Non c’erano dubbi. E’ stato solo questione di tempo. Il giorno 30 settembre 2005
presso la Sala del Consiglio dell’Università Agraria è stato proiettato un film
già visto, dal titolo: “Come ammazzare, legalmente, una Riserva Naturale per far
piacere a qualcuno”. Già visto perché lo stesso film, però con un titolo
diverso, era stato già proiettato nella Sala del Consiglio Comunale del Comune
di Canale Monterano il 17 giugno 2005. Il titolo, quella volta fu “L’ultima
cena” e il sottotitolo: “Come ti ammazzo una maggioranza che ha lavorato bene
per far piacere a qualcuno”. Purtroppo però il ruolo di Giuda è stato
interpretato da più attori e quindi il film non è stato proprio un gran che.
Bocciato dalla critica e dal pubblico è stato ripresentato dagli stessi registi
e dalla stessa casa di produzione, con qualche variante (sono stati cambiati
solo gli attori, ma il copione é il medesimo) nella Sala del Consiglio
dell’Università Agraria. Questa sala si presta bene a questo tipo di
rappresentazioni che la dicono lunga sulle reali intenzioni dell’Amministrazione
della locale Università Agraria che non sono proprio, almeno in quest’ultimo
periodo, quelle di fare gli interessi dei cittadini di Canale Monterano.
Perlomeno non di tutti ma di quella piccolissima parte che ha partorito quell’Amministrazione,
innaturale dal punto di vista politico, dal momento che è stata sponsorizzata
riccamente da esponenti DS locali e dalla destra di Canale Monterano.
(Ricordiamo, di passaggio, l’episodio della riunione per i fantomatici SIC). Ma
tanto è. Gli interessi prima di tutto. La trama del film, come dicevamo, è più o
meno la stessa: commistione tra maggioranza e minoranza per sferrare l’attacco
alla Riserva e a chi la dirige, allo scopo di togliere di mezzo ogni intralcio
che possa impedire di raggiungere il fine prefissato, con la variante che in
questo caso la maggioranza ha votato compatta, con il contributo del consigliere
DS di minoranza Antonio Corini, già assessore della giunta di Benedetto
Pulvirenti che diede ufficialmente il proprio gradimento al Piano d’Assetto. Ma,
scendendo nel particolare, esaminiamo la Delibera del Consiglio dell’Università
Agraria di Canale Monterano:
Resoconto del Consiglio dell’Universita’ Agraria del 30 settembre 2005
Il Consiglio premesso:
che con Legge Regionale n. 79 del 02/12/1988 veniva istituita la Riserva
Parziale Naturale Regionale di Monterano la cui gestione è affidata al legale
rappresentante pro tempore del Comune di Canale Monterano;
che attualmente il perimetro originario della Riserva è di circa 1.100,00 ha, di
cui circa 900 ha sono di proprietà di questa Università Agraria;
che detta legge, art.6 comma 2°, espressamente stabilisce che”i diritti in
materia di usi civici entro i confini della Riserva restano disciplinati dalle
norme del Regolamento dell’Università Agraria di Canale Monterano e dalle
vigenti leggi regionali”;
che il successivo art. 9 “Norme di salvaguardia” come ribadito dalla successiva
legge regionale n. 29/1997, fa altresì salvi “i diritti di uso civico
relativamente alla semina, pascolo legnatico, erbatico”
che per l’esercizio di tali diritti e la conduzione delle attività economiche
(agricoltura, zootecnia e forestale), l’Ente Gestore deve consentire la libera
circolazione all’interno dell’area vincolata degli utenti della Università
Agraria;
che il comune di Canale Monterano, per una corretta gestione della Riserva, deve
avvalersi della consulenza di un Comitato tecnico-scientifico, nominato nei modi
e termini di cui all’art. 5 della legge regionale n.79/1988 ed integrato da un
rappresentante dell’Università Agraria di Canale Monterano che ha anche funzioni
di Vice Presidente del Comitato stesso;
che il Piano Generale di Assetto ed il Regolamento di Attuazione della Riserva
Naturale debbono essere predisposti dall’Ente Gestore in collaborazione con il
Comitato Tecnico- scientifico ed approvato dalla Giunta Regionale nei termini e
con la procedura stabilita dall’art. 6 della citata legge;
che il Comune di Canale Monterano, in qualità di Ente Gestore, deve anche
predisporre un Piano di Assestamento Forestale per i boschi ricadenti
nell’ambito della Riserva Naturale “sentita l’Università Agraria” (art. 8 l.r.
