultimo, di queste squallide
manovre. E’ evidente, anche da questo suo intervento, oltre che dalla nomina a
Capogruppo del Gruppo Consiliare DS, il ruolo determinante da lui svolto nella
formulazione della “mozione” e dei successivi passaggi. )
Non sappiamo se nel comune di Canale Monterano ci siano dattilografica capaci di
scrivere la “sentenza” che è scaturita dal Consiglio Comunale, tuttavia gli Ex
Consiglieri Comunali DS di maggioranza e di minoranza non si sono fermati di
fronte a questa difficoltà tecnica:
Canale Monterano, 23 novembre 2005
Al Commissario Prefettizio
Del Comune di Canale Monterano
Dr. Manlio Francica
Oggetto: Uffici della Riserva Naturale
I sottoscritti, anche in considerazione di quanto approvato dal Consiglio
Comunale con delibera n.30 del 17 giugno 2005, fanno presente che occorre
esercitare un preciso controllo sul personale della Riserva naturale Monterano
in merito all’applicazione dell’orario di lavoro e delle comunicazioni con il
pubblico. In particolare rilevano che non è possibile articolare l’orario di
lavoro settimanale in modo da concentrare le presenze in pochi giorni.
Nell’interesse della comunità si richiede l’applicazione del CCNL. Parimenti non
è possibile mantenere la chiusura degli uffici il sabato e la domenica quando i
visitatori sono più numerosi e quindi maggiore è la necessità di informazioni.
Inoltre fanno presente che, secondo quanto disposto con DM 28/11/2000 “ Codice
di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni”, gli avvisi
alla popolazione dell’Ente Pubblico Riserva naturale come quello recentemente
pubblicato senza data, non possono essere firmati anonimamente, ma devono essere
firmati con nome e cognome da parte di chi è chiamato alla gestione della cosa
pubblica. In considerazione di quanto fin qui esposto chiedono l'emissione di un
Ordine di Servizio per la corretta applicazione dell'orario di lavoro e di una
lettera di richiamo per l'inadempienza in merito alla comunicazione non
autorizzata. Restando in attesa di un cortese riscontro inviano distinti saluti.
Firmato: Valter Marani, Anchise Giannini, Vilma Piccioni, Alfredo Vittorini,
Fabrizio Trifelli, Magagnini Nello , Maurizio Bugliazzini )
Non possiamo fare a meno di fare alcune annotazioni su questa lettera, senza
volutamente entrare sulla questione sindacale. Vale la pena ricordare che il
contratto di lavoro dei guardiaparco non è stata creato dai medesimi lavoratori
a loro piacere ed arbitrio. E’ stato oggetto di contrattazione sindacale
decentrata, come tutti gli altri contratti di lavoro della nostra nazione.
Ma a noi preme di più sottolineare la vasta e più ampia convergenza che c’è tra
le vedute e i convincimenti di nostri sette ex consiglieri DS con quanto va
scrivendo, sui muri di Canale, la destra di Massafra. Tutto qui. Non vogliamo
aggiungere altro. )
Continua Giannini:
“C’è da dire invece che qui ci troviamo forse anche in questa sede, ad uno
scontro culturale tra due atteggiamenti diversi in materia ambientale.
Uno, più integralista, è quello che ha come unico scopo ed unico obiettivo il
“congelamento” del territorio. Una bella definizione di questo atteggiamento è
ben descritto in un articolo apparso recentemente su “Repubblica”, dal titolo
emblematico: “Gli ambientalisti non devono essere il partito del no”.
L’altro ha come obiettivo la valorizzazione delle riserve ambientali per rendere
produttivo il territorio, nell’ambito di quello sviluppo denominato
“sostenibile”. E’ quello in cui mi riconosco, è quello che mi hanno e ci hanno
insegnato i nostri avi, ed è quello che ha mantenuto integro il nostro
territorio. E’ quello che conosciamo, e che sappiamo e dobbiamo fare. Nessun
professorino che viene da Roma ci può venire ad insegnare nelle nostre terre, ai
noi cittadini canalesi, cosa è l’ambiente.”
( Commento: I nostri avi facevano i contadini con zappe, vanghe, tanto sudore e
tanto amore per la terra che li aveva visti nascere e crescere. Noi i loro
nipoti facciamo tutt’altri mestieri che decisamente collidono con quelli dei
nostri antenati. E poi, ritornando alla saggezza popolare, si dice che i nipoti
seccano le vigne )
Interviene nel dibattito l’Assessore al Turismo e alla Riserva Naturale PICCIONI
VILMA, la quale esordisce ricordando di essere stata con Vittorini Alfredo,
Anchise Giannini, Fabrizio Trifelli tra i fautori della legge istitutiva
dell’Area protetta. Continua poi ribadendo che:
“ Cosa è successo in questi quattro anni di amministrazione? Si è lavorato
duramente, si è agito a 360 gradi per cercare di affermare l’immagine di Canale
Monterano come paese del “buon vivere”, facendo leva su azioni di promozione e
di marketing territoriale anche per sensibilizzare i giovani ad intraprendere
iniziative imprenditoriali che possano consentire un alternativa al pendolarismo
ed alla disoccupazione; si è cercato di incoraggiare il “fare impresa” in
settori compatibili (zootecnia, agricoltura, agriturismo,etc.) con incentivi
economici e di supporto informativo, anche per salvaguardare mestieri e culture
da tempo giacenti in progressivo e inesorabile abbandono.
Numerosi e importanti sono stati gli interventi promossi, pur tra mille
difficoltà da questa Amministrazione, rivolti essenzialmente su due filoni
principali: le azioni di promozione turistica e gli interventi strutturali sul
patrimonio naturalistico.
Per il primo segmento si è provveduto, tra l’altro, a:
-riproporre, aumentandone lo spessore e la portata, le iniziative di promozione
turistica e di fruizione del territorio con edizioni annuali di manifestazioni
quali Monterano vive, le Giornate Monteranesi, le visite guidate curate da
cooperative convenzionate che hanno finalmente permesso l’apertura domenicale
del centro visite, la partecipazioni a numerose mostre e convegni, a eventi
regionali e nazionali di offerta relativa al turismo naturalistico, ponendo
inoltre attenzione particolare anche alla formazione scolastica locale e
regionale (Giorni Verdi, Progetto Gens, etc.), da ultimo anche con un
gemellaggio tra le scolaresche canalesi e quelle del Parco Lombardo del Ticino;
Per il secondo segmento sono stati attivati meccanismi di finanziamento con
fondi regionali ed europei per:
-il ripristino della rete viaria verso l’antico abitato di Monterano e da
Montevirginio con materiali ecocompatibili e interventi di ingegneria
naturalistica, la sistemazione dell’area Fontana-Morelli che ha prodotto un
effetto di “saldatura” ideale tra centro urbano e gli impianti sportivi, il
definitivo avvio del Centro servizi per l’accoglienza e l’informazione destinato
ai visitatori delle aree protette;
-il restauro di Porta S. Bonaventura, di prossimo avvio;
-l’acquisizione di parte del Casale della Palombara;
-l’approvazione di una Legge Regionale Speciale su Monterano, la L.R. n.
36/2002, destinata a valorizzare l’indotto economico e culturale dell’area.
Tutto ciò, anche se rende orgogliosi, è stato raggiunto a prezzo di innumerevoli
problemi di relazione e di reciproco riconoscimento tra amministratori e
dirigenza della Riserva.
Mentre da una lato, quello del ruolo che rivesto, si è cercato in ogni momento
di coinvolgere, mediare, saldare e far compenetrare l’Istituto della Riserva con
il tessuto sociale della comunità di Canale; dall’altro, quello della dirigenza
della Riserva, si è spesso perseguito l’intento contrario, rimarcando
sistematicamente una sorta di autonomia di gestione e di azione svincolata il
più possibile dal Comune, Ente Gestore, quasi a voler relegare quest’ultimo ad
un ruolo di “Ente ratificatore” di volontà e strategie altrove collocabili.
E’ opportuno ricordare che questo assessorato è stato fin dai primi giorni di
insediamento sostenitore della necessità di espletare concorsi per assicurare un
dirigente di ruolo, in grado di dare stabilità e continuità all’azione da
intraprendere; sostenitore della necessità di espletare concorsi per la
riqualificazione del personale già operante per assicurare la necessaria
presenza di un funzionario; sostenitore della richiesta di ampliamento della
pianta organica della Riserva portata in questi anni da 8 a 14 unità.
Altro atto politico importante è stato il trasferimento, anche esso comunque
ottenuto con fatica e tempi lunghissimi, degli Uffici della Riserva all’interno
del Palazzo Comunale, proprio per rimarcare l’importanza che il Comune, Ente
gestore, assegnava a questa particolare struttura nel contesto complessivo della
comunità socio-economica canalese.
A questo va aggiunto, con onestà, il problema della dicotomia reale del ruolo di
indirizzo e controllo, proprio del Comune Ente-gestore, rappresentato dalla
coesistenza di una doppia figura: un ruolo di Presidente della Riserva Naturale
(con rappresentanza giuridica) e un ruolo di Assessore alla Riserva Naturale, da
me rivestito, con continue ingerenze (palesi ed occulte) negli atti formali ed
informali destinati alla “gestione” quotidiana delle attività della Riserva.
( Commento: Come è facilmente evidenziabile dal discorso dell’Assessore la
questione può essere ricondotta in questi termini: dove la Riserva ha funzionato
il merito è solo il mio; dove non ha funzionato il demerito è del Sindaco –
Presidente e del Direttore. A proposito : perché l’Assessore non si è mai
dimesso di fronte alle continue ingerenze del Sindaco-Presidente e alla
disobbedienza e ai “trabocchetti” del Direttore? )
“ Entrando nello specifico della mozione all’ordine del giorno ritengo
necessario puntualizzare che pur con terminologie discutibili dal punto di vista
formale e in alcuni passi del merito, coglie puntualmente il disagio percepito
quotidianamente dalla cittadinanza di canale Monterano, e che fatto salvo
l’impegno di gran parte degli operatori della Riserva (guardiaparchi ed
amministrativi), non può non ricondurre alle responsabilità della dirigenza
l’attuale deprecabile stato di cose.
Come è possibile tollerare, in qualità di Consigliere Comunale, di vedere
vanificati gli sforzi e gli ideali che da oltre 20 anni hanno animato la mia
personale azione politica e amministrativa riguardo alla Riserva Naturale??
Come è possibile tollerare, in qualità di Consigliere Comunale, le accuse di
connivenza con portatori di interessi occulti??
Come amministratrice ma soprattutto come canalese respingo al mittente le accuse
e gli infamanti addebiti che in questi giorni sono circolati sulla stampa e sui
media: i territori di Canale Monterano esistono e sono stati difesi dai nostri
avi da migliaia di anni, esistevano e esisteranno dopo di noi, e su questo
lezioni sul rispetto e la tutela dell’ambiente non possiamo tollerale da
nessuno.
Preciso, qualora ce ne fosse bisogno, che al contrario di quanto diffuso (con
tempismo straordinario su ogni mezzo di informazione disponibile) dal Direttore,
dalle Rappresentanze Sindacali e da altre sigle talvolta anonime, qui nel
Consiglio Comunale in cui siedo, non c’è mai stata e non ci sarà nessuna
intenzione di distruggere o di ridimensionare la Riserva o ridurne la
potenzialità, così come non ci sono mai stati (e non mi risulta ci siano)
affaristi pronti a cementificare ogni angolo della Riserva.
Il mio impegno e quello di questa maggioranza fin quando siederemo su questi
seggi, è e sarà quello di rafforzare le strategie che la Riserva Naturale può
mettere in campo in un processo di sviluppo sostenibile, irrobustendo le sue
potenzialità e fornendo risposte certe ai canalesi, che in ogni occasione
dimostrano con orgoglio l’attaccamento alla loro terra. “
( Commento: per il commento all’intervento dell’Assessore Vilma piccioni, della
quale riconosciamo, ancora una volta, la bontà dell’operato, utilizziamo
direttamente, l’articolo apparso sul mensile “ La Voce del Lago”, scritto e
diretto da giornalisti molto vicini ai DS del comprensorio. Prima, però,
vogliamo ricordare che del tanto amore per Canale e per i suo ambiente Vilma ne
ha dato dimostrazione nel 1992, a quattro anni dalla istituzione della riserva
naturale, guarda caso, in compagnia di quasi tutti gli attuali consiglieri della
“ sinistra consiliare” i quali, chi in veste di amministratore comunale, chi in
veste di esponente del PCI, tentarono di piazzare una discarica a pochi passi
dal confine dell’Area Protetta.