), improntato a criteri di silvicoltura naturalistica, ma in ogni caso deve
rispettare il “diritto di legnatico a favore della popolazione” che è
intangibile e regolato nell’ambito del suddetto Piano di Assetto (art. 8, comma
2° l.r. ).
Commento: Queste le PREMESSE.
Ma noi, che non siamo stati invitati dal Presidente a prendere parte, a
differenza di altri esponenti politici, a questo Consiglio dell’Ente, ci
permettiamo di fare conoscere, a tutti i cittadini di Canale Monterano, Utenti e
non, anche il nostro punto di vista.
Per quanto riguarda il primo punto possiamo affermare che il rappresentante
legale del Comune di Canale Monterano è il Sindaco, eletto dalla popolazione di
Canale Monterano, costretto alle dimissioni per motivi a tutti ormai noti, ma
che, comunque, rappresenta, come figura istituzionale, gli interessi di tutti i
cittadini di Canale Monterano e non solo quelli dei cittadini-utenti della
Università Agraria.
Il secondo punto merita un commento un pò più tecnico ma comunque facilmente
comprensibile a tutti i cittadini: non è noto a tutti, ma gli addetti ai lavori
lo sanno bene, che la maggior parte della Riserva Naturale Monterano non è di
proprietà dell’Università Agraria di Canale Monterano ma del Comune. Infatti,
basta andare nell’Archivio Comunale e cercare la relativa delibera per
apprendere che il Comune di Canale Monterano, affittò, nel 1927, tutto il
territorio della Bandita all’Università Agraria di Canale Monterano, ad un
prezzo meramente simbolico (del resto mai preteso dalle Amministrazioni Comunali
nè versato da quelle dell’Università Agraria). Vedere a proposito la relazione
tecnica allegata alla Variante al PRG prodotta dal Perito Agrario Alebardi
Alessandro.
Su questo argomento tutte le Amministrazioni Comunali hanno taciuto o non sono
venute a conoscenza, ma questa storia è venuta a galla nell’ambito dei
procedimenti burocratici per l’approvazione della Variante Generale al Piano
Regolatore.( Non per niente l’Amministrazione dell’Università Agraria di Canale
Monterano ha tenuto, circa un anno, a dormire nei propri cassetti i nulla osta
relativi ai terreni ex enfiteutici, propedeutici all’approvazione della Variante
al Piano Regolatore Generale causando, così, in maniera del tutto
ingiustificata, un ulteriore ritardo a questa pratica urbanistica, con grave
danno per la cittadinanza )
L’Università Agraria interpellata, in via del tutto bonaria, dal Sindaco e dal
Consigliere Delegato all’Urbanistica a fornire chiarimenti su questo argomento
ancora deve rispondere. Ma nessuna Amministrazione Comunale pretenderà mai
niente dall’Università Agraria che agisce nell’interesse della collettività così
come il Comune. Ma un pò di pudore e di buon senso, da parte degli attuali
amministratori dell’Ente, non guasterebbero di certo.
Per quanto riguarda la questione del Comitato Tecnico Scientifico, i nostri
ineffabili Amministratori dell’Università Agraria fanno finta di non conoscere
la storia.
E’ vero che il Comitato Tecnico-Scientifico era previsto dalla Legge istitutiva
della R. Naturale Monterano ma è altrettanto vero che detto organismo, nè per
meriti nè per demeriti di Amministrazioni Locali di Canale Monterano, è stato
abolito da diversi anni.
Ma probabilmente chi ha steso la Delibera n. 13 del 30/09/2005 del Consiglio
dell’Università Agraria non ne era a conoscenza.
Peccato! Infatti l’art. 5 della legge regionale 79/88, istitutiva della Riserva
Naturale, prevedeva certamente la creazione di un Comitato consultivo
Tecnico-Scientifico e prevedeva anche che la vicepresidenza venisse affidata al
Presidente dell’Università Agraria di Canale Monterano. Ma, purtroppo, la legge
che regola la nostra area protetta non è solo quella istitutiva.