Ecco l’articolo de ” La Voce del Lago“:
Venerdì 17 giugno 2005, ……….. La piccola sala del Consiglio era piena di
cittadini canalesi e di persone provenienti dai paesi vicini, che hanno avuto la
possibilità di assistere gratuitamente a una pièce pirandelliana con ruoli
multipli interpretati da singoli soggetti. Ha iniziato l’assessore alla Riserva
Vilma Piccioni, che avrebbe dovuto rendere conto del suo operato in quanto
responsabile politica della gestione della stessa ed ha invece indossato i panni
del pubblico accusatore per attaccare la dirigenza Mantero: singolare
dissociazione che ci ricorda il miglior Berlusconi che, quando parla dei mali
d’Italia, sembra talvolta il capo dell’opposizione. La signora ha parlato con
veemenza, addossando totalmente i mali, veri o presunti, dell’area protetta alla
diabolica direzione. Molti dei presenti, estranei alle logiche machiavelliche
dei progressisti canalesi, si chiedevano: Ma è proprio l’assessore alla Riserva
che parla, quella che firma le carte, o solo un simulacro, svuotato e riempito
da crudeli baccelloni marziani?(ricordate lo splendido film di fantascienza sui
baccelloni uscito in piena epoca maccartista?).
Prende la parola il Vicesindaco Valter Marani. Tutta la sua vis retorica si
scaglia a difendere e a specificare il” suo” sviluppo sostenibile diverso da
quello di ManzianaLab e diverso anche dagli ambientalisti di città. Poi si
scaglia contro la dirigenza della Riserva naturale, rea di non voler costruire
la strada tra la Cascata della Diosilla e il ponte sul fiume Mignone all’interno
dell’area protetta e dei SIC.
( Commento: Non è vero, ma questo i consiglieri DS lo sanno e lo sapevano. Se
ritardo c’è stato non è imputabile ad alcuno dei Dipendenti del Comune o della
Riserva naturale. Il ritardo è semplicemente dovuto, così come per la messa in
sicurezza del Casale della Palombara, alla lentezza nel rilascio dei relativi
nulla-osta da parte della Soprintendenza ai BBAA del Lazio. In questi due casi
crediamo che sia opportuno valutare anche se la Soc. Polis sia estranea a questi
ritardi.
Come vedremo anche in seguito il discorso del Vicesindaco è stato provato e
riprovato, così come quello del Consigliere Giannini, anche nei minimi
particolari: una vera piéce teatrale.)
Quindi il Vicesindaco se la prende con Andrea Sasso e con il sito ManzianaLab.
( Commento: La lettera di Andrea Sasso, in realtà, se letta integralmente aveva
tutto un altro tono e un’altra logica. Ma sono state estrapolate frasi qua e là
solo per fare un esercizio di retorica e non per servizio alla verità.
Continua la “ Voce del Lago “ :
…Non sono mancati nell’intervento gli artifizi retorici, alcuni dei quali poco
corretti, come quanto ha letto una e-mail di un guardaparco ex dipendente della
Riserva, solo nella prima parte, stravolgendo il significato complessivo della
stessa. D’altro canto i politici amano spesso utilizzare, a fini non
propriamente educativi, la celebre battuta del dottor Johnson: datemi una frase
di un uomo e lo farò impiccare. )
Neanche il locale Circolo della Rifondazione Comunista esce indenne dalla dura
reprimenda del Vicesindaco:
“ … perché quel partito si era fatto promotore, fino a pochi mesi fa, di una
azione di tutela dei diritti dei canalesi all’interno della riserva e oggi,
invece, pubblica un documento che va nella direzione opposta “.
Poi il Vicesindaco contrario, ma solo da poco tempo ai SIC, commette un piccolo
errore freudiano:
“… Io credo che la collettività abbia un grande debito nei confronti dei
canalesi. Che essi debbano essere ricompensati per come hanno conservato fino ai
giorni nostri il loro territorio, facendo in modo che Canale Monterano fosse il
polmone verde di un territorio molto più ampio.
E allora viene in mente la proposta del Nobel Jeremy Rifking, il quale sostiene
che i paesi industrializzati devono prevedere un vero e proprio indennizzo
ecologico per le popolazioni che hanno avuto la sensibilità ambientale di
mantenere inalterati i propri territori.
Ma finché questo indennizzo non sarà chiaro, credo che non sia opportuno
procedere ad allargamenti dell’area protetta. Neanche di un millimetro.
Anzi, il modello di gestione di questo bene ambientale, come abbiamo visto,
genera problemi. Canale Monterano ha già dato.
E non ha avuto una contropartita pari al valore del capitale ambientale che
mette a disposizione della collettività.”
( Commento: quanto dice il Vicesindaco, in realtà, nient’altro è se non lo
spirito che anima l’istituzione dei SIC. Tanti, compreso chi scrive, non sanno
che cosa siano con esattezza questi oggetti misteriosi. Ma da recentissime
informazioni sembrerebbe che i SIC siano l’unico sistema, una volta esauriti i
Docup, per poter accedere ai finanziamenti europei. E sembra che già il Comune
di Canale Monterano abbia già ricevuto e speso diverse centinaia di migliaia di
€ grazie a questi SIC.
Il Vicesindaco, poi, dovrebbe anche spiegarci perché dopo un anno dalla
pubblicazione del Bilancio Sociale ha cambiato radicalmente idea sulla Riserva,
sui SIC e sulla loro gestione.
Citiamo il sito ManzianaLab:
“ Le azioni condotte su questo patrimonio hanno consentito di inserire, con
specifica perimetrazione, il fiume Mignone nell’elenco dei Siti di Interesse
Comunitario (SIC), soggetti a un regolamento specifico, posto a garanzia della
qualita’ dell’ecosistema e finalizzato al conseguimento di finanziamenti ad hoc.
…….. “La Riserva sta svolgendo in modo concreto e sistematico un ruolo di
promozione all’interno della comunita’, collabora fortemente con le associazioni
locali ed il volontariato…….””…..L’uso corretto e la valorizzazione delle
risorse naturali trova la sua spontanea attuazione nelle misure di
conservazione. Norme restrittive e vincoli nella fruizione delle aree sottoposte
a tutela sono necessarie a mantenere le peculiarita’ dell’ecosistema, ma non si
esauriscono in se stesse. Operatori e gestori della Riserva lavorano nella
convinzione che il bene tutelato appartenga alla comunita’ circostante e ne
rappresenti parte integrante, risorsa da utilizzare…”, “ … Una delle sfide più
significative che attendono la comunita’ canalese risiede nella capacita’ di
innovare , creando attivita’ produttive locali, favorendo il conseguente indotto
di lavoro e crescita dell’economia insediata”. Per questo motivo,
contemporaneamente alle azioni di valorizzazione del sistema ricettivo e
turistico, si e’agito anche sulla concessione del marchio della riserva
naturale, per la promozione dei prodotti tradizionali…”.