Successivamente, infatti, ne sono state emanate altre che l’estensore della
delibera fa finta di non conoscere e che non cita mai (probabilmente non sono di
suo gradimento).
Infatti l’art. 13 della Legge Regionale 74/91 stabilisce le modalità per
l’abrogazione dei comitati tecnico scientifici e anche l’art. 4 della L.R. 29/97
stabilisce la creazione di uno speciale ufficio per le Aree Protette nell’ambito
del Comitato Tecnico per l’Ambiente (ex art. 13 L.R. 74/91) che assume i compiti
consultivi per le aree protette antecedentemente affidati ai singoli comitati.
Di questa situazione, di certo, non si può gettare la colpa nè sui dipendenti
della R.N. Monterano nè sulle Amministrazioni Comunali che si sono succedute dal
1988 ad oggi. Sono state scelte decise da altri Enti che se ne assumeranno le
loro responsabilità.
L’Università Agraria, tuttavia, per oltre, 17 anni ha sempre sottaciuto su
questo problema. Probabilmente non è mai stato un problema.
Solo oggi è diventato un problema per chi si vuole sbarazzare di questa scomoda
(solo per lui) creatura che è la Riserva Naturale Monterano, sempre per far
piacere a poche persone. Per quanto riguarda i diritti in materia di usi civici
ci sembra addirittura pleonastico ritornarci sopra dal momento che nel Piano
d’Assetto sono contemplati perfettamente in tutta la loro interezza. Infatti
anche le considerazioni riportate in Delibera rendono ben chiaro come
l’espletamento di tali diritti, comunque inalienabili, siano perfettamente
contemplate nella stesura del Piano di Assetto e nel Regolamento di
applicazione.(vedere la legge istitutiva e art. 11, punto 5 L. 394/91 nonché il
punto 9.7 del piano di Assetto “Diritti civici e rapporti con l’Università
Agraria”). Per quanto riguarda poi il diritto di pascolo, di semina e di
erbatico non sono previste restrizioni e limitazioni di sorta.
Le limitazioni che vigono all’interno della Riserva Naturale sono le stesse che
regolano la materia in tutto il territorio italiano, ma a qualcuno non piace!
Gli abusi sono abusi tanto all’interno della Riserva Naturale Monterano quanto
lo sono al diLfuori. Purtroppo spesso si desidererebbe intervenire come più ci
pare opportuno su zone che di fatto, allo stato dei luoghi, hanno cambiato
destinazione. Per essere chiari: aree incolte ed abbandonate da decenni oggi non
sono più seminative ma si sono trasformati in boschi che la legge non consente
di abbattere per far ritorno allo stato precedente. Ma tutto ciò poco ha a che
vedere con la Riserva Naturale: basta conoscere e far osservare le leggi in
materia ( art.4 della Legge Regionale 39/2002, L.R.24/98, L.394/91, L.R.29/97).
Diritto di legnatico: questo diritto inalienabile viene regolamentato dall’art.10
del Regolamento dell’Università Agraria e riguarda solo il legname secco e
quello morto e la modalità con cui tale legname può essere prelevato viene
regolamentato dall’art. 11. Lo stesso articolo sancisce il diritto alla
concessione di legname per attrezzi agricoli artigianali e legname dolce per
pali. A tal proposito il Regolamento dell’Ente Agrario di Canale Monterano viene
espressamente citato nel punto 9.7 del Piano di Assetto e viene richiamato anche
nell’art. 38 del Regolamento. Comunque, negli ultimi anni, a fronte di circa
trenta richieste per esercitare il diritto di taglio all’interno della Riserva
Naturale Monterano e ai sensi degli articoli 28 e 33 della legge regionale 29/97
e dell’art. 22 della L.R.39/2002 non è stato espresso alcun parere negativo. Ma
la Delibera n. 13 del 30.092005 prosegue ancora:
ESAMINATO il Piano di Assetto e il Regolamento di Attuazione così come pervenuti
da parte del Comune di Canale Monterano e rilevato, da una prima lettura, come:
1. Detti documenti sono stati elaborati da un gruppo di lavoro con il
coordinamento degli Uffici Provinciali e Regionali di competenza nel luglio
2001, sono stai adottati dall’Ente Gestore della Riserva, ma non sono stati
approvati dall’organo regionale con la procedura e nei termini previsti dagli
articoli 3, 26, 27 e 39 della L.R. 29/1997;
2. Sono stati elaborati senza tenere in debito conto delle norme ed i principi
della legislazione vigente in materia di “esercizio degli usi civici” a favore
della collettività degli utenti della Università Agraria;
3. Non sono attualmente vigenti e, pertanto, per l’area protetta valgono tutt’ora
tutte le norme di salvaguardia e le norme transitorie della legge istitutiva (artt.9
e 10 L.R.79/88). Alla stesura dei documenti non ha mai partecipato il
rappresentante dell’Università Agraria nè è stato mai invitato dalla Riserva a
partecipare in palese violazione di quanto disposto dagli articoli 5,6 e 8 della
Legge istitutiva della Riserva;
Commento: Per il momento, visto e considerato che si tratta solo di una prima
lettura, ci permettiamo di far osservare al curatore della stesura della
Delibera n.13 del 30.09.2005 che andrebbe fatta anche una seconda lettura per
meglio comprendere le cose e soprattutto di fare una ricerca più approfondita
nell’Archivio dell’Università Agraria di Canale Monterano per meglio esaminare
le carte.
Cominciamo dal punto 3:
Nella stesura del Piano di Assetto e del relativo Regolamento di Attuazione sono
stati fatti diversi incontri con le associazioni di categoria interessate e con
i singoli allevatori e agricoltori diretti di allora che avevano i loro terreni
compresi nel perimetro della Riserva Naturale Monterano.
Per quanto riguarda il coinvolgimento della Università Agraria di Canale
Monterano sono stati fatti diversi incontri con gli Amministratori dell’epoca ai
quali, tra l’altro, è stato inviato anche la proposta di Piano di Assetto e del
Relativo Regolamento di Attuazione.
Se il curatore della stesura della Delibera n.13 del 30 settembre avesse
buttato, anche distrattamente, un’occhiata nell’Archivio dell’Ente Agrario,
avrebbe trovato che il Piano di Assetto e il relativo Regolamento di Attuazione
è stato approvato dal Consiglio dell’Ente stesso con Delibera n. 45 del 2001.
Quindi questo ci fa supporre, con ragionevole certezza, che il Piano ed il
Regolamento siano stati ben discussi dai Consiglieri ed Assessori
dell’Università Agraria dell’epoca.
Come abbiamo già detto l’ex Assessore Corini, oggi consigliere di minoranza,
rinnega il suo voto espresso non moltissimi anni fa.
Non vorremmo ficcare ulteriormente il dito nella piaga ed invitare a fare
ulteriori ricerche di archivio ma, purtroppo, sempre per chi ha poca memoria, lo
stesso Consiglio di Amministrazione dell’Università Agraria di Canale Monterano,
con Delibera n. 10 del 20/03/02, ha approvato il Piano e, proprio per chi non ha
memoria, ha presentato anche alcune Osservazioni sia al Piano di Assetto, sia al
Regolamento Attuativo.
Pertanto anche il punto 2 non merita ulteriori spiegazioni.
A proposito di memoria, cominciamo a preoccuparci!
Vuoi vedere che un batterio piuttosto virulento si è insinuato nelle menti dei
frequentatori della sezione dei DS e attacca la loro memoria? La cosa strana
però è che distrugge esclusivamente la memoria di chi si trova ad amministrare
la cosa pubblica.
Infatti questi signori hanno dimenticato, in ordine cronologico, che:
- l’istituzione dell’area protetta l’hanno proposta loro nel 1988 e fino a poco
tempo fa se ne sono, a ragion veduta secondo noi, fatti un vanto;
- il Piano d’Assetto e l’allegato Regolamento di attuazione è stato avviato
dalla Giunta Stefani/Giannini/Piccioni e redatto da un pool di tecnici
coordinati dall’arch. Farina, giusta la Delibera del Consiglio Comunale n.29 del
19.maggio.1995 con cui si affidava all’Arch. suddetto la somma di lire
53.000.000 per il coordinamento, per la cartografia e per la consulenza nel
settore urbanistico; alla Società Pangea, invece, per la floristica e per lo
studio vegetazionale solamente 4.500.000 lire; alla Società Coop. Agrifoglio la
somma di lire 4.500.000; al Dr. Gianfilippo Lucatello la somma di lire 4.500.000
per la consulenza forestale e agronomica; al Dr. Roberto Papi la somma di lire
4.500.000 per la consulenza faunistica.