( Commento: Perché il Vicesindaco, solo quindici giorni prima della
presentazione della mozione, ha scritto una lettera di elogio per il
comportamento e l’operato del Dr. Francesco Maria Mantero, Direttore della
Riserva Naturale Monterano? )
“Sul quinto punto – della “mozione “ - ritengo sia necessaria una votazione
segreta e quindi non sia possibile una dichiarazione di voto, visto che il
regolamento lo prevede quando il consiglio è chiamato a pronunciarsi
sull’operato di persone.
Qualcosa si è rotto. E questa sera stiamo operando una grande azione
democratica, ristabilendo la verità.
Se il dirigente o il dipendente non si attiene ai suoi doveri istituzionali,
occorre allora che vengano intraprese le azioni conseguenti. E’ per questo che a
mio giudizio l’emendamento del Consigliere Parise sia da ritenersi pleonastico,
benché esprima un giusto concetto. Perché questo rispetto dei compiti
contrattuali e dei propri doveri istituzionali già non c’era più. Ho cercato di
correggere questo andamento (in una riunione con il personale, in qualità di
Assessore delegato in materia, per aver evidenziato queste disfunzioni, sono
stato appellato come fascista, e dovetti fuggire dalla stanza), ma è stato
inutile.
E si badi bene, noi non vogliamo licenziare o rimuovere nessuno, vogliamo solo
mettere la gente giusta al posto giusto.
In ogni caso credo che anche su questo punto il mio pensiero sia
sufficientemente chiaro”.
( Commento: anche in questo ci serviamo dello stesso articolo del “La Voce del
Lago” :
……Il vicesindaco Marani ha svolto una disamina della questione con un incipit
d’innegabile forza retorica. Noi, ha affermato, non stiamo parlando della
Riserva ma di una battaglia culturale, non tra ambientalismo e mattone, ma tra
ambientalismo buono (il suo) e ambientalismo fondamentalista (quello degli
altri). A Canale Monterano si vive nel migliore dei mondi possibili, gli uccelli
cinguettano nella piazza, (è il vicesindaco che parla), gli anziani allevatori
curano le mucche, sono stati creati miti positivi e il terreno è pronto per
portare avanti lo sviluppo sostenibile. Sono tutti d’accordo i buoni canalesi,
ma ecco fomentate da suscitatori di zizzania, 1.150 persone da Palermo ad Aosta
mandano messaggi di fuoco su Internet, chiedendo ragione della minacciata
defenestrazione dei dirigenti della Riserva. E qui il vicesindaco si toglie
qualche sassolino dalla scarpa. La dirigenza, egli afferma, non è solo
fondamentalista, ma anche piuttosto allegra nella gestione tanto ché lui, da
assessore al personale del Comune di Canale ha avuto, un duro scontro con essa,
relativamente all’organizzazione dell’orario di lavoro dei dipendenti e si è
pure beccato l’insulto di fascista! I professori e i professorini di Roma che,
sempre a detta del vicesindaco, pontificano sull’ambiente di Monterano devono
stare zitti, perché se Monterano esiste così come è, è grazie ai canalesi che
hanno preservato nei secoli il territorio e ora, doveroso corollario, devono
gestirlo senza i fastidiosi consigli di chi viene da fuori.”
Interviene nel dibattito il consigliere Delegato alla Culura, Scuola, Servizi
Sociali, Giuseppina Ceci:
“..sono Giuseppina Ceci, sono in amministrazione dal 1997. Ho partecipato ad una
Amministrazione capace, presieduta da un Sindaco capace, con amministratori
volenterosi; da giovane consigliere comunale, osservando molto con gli occhi, ho
imparato molto da chi aveva i capelli grigi e di politica e di amministrazione
ne sapeva più di me.
Nel 2001 ho nuovamente partecipato alle elezioni comunali, ricevendo dal Sindaco
la delega ai Servizi Sociali, Scuola e Cultura.
Leggo questo documento, questa mozione e non posso assolutamente condividerlo.
Il lavoro fatto da questa amministrazione, ed in particolare dall’Assessore
Vilma Piccioni, risulta completamente infangato. E’ come se questa
Amministrazione non avesse fatto nulla.
Ma la colpa di questo però è sempre la nostra, di noi amministratori. Essere
amministratori significa essere a disposizione della gente, è vero Valter, è
come hai detto fare quattro ore di viaggio al giorno, o come me lavorare il
sabato e la domenica per poter essere presente due giorni al Comune senza
prendere una lira.
Ed essere volontari al servizio della gente, significa anche dare informazioni
certe, dire alla gente cose vere, e dire veramente ad esempio cosa è un SIC. Al
contrario invece, non dire cose vere è dire invece “scongiuriamo il pericolo di
un SIC”, che sarebbe come dire “scongiuriamo il pericolo di una bomba atomica,
di una testata nucleare!”. Ma che sarà mai sto SIC!
Diciamo allora alla gente che il SIC non è un vincolo in più. Abbiamo il
coraggio di fare scelte solo apparentemente, ripeto apparentemente, impopolari,
ma a che lungo andare pagano o potrebbero pagare.
Così come solo apparentemente la scelta della istituzione della Riserva non era
condivisa da una parte della popolazione, e oggi tutta la popolazione vuole la
Riserva, e su questo siamo tutti d’accordo.
E benché tutta la amministrazione abbia lavorato tanto, anzi tantissimo, non si
è data la necessaria informazione, e non si è data una regolamentazione certa
attraverso il piano di assetto ed i regolamenti, affinchè la gente sapesse che
il capannone si costruisce in un certo modo e la casetta si costruisce in un
altro modo, e lo sapesse bene e meglio anche chi dirige la Riserva.
Oggi invece la Riserva è disciplinata dalle norme di salvaguardia, assai rigide,
e questo perché? Perchè non abbiamo adottato definitivamente il piano di
assetto.