- il Dott. Francesco Mantero è stato nominato direttore della Riserva dalla
Giunta Piccioni, con l’assessore delegato alla riserva Vilma Piccioni;
- il Consiglio dell’Università Agraria, presieduto dal Presidente Pulvirenti, ha
dato parere favorevole, all’unanimità, in merito al Piano d’Assetto;
- il Consiglio comunale presieduto dal Sindaco Dott. Piccioni, ha approvato, con
il solo voto contrario del Consigliere Pietro Scipioni, il Piano d’Assetto e
annessi;
Forse aiuta ricordare che nei Consigli citati i DS erano sempre in maggioranza,
tanto è vero che al momento opportuno l’hanno fatta valere. Infatti crediamo che
il virus sia stato troppo aggressivo dal momento che alla perdita della memoria
è seguita anche una buona dose di masochismo che ha indotto i nostri “amici” a
buttare all’aria due amministrazioni che stavano lavorando con ottimi risultati.
Per quanto riguarda il punto 3 vale ancora una volta la pena sottolineare che
tra due strumenti urbanistici prevale sempre quello che prevede maggiori vincoli
pertanto anche chi ha solo un’infarinatura di urbanistica capirebbe che tale
punto non merita alcun ulteriore commento.
Per il punto 1 siamo tutti ben coscienti che il piano di Assetto non ha
terminato il suo iter ma questo non è imputabile alla Riserva Naturale ma solo
alle lungaggini della Commissione che ancora deve presentare il proprio lavoro
al consiglio comunale.
Così come non è mai stato presentato alcun documento da parte dell’attuale
Amministrazione dell’Università Agraria di Canale Monterano che da tale
commissione è stata sentita. Ma, si sa, si tratta solo di una prima lettura!
Continua così la Delibera n. 13 del 30 settembre 2005
VISTA la documentazione agli atti….
CONSIDERATO:
che dette osservazioni si ispirano puramente ad aspetti formali e non di
carattere sostanziale in ordine a quanto contenuto in detti documenti e non
rispecchiano le reali necessità esistenti nel territorio canalese;
che questa Amministrazione è stata più volte sollecitata ad esprimersi in merito
ai contenuti del Piano di Assetto e relativo Regolamento;
che comunque, sono stati intrapresi presso l’apposita commissione istituita da
Comune di Canale Monterano, dibattiti e confronti che, per le note vicende, non
è stato possibile formalizzare;
che necessita, in questa sede, contestare l’integralismo normativo e le
eccessive prescrizioni e limitazioni con il quale sono stati redatti i documenti
di cui trattasi che sembrano la esatta riproduzione di un altro Piano per i
Parchi;
che il Piano di Assetto ed il Regolamento non hanno tenuto conto dei diritti di
uso civico, delle consuetudini locali e della popolazione che vanno sempre
rispettati in quanto espressione culturale propria e caratteristica della
identità della comunità locale e delle sue secolari tradizioni e, come tali,
preservate e tutelate ai sensi della legge 394/1991;
Commento: Noi invece ci permettiamo di considerare che:
Le osservazioni presentate dall’Amministrazione Pulvirenti e approvate dal
Consiglio dell’Università Agraria possono anche essere considerate come formali
e non sostanziali. Su questo nulla da eccepire. E’ pur vero però che
l’Amministrazione Pulvirenti, mandata a casa solo ed unicamente attraverso un
guazzabuglio di interessi politici, e non solo, con la creazione di un’alleanza
innaturale tra alcuni Ds e la cosiddetta Destra Canalese, non era portatrice di
alcun interesse. Anzi per dirla in termini nostrani “ non guardava in faccia “ a
nessuno e ha cercato, forse in maniera troppo poco “politica”, di rimettere le
cose in ordine. In primis i conti economici dell’Ente Agrario. Non sappiamo, di
certo se gli attuali amministratori dell’Ente Agrario potranno dire la stessa
cosa.
RITENUTO, pertanto, con il presente atto riformulare alcune Osservazioni al
piano di Assetto e relativo Regolamento di Attuazione sulla scorta dei principi
fondamentali innanzi indicati e dettagliatamente riportati nella legislazione
regionale e, contestualmente, sottoporre all’Ente gestore alcune proposte
tecnico-operative in ordine ad una più corretta interpretazione giuridica delle
norme regionali;
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO;
SENTITO il Presidente e con l’intervento dei Consiglieri bisogna aggiungere il
verbale della discussione.