Allora rimbocchiamoci le maniche, lavoriamo per questa regolamentazione, non ci
mettiamo sul piedistallo di una scrivania a dire “Io sono il Consigliere
Giuseppina Ceci e la Riserva si dirige come dico io”.
Il nostro dovere invece è mediare, ho imparato questo e mi hanno insegnato
questo. E mediare è anche mediare tra la popolazione e gli uffici comunali,
quando ce ne è bisogno, oppure mediare tra la popolazione e gli Uffici della
Riserva Naturale.
E le tensioni sociali di cui parla la mozione?
Io vi porto la mia esperienza personale, di canalese ( e si badi bene, io non
voglio difendere gli Uffici della Riserva, io voglio difendere gli interessi dei
canalesi). E i canalesi sono traditi nel momento in cui vengono promesse loro
cose che non si possono realizzare, ad esempio come ho sentito quando gli si
promettono posti di lavoro dentro la Riserva, quando invece poi nella Riserva si
deve entrare per concorso.
Diciamo invece che c’è tutta l’economia indotta da sviluppare, e che i canalesi
possono trovare occasioni di lavoro in questo tipo di economia, ma non
promettiamo altro però. Facciamo formazione, corsi professionali, facciamo dei
professionisti dell’agricoltura, della zootecnia, facciamo questo per i nostri
giovani.
E queste persone contrarie alla Riserva portiamole attorno ad un tavolino per
farli lavorare insieme a questi “mostri della Riserva”! Facciamoli conoscere.
C’è gente che non è mai venuta a parlare col Direttore della Riserva, o quanto
meno con l’Assessore, però è contraria solo perché in mezzo a Canale ha sentito
dire.
Nell’anno 2004 la Riserva ha fatto trenta verbali, dei quali soltanto cinque
riguardano cittadini canalesi. Che vuol dire? Che i canalesi sono bravi, hanno
imparato le regole della Riserva, e che i guardiaparco non sono poi così
repressivi e cattivi.
E’ pur vero che nell’anno 2005 tre sono i verbali di sequestri per abusi
edilizi, e guarda caso non riguardano canalesi. E allora di che cosa stiamo a
parlare! Ringraziamoli allora questi guardiaparco che fanno rispettare le
regole. Che ben vengano gli imprenditori, ma che rispettino le regole, e che
queste regole siano certe, perché solo queste regole ci possono garantire.
A proposito delle “tensioni sociali”, io ritengo, Vilma, che tu hai lavorato
molto bene nella Riserva. Per questo ritengo che sei tu la prima che ci rimette
dall’approvazione di questa mozione, al pari della tua immagine.
Perché non parliamo invece del “Progetto Gens”, della ricerca ambientale, della
formazione fatta per i nostri ragazzini, dei corsi di formazione sui
finanziamenti europei che si tengono nella ex canonica, di tutto il lavoro che i
guardiaparco e la struttura della Riserva hanno fatto anche oltre le proprie
mansioni. Perché non andiamo a parlare di queste tensioni sociali ai genitori
dei bambini del Progetto Gens!
Forse dobbiamo chiedere se ci sono delle “tensioni sociali” agli imprenditori ed
agli artigiani a cui la Riserva ha fatto delle attestazioni attraverso i quali
hanno ricevuto contributi, e ampliato le loro attrezzature!.
E queste attestazioni e questa attività di promozione del territorio le hanno
fatte da soli gli Assessori o il Sindaco o i Consiglieri? O forse, meglio, sono
state fatte da un intera struttura con il supporto dell’amministrazione?
Vogliamo parlare poi di tutti i contributi che hanno preso le associazioni
attraverso la Riserva Naturale?
E forse questo non significa sviluppo socio-culturale o socio-economico della
comunità?
E se ci fosse tutta questa voglia di repressione, diciassettemila persone a
Monterano ci sarebbero venute? Mica sarà colpa anche qui della dirigenza della
Riserva se a Canale queste diciassettemila persone non lasciano neanche cinque
euro!
Vi ricordo che chi viene a strillare è chi ha preso la multa o non ha rispettato
le regole: non verrà mai a strillare, ad esempio, Anchise, tua figlia, quando
andrà a spasso per il parco, con i tuoi nipoti, quando troverà un parco
bellissimo. “
Giannini:
“ se ce ne avrà ancora la possibilità!”
Ceci:
“E ti assicuro che ce l’avrà questa possibilità, e noi sorveglieremo e
vigileremo perché ci sia ancora, oltrechè sul lavoro di chi deve lavorare.
Io dico che a Canale sono molti i cittadini, le associazioni, le cooperative che
lavorano e hanno lavorato attraverso la Riserva Naturale.
E quando si parla di programmazione e di indirizzi di gestione, questa non è la
politica della Riserva, è la politica del Comune, è la politica
dell’Amministrazione Comunale, che deve mettersi a tavolino con i cittadini e le
associazioni, recepire le loro esigenze e dare loro degli indirizzi.
Se c’è un malessere, questo è dovuto alla cattiva informazione. Se su trenta
persone cinque canalesi hanno preso la multa, è questo il malessere?”
Giannini:
continua a non essere capito questo malessere. Allora vuol dire che non hai
seguito l’intervento di Vilma Piccioni.
Ceci:
l’ho seguito attentamente, e proprio perché l’ho seguito attentamente ritengo
che così si sta svilendo il lavoro e l’impegno di anni svolto dagli
amministratori, seppur con i loro limiti (d’altronde la gente ci ha votati per
creare una struttura, mica per diventare manager di “marketing territoriale”!).
Forse la cosa che dobbiamo capire è che la Riserva debba ricevere gli indirizzi
dall’Amministrazione Comunale.
Io personalmente ho sempre lavorato bene con la Riserva, e quando talvolta su
certe cose non eravamo d’accordo, abbiamo sempre trovato una soluzione
attraverso la mediazione.
A noi la gente di Canale ci ha votato per portare sviluppo, per trovare
soluzioni, e soprattutto per mantenere una comunità serena. E la serenità si
trova parlando, dialogando, senza arroccarsi sulle proprie posizioni. E siccome
gli amministratori sono un po’ come dei “pater familias” ed un po’ come dei
padri, se tu hai un figlio un po’ scapestrato, non è che lo cacci via (ammesso e
non concesso che qualcuno qui sia un po’ scapestrato). E non permetti di
arrivare in Consiglio Comunale ad alimentare vere (queste sì) tensioni sociali
su un argomento di così fondamentale importanza. E se ci sono delle regole che
il Direttore della Riserva è tenuto a seguire, anche i prossimi centocinquanta
Direttori della Riserva che verranno saranno tenuti a seguirle. E dico che se è
vero che ci sono stati degli atteggiamenti così riprovevoli, mi chiedo perché
non ci sono stati dei richiami scritti e delle note scritte.
Giannini:
ringrazio Giuseppina per avermi dato l’occasione di una domanda che potevo già
richiedere nel mio precedente intervento. Perché, in alcuni casi, a fronte di
queste evidenze, questi richiami non sono mai stati fatti?
Ceci:
mi chiedo, poi, Consigliere Vittorini, che ti ho stimato e dato la mia
solidarietà in tante circostanze, come una persona della tua capacità ed
esperienza, possa essersi fatto strumentalizzare in questa storia.
Vittorini:
è vero, inizialmente pensavo di essere stato strumentalizzato. Ma dopo questa
riunione, però, per quello che ho sentito, sono certo di non esserlo stato.
( Commento: Lo spettacolo e la farsa teatrale continua….).
Ceci:
la mia stima continua, ma continuo a credere che tu sia poco informato.
C’è una maggioranza silenziosa che non vuole questa mozione, e qui dentro
vogliamo tutti bene a Canale, ma l’unica via per uscire da questa storia è avere
delle regole certe, è il piano di assetto, è fare informazione, informazione
vera, e non l’informazione che è stata dettata ed è dettata da certi canali.
Dico che ci vuole coraggio, il coraggio di fare scelte anche impopolari, ma che
a lungo andare porteranno allo sviluppo di questa comunità, se fatto nel
rispetto delle regole.
Ho apprezzato molto l’intervento del Consigliere Parise, che nonostante sia
l’ultimo consigliere arrivato, ha dimostrato una notevole intelligenza, ed una
conoscenza maggiore dei meccanismi della pubblica amministrazione di quella che
afferma tanta gente di avere in materia di personale.
Piccioni Vilma:
io resto sorpresa, perché le difficoltà che stasera emergono in maniera così
forte, non sono nate il 10 maggio, ma ben prima, almeno dall’anno 2002.
Ci sono aspetti delicati:
uno è il discorso della dicotomia che esiste, e di chi è il referente dell’Ente
gestore: la figura del Sindaco in qualità di Presidente dell’Ente (ossia della
figura che è il rappresentante legale dell’ente, che prende le ordinanze, prende
le iniziative etc. etc.) e o quella dell’Assessore delegato.
Io ho sempre voluto sapere quali sono gli ambiti dell’Assessore della Riserva
(ad esempio come erano definiti all’epoca in cui Alfredo Vittorini nel periodo
che và dall’83 all’88 era consigliere delegato alla Riserva).
Voglio dire, in qualità di Assessore alla Riserva, potevo occuparmi di tutti gli
aspetti della Riserva? Ad esempio, se la questione l’ avessi avuta in mano dalla
a alla zeta, potevo provvedere a risolvere la definizione del piano di assetto?
Io questo problema l’ho fatto presente, in sedi ufficiali e pubbliche, in
consigli di maggioranza, in assemblee pubbliche, ed addirittura in assemblee di
partito quando non meno di un anno fa emersero questi aspetti. E a quell’ epoca
dissi, data la mia testardaggine, la testardaggine dei canalesi, di aspettare,
dato che la struttura era giovane e che doveva crescere, e che ci si doveva
abituare alle regole ed ai regolamenti.
Io sono un dipendente della pubblica amministrazione, della pubblica istruzione.
Ma non può pensare un dipendente, fosse anche il professore più anziano, di far
uscire un documento a firma della scuola, se il documento non è stato
sottoscritto, firmato e deciso dalla direzione dell’istituto. Non esiste da
nessuna parte.
E questa regola (sarà stato per prassi, o per consuetudine), qui non è stata mai
rispettata.
Quando c’erano dei contrasti, ci sono stati tanti tentativi di mediazione, mille
volte sono state tese le mani, e questi fatti sono stati sempre rappresentati al
Sindaco.
Però non ti puoi trovare sul tavolo delibere di una certa delicatezza, in data 5
maggio, istruite da anni datate settembre 2004! E allora io mi chiedo: il
Sindaco ne era a conoscenza? Perché se ne era a conoscenza, nessun problema. Io
Sindaco, in qualità di rappresentante legale dell’Ente, ne ero a conoscenza ed
allora me ne occupo io; tu Assessore occupati di altre cose. Altrimenti non
posso pensare che è stata una svista.
Segretario Comunale:
al fine di evitare che si dicano cose non particolarmente esatte o eventuali
fraintendimenti, in riferimento a quanto appena esposto dall’Assessore Vilma
Piccioni, ed in qualità di sovrintendente alla istruttoria dei provvedimenti,
devo osservare dal punto di vista tecnico, ma inequivocabilmente, che
contrariamente a quanto si potrebbe capire da quanto detto (che una delibera si
voleva far adottare in data anteriore alla sua discussione), che alcuna delibera
della Riserva Naturale in quella data è stata sottoposta all’ordine del giorno
della Giunta Comunale, per la sua discussione e votazione. Per dovuta chiarezza.
Piccioni Vilma :
in questo confermo, questa deliberazione che mi ha dato il Direttore sul tavolo
della Giunta non c’era, ce l’ho portata io. Ritengo di aver espletato tutti i
miei doveri in qualità di Assessore delegato, e che pazientemente ho sopportato
tutta questa situazione, e per tale motivo di certo non sono io che devo
rimettere la mia delega. Se qualcuno me la vuole togliere, che sia lui che me la
tolga.
( Commento: Quindi non si capisce dove sia tutto lo scandalo, dove siano i
trabocchetti paventati dall’Assessore Vilma Piccioni ne’ quali siano le colpe
del Direttore della Riserva Dr. Mantero o quelle del Sindaco.
Cerchiamo di far ordine per rendere più comprensibile gli avvenimenti, relativi
a questa delibera, a chi non era presente al Consiglio Comunale.
L’Assessore alla Riserva Naturale Vilma Piccioni, si sente defraudata del suo
potere perché qualcuno ha portato in Giunta una delibera da adottare ( cosa non
vera: era inserita solo tra i punti da discutere ).
L’Assessore avrebbe dovuto ben conoscere gli affari relativi al suo ambito di
competenza.