Con voti favorevoli contrari astenuti
DELIBERA
di sottoporre al legale rappresentante del Comune di Canale Monterano, in
qualità di Ente Gestore della Riserva Regionale Parziale Naturale Monterano, le
seguenti osservazioni agli elaborati relativi al Piano di Assetto (PDA) e
relativo Regolamento di Attuazione già adottati da parte del Consiglio Comunale
di Canale Monterano:
1. si richiamano tutti i riferimenti già contenuti e dettagliatamente riportati
nella premessa al presente deliberato che costituiscono parte integrante del
dispositivo
2. la Riserva doveva essere istituita su territori collettivi boscati di
proprietà di questa Università Agraria, mentre sono stati inseriti al momento
della sua istituzione e in modo inopportuno, i terreni a vocazione agricola,
concessi in enfiteusi a miglior coltura (spietramenti, decespugliamenti, arature
profonde, recinzioni, escavazione pozzi, costruzione di manufatti agricoli,
costruzioni di tettoie per il ricovero di animali e fieno) con evidenti
forzature e contraddizioni con il dettato statutario dell’Università Agraria e
gli interessi degli allevatori ed agricoltori locali;
3. il PDA ed il Regolamento di Attuazione sono stati redatti in conformità
dell’art.11 della legge 394/1991 (come recita la pagina 1 del Regolamento) che è
inserito nel titolo II della Legge quadro nazionale e disciplina le aree
protette nazionali e non nel titolo III che riguarda le aree protette regionali
(tant’è che il richiamo dell’art. 11 del Titolo III art. 22 comma 1 lettera d,
si riferisce all’adozione del regolamento e non al merito delle limitazioni
dello stesso che sono indicati nel successivo art. 23 e definiti esplicitamente
dalla L.R.79/88, istitutiva dell’area protetta);
4. l’art.22, comma 3° della legge 394/19921 prevede che le Regioni istituiscono
le aree protette al fine di un utilizzo razionale del territorio su demani
pubblici collettivi boscati, utilizzo razionale che non avviene includendo aree
agricole concesse in enfiteusi a miglior coltura (infatti la L.R.29/1997
all’art. 31 prevede interventi per sviluppare le attività agricole quale fattore
di difesa ambientale e promuovere, coordinare ed incentivare le attività
compatibili e non di adottare integraliste prescrizioni e limitazioni
all’agricoltura, all’allevamento, alla viabilità, all’edilizia agricola, agli
usi civici, come contenuto nel PDA e Regolamento di attuazione);
5. Il PDA e Regolamento di Attuazione piuttosto che seguire le indicazioni
legislative nazionali e regionali sono il frutto di un gruppo di lavoro che ha
riprodotto in copiatura il Piano di un altro Parco senza tener conto della legge
istitutiva della Riserva che definisce i confini dell’area protetta ed i
principi fondamentali da inserire nel Regolamento di Attuazione;
Inoltre, per tutte le osservazioni su esposte, si propone all’attuale
Commissario prefettizio e Vice Prefetto del Comune di Canale Monterano, quanto
segue:
L’annullamento della deliberazione n. 48 del 01/12/2001 con la quale il
Consiglio Comunale di Canale Monterano ha adottato il Piano di Assetto ed il
Regolamento di Attuazione della R.N.R.M.;
Stante la gestione commissariale del Comune di Canale Monterano, capo gestore
della Riserva Regionale Parziale Naturale Monterano, la sospensione di qualsiasi
operazione atta ad adottare nuovamente il PDA e relativo Regolamento che deve
essere il risultato di un confronto tra tutte le componenti sociali della
collettività già particolarmente danneggiate dall’applicazione delle norme di
salvaguardia e dalle interpretazioni restrittive dei funzionari della Riserva;
La istituzione di una Commissione paritetica composta da rappresentanti della
Università Agraria, del Comune di Canale Monterano, della Riserva, delle forze
politiche presenti sul territorio, delle associazioni locali, per una proposta
di rivisitazione del PDA e del Regolamento di attuazione, anche in ossequio a
tutte le osservazioni presentate dai cittadini, in modo da poter integrare nel
modo giusto la Riserva nel tessuto sociale canalese;
La istituzione del Comitato Tecnico Scientifico previsto dall’art.5 della L.R.79/1988
quale organo di consulenza nella gestione della Riserva Naturale Monterano.