L’Assessore, che un attimo prima aveva gridato e invocato il delitto di ”lesa
maestà” nei suoi confronti da parte del Direttore della RN e dal Sindaco, un
attimo dopo, dice che è stata lei stessa a portare in Giunta quella Delibera.
Se è vero il punto 3 noi modesti osservatori non ci capiamo più nulla. Ma forse
questo era uno dei soliti pretesti, inesistenti, per gettare fango, al fine di
ottenerne l’epurazione su chi non si è allineato ai nuovi voleri?
Parise:
la mia proposta, non è frutto di un atteggiamento pleonastico, come è stato
definito, ma caso mai razionale e moderato. Attenzione, questa mozione non
riguarda aspetti tecnici o gestionali della Riserva. In verità ho ben capito che
qui siamo di fronte ad una brillante operazione politica preparata prima ed al
di fuori di qui, volta a scaricare alla Direzione della Riserva le proprie
responsabilità. Nella mia esperienza aziendale ( e nel 2005 i Comuni sono delle
Aziende), non si può scrivere di rimuovere e allontanare i dirigenti, se non si
sappia con certezza chi abbia la responsabilità legale, giuridica e morale, ed
in questo caso politica dell’andamento dell’azienda. A mio giudizio invece, i
Dirigenti della Riserva che io individuo come corresponsabili della vicenda,
sono tre: il Sindaco, in qualità di Presidente dell’Ente, il ViceSindaco, per la
sua responsabilità morale, e l’Assessore delegato, per la sua responsabilità
operativa.
Il Sindaco và rimosso, in qualità di rappresentante legale e giuridico
dell’ente, il ViceSindaco và rimosso, in quanto responsabile morale, e
l’Assessore Delegato, che afferma di non essere stato in condizione di operare,
va rimosso, in quanto responsabile praticamente di non aver saputo gestire
questa situazione.
Tanto per chiarire, nella mia esperienza di Presidente di una squadra locale di
calcio, ricordo che alcuni giocatori, tra i più bravi e rappresentativi, mi
chiesero di rimuovere l’allenatore. Mi opposi fermamente, i calciatori uscirono
fuori dalla squadra, la medesima retrocesse, ma il Presidente si assunse tutte
le responsabilità della vicenda.
Giannini:
ma noi non vogliamo retrocedere.
Parise:
preciso che chi parla non è una persona legata da particolari rapporti di
simpatia con i dipendenti della Riserva. Io sono uno di quei tre, tra cui il
compianto Pietro Scipioni, che hanno inscenato una azione di protesta,
vestendosi da indiani, per dire: il cittadino canalese, nel suo territorio è
come un indiano nella Riserva.
Sono favorevole all’approvazione della mozione, esclusivamente a condizione che
si chieda di rimuovere coloro che ritengo corresponsabili della situazione: il
Sindaco, il ViceSindaco, e l’Assessore Delegato alla Riserva Naturale.
Sindaco, condivido tutto quello da te detto, fuorché la sostanza.
Giannini:
voglio ricordare al Consigliere Parise, che se avessimo voluto architettare una
operazione esclusivamente politica, si sarebbe potuto presentare tranquillamente
un altro tipo di mozione, ad esempio una mozione volta ad ottenere la sfiducia
del Sindaco. Questo, responsabilmente, non lo abbiamo fatto. Ritengo pertanto
che la convinzione del Consigliere Parise sia esclusivamente e strettamente
personale, mentre sono dell’opinione invece che la situazione sia stata ben
rappresentata dall’Assessore Vilma Piccioni, che in prima persona è ed è stata
consapevole, con sofferenza, di tutto quello che è emerso in questa riunione.
SINDACO MARCELLO PICCIONI:
dalla discussione è emerso che l’argomento è assai sentito. Io dico che per la
Riserva è stato fatto tanto, grazie al lavoro ed all’opera di molte persone.
Tanto lavoro però delle volte costa, e costa assai caro. Ma non si può però
vanificare in questa maniera tutto quello che è stato prodotto.
In merito all’argomento del SIC, tengo a precisare che così come stasera è stato
descritto, si pone un falso problema. Questo SIC nel merito è stato solo
prospettato, non è mai stato affrontato compiutamente. Non sappiamo esattamente
neanche cosa è, ed al proposito sono state dette tante fandonie, in varie sedi e
da diverse fonti di comunicazione, anche su Internet.
Rispetto ai confini della Riserva, siamo pronti a dare la massima disponibilità
per qualche aggiustamento per venire incontro alle esigenze ed alle istanze
delle associazioni e delle istituzioni locali. Non ho nulla da eccepire per la
parte della mozione che parla dell’incentivazione dello sviluppo economico.
Non è però possibile imputare questo presunto malfunzionamento esclusivamente
alla struttura della Riserva (a tal proposito mi viene in mente l’opera
meritevole fatta dalla struttura assai recentemente nella organizzazione e nelle
procedure di affidamento del Centro Visite).
Tengo a precisare che una rimozione di dipendenti non può non coinvolgere
l’intera Amministrazione. Ed allora dico che è evidente che nella mozione vi sia
una certa strumentalizzazione, o quantomeno una provocazione, una sorta di sasso
gettato nello stagno.
Per questi motivi propongo il seguente emendamento alla mozione:
“Proposta del Sindaco:
Il Sindaco, in risposta alle richieste presentate dai consiglieri Magagnini e
Vittorini, al fine di superare le difficoltà emerse nella gestione della
Riserva, e cercando di mediare le posizioni dei gruppi consiliari, propone:
-Che questo Consiglio si impegni, attraverso le Commissioni Consiliari, a
dotarsi degli strumenti normativi previsti dalla legge istitutiva, o a
modificare quelli esistenti, nel rispetto di quanto sancito dalla legge
istitutiva stessa e dalle norme giuridiche in materia vigenti in materia di aree
protette, al fine di garantire le attività produttive che è possibile esercitare
all’interno dell’area protetta, quali l’attività agricola e quella zootecnica,
con particolare riguardo per ciò che concerne i prodotti tipici ed il biologico;
-Che attraverso gli strumenti normativi venga tutelata l’attività della locale
Università Agraria proprietaria di gran parte dell’area protetta, al fine di
garantire il diritto di uso civico agli utenti;
-Che venga tenuto in conto l’esigenza delle associazioni faunistiche locali che
necessitano di attraversare l’area protetta per recarsi nelle zone ove è
consentito l’esercizio delle loro attività. A riguardo si potrà valutare la
possibilità di modificare la nuova perimetrazione dell’area proposta dal piano
di assetto;
-Che la Giunta si impegni, come peraltro già deciso, nel valutare l’allargamento
del SIC, a condividere, con chi ne abbia interessi legittimi, le proprie
decisioni, in merito anche alla regolamentazione dei SIC medesimi.