Commento: A questo proposito noi facciamo notare che quasi tutte le riserva
naturali del Lazio comprendono sia terreni di proprietà privata sia quelli di
proprietà collettiva. Questo non dovrebbe creare scandalo alcuno soprattutto se
si pensa che negli anni 80 tutti i terreni ex enfiteutici, inclusi con la legge
79/88 nella Riserva Naturale Monterano, erano abbandonati e non venivano,
praticamente, coltivati. Pertanto chi allora propose di inserire quei terreni
nella Riserva Naturale lo fece nella convinzione, giustissima, che l’inserimento
non avrebbe creato danni a nessuno. Piuttosto vorremmo sapere dov’erano nel 1988
tutti coloro che oggi si stracciano le vesti e gridano allo scandalo.
Tant’è vero che la stessa compagine che amministrava il paese, avendo fatto
dell’istituzione della Riserva il proprio cavallo di battaglia, fu riconfermata
nell’incarico dalle votazioni amministrative.
I nomi e i cognomi di chi ha voluto fortemente la Riserva Naturale in quel
territorio e con quei confini, a quell’epoca, li conosciamo bene e faceva
politica e certamente era tutti nell’età della ragione. Semmai i censori di oggi
ci debbono far sapere a noi e a tutti i cittadini il perché di questo giro di
valzer.
Ma i cittadini sanno pure chi é o chi sono i direttori dell’orchestra che suona
il valzer.
Aggiungiamo, poi, che i lavori agricoli “straordinari” come ad esempio lo
spietramento, il decespugliamento, l’apertura di strade, la perforazione di
pozzi, la realizzazione di tettoie e di manufatti edilizi utili per la
conduzione dei fondi agricoli, debbono ottenere la necessaria autorizzazione
anche per poter essere effettuati al di fuori dell’Area Protetta. Tali
autorizzazioni debbono contenere anche i pareri circa, ad esempio, il vincolo
idrogeologico e quant’altro. In altre parole: costruire un manufatto agricolo
non autorizzato è reato sia all’interno della Riserva sia fuori. Ma questo gli
ineffabili amministratori lo sanno ed è perfettamente pleonastico stracciarsi le
vesti.
Ribadiamo, per concludere questo punto, che anche le cosiddette migliorie da
realizzarsi sui terreni ex enfiteutici debbono rispettare le norme regionali ed
in particolare l’art. 4 della L.R.39 del 28 ottobre 2002. Per quanto riguarda i
manufatti edilizie per la conduzione del fondo anche noi siamo d’accordo sul
fatto che il precario spesso contribuisce a deturpare ambiente più di un
manufatto definitivo. Vero è che era interesse dell’Amministrazione Comunale
rivedere questa parte del Piano di Assetto e apportare le opportune modifiche
per non far trovare gli allevatori in contrasto perenne con la legislazione
regionale. Questa era l’intenzione allorché il Sindaco ha chiesto la
convocazione della Commissione Consigliare. Ma le cose hanno preso una piega
completamente diversa.
Ci pare poi offensivo e fuori luogo mettere in discussione le capacità tecniche
e culturali delle decine di esperti universitari e non che hanno partecipato
alla stesura del Piano di Assetto e del Regolamento Attuativo.
Se poi questi esperti esterni hanno copiato il PDA da un altro, già scritto per
un’altra Riserva Naturale o Parco, è il caso che chi sa parli chiaro.
Se hanno scopiazzato il Piano da un altro vuol dire che questi Signori hanno
fatto il bidone all’Amministrazione Comunale Ente Gestore e pertanto vanno
denunciati per truffa.
Per quanto riguarda l’istituzione di una Commissioni paritetica possiamo
commentare che se il curatore della stesura della Delibera n.13 del 30 settembre
2005 del Consiglio dell’Università Agraria avesse letto un pò meglio e con un pò
più di attenzione il PDA e il Regolamento Attuativo si sarebbe accorto che
questa Commissione è prevista nello stesso. Ma si sa, siamo ancora ad una prima
lettura!
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