Il Sindaco si impegna, infine nella sua veste di Presidente dell’ Ente Gestore,
con la collaborazione dell’Assessore a cui è stata concessa delega in materia,
di riportare nell’ambito istituzionale il rapporto tra i dipendenti della
riserva e l’ Ente Gestore, al fine di evitare conflitti di competenza che
generano incomprensioni e danneggiano l’immagine dell’’ amministrazione e della
nostra comunità.”.
VITTORINI:
ritengo che questo emendamento non sia accoglibile, in quanto non trattasi
propriamente di emendamento, ma di altra mozione o altro documento che modifica
interamente il contenuto della mozione presentata, e quindi non sottoponibile a
votazione per quanto da emendare. Ne chiedo spiegazione al Segretario Comunale,
ben comprendendo il suo imbarazzo.
MANLIO PICCIONI:
anche la mozione presentata dai consiglieri Vittorini e Magagnini, non è
sottoponibile a votazione, ma neanche a discussione, trattandosi più che altro
di una interrogazione, in quanto riguarda materie estranee alla competenza del
consiglio.
VITTORINI:
Queste osservazioni non si possono condividere, evidenziano una mancata
conoscenza di norme e regolamenti.
SEGRETARIO COMUNALE:
la proposta del Sindaco può ritenersi un emendamento, e come unico emendamento,
nel limite in cui assorbe interamente il contenuto del documento presentato per
la discussione.
MANLIO PICCIONI:
documento motivato su materia di competenza consiliare, sottoscritto da uno o
più consiglieri voglio dar lettura dell’art. 52 del Regolamento Consiliare: “la
mozione consiste in un e volto a promuovere una deliberazione del Consiglio su
un determinato argomento ……..” .
VITTORINI:
trovo esagerato l’atteggiamento del Consigliere Parise, che io definirei
buonista. In ogni caso non aggiunge nulla, è pleonastico. Qui abbiamo appreso
tante cose indiscutibili. Il mio gruppo si auspica di trovare la maggioranza che
voti la nostra proposta, perché nostra è la proposta, e noi non siamo i “compari
di nessuno”.
( Commento: alla faccia della verità…L’Ineffabile Vittorini la mozione non l’ha
neanche guardata. Si è limitato a correggere la parola “ dipendenti” con quella
“ dirigenti”. La calligrafia è sicuramente la sua. Peccato che si è perso la
cena al Casaletto. Quindi il “comparaggio” con gli altri sei è ancor più
evidente).
SINDACO MARCELLO PICCIONI:
in alternativa alla mia proposta già presentata, propongo questo emendamento,
che modifica gli ultimi quattro punti della mozione presentata dai Consiglieri
Vittorini e Magagnini:
“Che la Giunta si impegni, come peraltro già deciso, nel valutare l’allargamento
del SIC, a condividere, con chi ne abbia interessi legittimi, le proprie
decisioni, in merito anche alla regolamentazione dei SIC medesimi.
Il Sindaco si impegna, infine nella sua veste di Presidente dell’ Ente Gestore,
con la collaborazione dell’Assessore a cui è stata concessa delega in materia,
di riportare nell’ambito istituzionale il rapporto tra i dipendenti della
riserva e l’ Ente Gestore, al fine di evitare conflitti di competenza che
generano incomprensioni e danneggiano l’immagine dell’amministrazione e della
nostra comunità.”
Si procede a votazione dell’ emendamento presentato dal Consigliere Parise, e
sottoscritto dai Consiglieri Eugenio Parise e Giuseppina Bettarelli:
Voti favorevoli n. 1 (Parise Eugenio), contrari n. 10
Si procede a votazione dell’ emendamento definitivo presentato dal Sindaco
Marcello Piccioni:
Voti favorevoli n. 3 (Sindaco Marcello Piccioni, Giuseppina Ceci, Manlio
Piccioni), contrari n. 8.
Con voti favorevoli n. 7 (Magagnini, Vittorini, Bugliazzini, Giannini, Marani,
Piccioni Vilma, Trifelli), contrari n. 3 ( Sindaco Marcello Piccioni, Giuseppina
Ceci, Manlio Domenico Piccioni), astenuti n. 1 (Parise) sul documento avente ad
oggetto “Mozione Consiliare” presentato in data in data 10 maggio 2005 dai
consiglieri comunali Vittorini e Magagnini;“
IL CONSIGLIO COMUNALE
APPROVA
MOZIONE CONSILIARE
- che venga scongiurata l’ipotesi di allargamento e di nuova
istituzione di SIC per evitare l’introduzione di nuovi vincoli che penalizzino
ulteriormente la nostra popolazione;
- che vengano rivisti gli attuali confini della Riserva Naturale in modo tale
che con piccoli aggiustamenti si possano soddisfare le richieste modeste delle
associazioni faunistiche locali, in attesa ormai da alcuni anni di risposte
certe alle loro legittime richieste;
- che venga incentivata e incoraggiata, attraverso l’approvazione di regolamenti
specifici, l’attività agricola e zootecnica all’interno della Riserva, in
particolare per ciò che riguarda i prodotti tipici;
- che venga tutelata l’attività amministrativa della locale Università Agraria
all’interno della Riserva, proprietaria della maggior parte del territorio e
preposta a garantire il diritto di uso civico dei propri utenti, ostacolato
spesso dagli uffici della Riserva;
- che vengano rimossi, sostituiti e trasferiti, mettendoli a disposizione dei
competenti uffici regionali , gli attuali dirigenti dell’ufficio di Direzione e
degli Uffici Amministrativi della Riserva Naturale, responsabili in questi
ultimi anni di:
-aver alimentato forti tensioni sociali con la cittadinanza;
- di aver frenato e ostacolato quello sviluppo compatibile, promesso al momento
della istituzione della Legge, e tanto atteso dalla popolazione;
- di aver ostacolato con atteggiamenti che spesso prevaricano le loro competenze
istituzionali, iniziative del Comune e anche della locale Università Agraria,
mirate alla ricerca e al tentativo di far decollare lo sviluppo atteso e
scongelare una situazione che ormai da anni è limitata alla sola attività di
guardiania.”.